Scatti spaiati

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Avete frugato nei miei calzini *loading* volte

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martedì, 30 settembre 2008
Forti delusioni

Sabato sera. Ho appena parlato al telefono con la Gatta e la casa è piena di juventini. La serata si preannuncia tranquilla. Non passano dieci minuti che veniamo convocati in ospedale con urgenza per un rene compatibile con quello del suocero in attesa di trapianto e da lì ne siamo usciti dieci ore dopo frullati. Nella concitazione abbiamo lasciato la casa agli juventini ospiti che ritroveremo tutti dormienti sul divano al nostro ritorno all’alba in attesa di notizie. Nel mezzo l’odissea della preparazione pre intervento al seguito del suocero cui hanno dato il 90% di possibilità che sia la volta buona. Solo alle cinque di mattina ci verrà detto che i reni sono andati ad altri. E lo capisco. Capisco che siano stati privilegiate due persone più giovani con il bisogno di un rene ciascuno piuttosto che un anziano a cui servono due reni. Capisco che vanno fatte delle scelte. Capisco che ci sono delle regole scrupolose da seguire e a quelle bisogna attenersi. Capisco meno il tenere una persona già provata fisicamente e mentalmente in ballo per dieci ore dandogli false certezze. E la delusione dei suoi occhi nell’apprendere che sarebbe tornato alle solite tre dialisi settimanali, ecco, quella la comprendo ancora meno. Faccio fatica ad accettarla. 

Postato da: calzinospaiato alle 10:27 | link | commenti (8) |
varie ed eventuali

mercoledì, 24 settembre 2008
Errori seriali

Dopo otto anni mi ritengo del tutto consapevole di stare con un folle e mi sta pure bene perché in buona misura io lo seguo a ruota. Tant’è. Mica mi scompongo se si mette a stuccare le piastrelle alle dieci di sera e che mi incarichi di spegnere il deumidificatore quando si è raggiunto il giusto grado di asciugatura, nemmeno che si alzi alle cinque per finire l’opera e che ritenga necessario svegliarmi per rendermelo noto. Trovo incredibile altro. Lo sa per esperienza che sono in grado, dormendo,  di rispondere con frasi che all’apparenza abbiano un senso e, nonostante questo, si ostina ad affidarmi incarichi vitali alle sei di mattina. E quando puntualmente li disattendo ancora se ne stupisce.
Uomo: certo che dirti le cose è tempo perso.
Spaiata: scusa? cado dal pero.
Uomo: stamattina ti ho chiesto un favore prima di uscire.
Spaiata: a me?
Uomo: si e mi hai dato anche la tua parola di coccinella che l’avresti fatto.
Spaiata: non ricordo. Ma quando?
Uomo: alle sei.
Spaiata: io a quell’ora dormo, non sono connessa col resto del mondo.
Uomo: sarà. Di fatto te l’ho chiesto. L’ho dato per certo, cosa fatta.
Spaiata: ho una sola considerazione da fare sull’argomento. L’ultima volta che mi hai chiesto di venirti a prendere prima di andare a lavorare cosa è successo?
Uomo: ho dovuto chiamarti alle dieci dal piazzale della carrozzeria.
Spaiata: più in generale, ti risulta, in otto anni, che a mezzogiorno mi ricordassi di cosa avevamo parlato la mattina?
Uomo: no.
Spaiata: ho detto tutto.

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varie ed eventuali

martedì, 23 settembre 2008
Diamoci un taglio

Non ho un rapporto che si possa definire idilliaco con i parrucchieri in genere. Ci vado per necessità e sull’onda dell’ispirazione del momento. Difficile che fissi un appuntamento con quella santa donna che mi sopporta da anni: io mi presento, se ha tempo bene, se no, può essere che mi riveda dopo qualche mese. E si spiegano i capelli tanto lunghi. Genitrice e moroso ne sono sempre stati contenti, a loro piaccio coi capelli a mezza schiena ed ogni altra variante non è contemplata. Sabato dopo mesi di latitanza faccio la mia apparizione nel salone.
Parrucchiera: ohi, finalmente.
Spaiata: …. 
Parrucchiera: spuntatina cinque centimetri? 
Spaiata: uhm, si, è già passata mia madre a dirti di non tagliare?
Parrucchiera: nooooooo.
Mi fa aspettare dieci minuti e tanto basta.
Spaiata: sai che ti dico? Sono stufa di pettinarmi, di usare mezzo bottiglione di balsamo e di impiegarci ore ad asciugarli. Taglia. Alla base del collo.
Parrucchiera: taglio?
Spaiata: se non lo fai tu, lo faccio io.
Parrucchiera: fatti almeno la frangia che piace tanto a tua madre. Stavolta cambia salone. Non mi perdonerà mai.
Spaiata: taglia.
E sono tornata a casa con un bel taglio corto tanto tanto comodo. L’uomo si è rassegnato all’idea, la genitrice mi guarda basita da due giorni, ancora non tollera che abbia sacrificato la chioma per comodità. Mi piacerebbe vedere la sua faccia quando venerdì, al solito appuntamento per la piega, le consegneranno una treccina lunga 40 cm fatta con le mie mani.

Postato da: calzinospaiato alle 10:18 | link | commenti (16) |
ops i did it again

venerdì, 19 settembre 2008
Si ricomincia

E’ ricominciata la scuola e, confesso, probabilmente manco me ne sarei accorta se la vicina non mi avesse chiesto di disegnare un treno con tanti vagoni per dare il benvenuto ai bambini di quarta. L’avrei comunque scoperto, ma a cose fatte, salutando un altro anno scolastico al solito modo. Smadonnando contro quelle mamme, spesso alla guida di un macchinone, convinte sia loro dovuto aspettare pazienti che, dalla loro auto/corriera messa di sbiess in mezzo alla strada, il loro pargolo scenda con comodo dalla vettura. Ecco, per la sottoscritta che abita praticamente in una elementare principalmente la scuola è questo: una rottura di balle fonte di incazzatura mattutina. Considerando che in un paese di cento anime raminghe, almeno la metà ha un suv con bambino dai 6 ai 12 anni, provate ad immaginarvi su una strada di montagna cosa non si scatena intorno alle otto e trenta. Ultimamente però guardo alle mamme – ma solo quelle rispettose del parcheggio diligente – con più indulgenza e compresnsione. Il motivo è semplice. Non sono incinta e continuo a non avere figli (per ora), ma due pomeriggi a settimana porto l’uomo a scuola – indirizzo ponteggio. Ho comprato i quaderni, le matite, controllo i compiti, metto nel marsupio la mela per la merenda, sacramento perché fa i capricci per non andarci e si finge malato. Ed anch’io, ahimè, ho i miei problemi a trovar parcheggio quando lo vado a recuperare.

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varie ed eventuali

giovedì, 18 settembre 2008
C'è posta per te

Mia madre ha una mail. Che non si fila di pezza. Del tutto inutile se non ci fossi io ad aprirla di tanto in tanto a fare ripulisti. Da sempre. Una mail urgente che non arriva e lo smaronamento della sottoscritta che ogni cinque minuti deve controllare nella di lei posta  l’hanno convinta a gestirsi da sola. Per metterla in condizione di farlo davvero, tutto questo ha richiesto due ore di corso intensivo - partendo dalle nozioni base- da cui ne sono uscita a pelle di leopardo. Non è un caso se oggi sono socievole come un orangutan.

Postato da: calzinospaiato alle 17:14 | link | commenti (4) |
no work team

mercoledì, 17 settembre 2008
Lost

Convocazioni, rate, comunicazioni e amenità varie da mesi vengono spedite tutte via mail. Sono un amministratore di condominio al passo coi tempi, peccato sia anche inesorabilmente "spaiata".
Condomina: ciao, ho bisogno l’IBAN.
Spaiata: te lo mando via mail.
Condomina: lo so, lo so, te l’ho già chiesto tre volte. Ormai sono andata fuori di testa.
Lei ne è più o meno consapevole, la sottoscritta decisamente meno visto che tempo tre ore mi richiama per la mail che sta ancora aspettando. Eppure sono certa di averla spedita tre secondi dopo aver attaccato il telefono. Peccato che l’ho inoltrata a me stessa anche se mi fingo ignara del motivo per cui non le sia mai arrivata. Sono un’oca da patè.

Postato da: calzinospaiato alle 17:39 | link | commenti (2) |
no work team

martedì, 16 settembre 2008
Fantozzi & soci

Noto una febbrile attività e giri di chiamate sospette, ma decido di lasciar correre. A posteriori, un atteggiamento di lassismo discutibile. Ed infatti, scopro così solo sabato sera che il giorno successivo ci sarà l’invasione degli ultrajuventini a casa nostra. Apprendo la notizia con una vertigine e mi pongo subito tre atroci domande: dove li metto? Come li sfamo? Ed io dove vado a mettermi in salvo? Nel pomeriggio appronto il mio personale rifugio antitifoso: nascondo viveri nel cassetto dei calzini, bevande nei vasi di fiori, porto in camera anche riviste ed il libro che sto leggendo per evitare di farmi largo nelle belve durante la partita. Passo quindi a sfornare pizzette di tutti i tipi aiutata dalla vicina in quanto due dei tifosi sono figli suoi ed a riempire ciotole di patatine. Ad una certa ora faccio pipì per non uscire più dal rifugio e mi preparo ad eclissarmi definitivamente nei miei appartamenti coi gatti al seguito. L’ultima occhiata che lancio in salotto mi restituisce una scena alla Fantozzi in bianconero e decisamente più affollata dell’originale. Tutti sul divano con la maglietta di rito (l’uomo sotto ha il pigiama per ottimizzare i tempi e correre a vedere controcampo nel letto), tutti con il bavagliolo per non sporcarsi la sacra sindone bianconera, tavolinetto davanti colmo di ogni genere di schifezza, telecomando ormai inutile perché stasera c’è solo un canale da guardare, rutto libero e smadonnamento pronto all’evenienza. E siamo solo all'inizio del campionato.Non ce la posso fare.

Postato da: calzinospaiato alle 15:27 | link | commenti (8) |
casa calzino

lunedì, 15 settembre 2008
Carrefour .... vergogna.

Il rito del lunedì mattina è dare una controllatina alla SisterGatta e famiglia. Stamattina c’era questo .Ho pianto leggendo. Perché conosco entrambi e so quanto speciali siano e perché un bambino già messo a dura prova dalla vita certo non merita tanta umiliazione. Ed io mi vergogno. Mi vergogno per quelle persone lì, senza un briciolo di sentimento. Ed ancora di più verso chi non fa niente per evitarlo. Quanto a te Gatta, mia cara, è ora di infoltire il pelo sullo stomaco e fargli vedere con che madre fantastica e coraggiosa  hanno a che fare. Io il link l’ho messo, da quello che vedo lo hanno fatti in tanti e spero che altri se ne aggiungano. Basta digitare “Carrefour Assago” per vederne i risultati e se la pubblicità è l’anima del commercio….. ahi, ahi, ahi Carrefour.

Postato da: calzinospaiato alle 10:20 | link | commenti (8) |
varie ed eventuali

giovedì, 11 settembre 2008
Stranezze feline

Calzetta ha una crisi d’identità. Il princigatto - quello con tutte le comodità, bipedi pronti all’uso, un letto a due piazze su cui spaparanzarsi - di punto in bianco ha abbandonato i privilegi e, forse sconvolto dalla bellezza dell’ingresso nuovo, dorme per terra sopra i fogli di giornale (ultimo segno evidente del cantiere). Ci si appallottola come un mentegatto e alla mattina, prima di uscire in esplorazione, li butta tutti davanti alla porta per farseli cambiare, manco fossero lenzuola. E non c’è verso di farlo desistere. Gli è venuta la passione di fare l’usciere di casa. Inutile dire, che la gatta, si gode anche la sua parte. Finchè dura.

Postato da: calzinospaiato alle 18:56 | link | commenti (1) |
gattofuffa

mercoledì, 10 settembre 2008
Big Bang

Ginevra non è tanto lontana da casa Spaiata. In pratica l'esperimento lo fanno dietro l'angolo e l’argomento ha tenuto banco al civico 33 per tutta la serata. Non abbiamo nemmeno considerato l’ipotesi della fine del mondo, ma la speranza che un buco nero inghiottisse il mitologico e la moglie iena, confesso, ce l’avevamo. Speranze puntualmente disattese stamattina quando l’ho visto regolarmente uscire di casa. Ho comunque registrato strani fenomeni. La carriola che stazionava all’ingresso da mesi e che ho minacciato di far diventare una fioriera è scomparsa. Non voglio credere sia bastato chiedere per la duecentesima volta all’uomo di riportarla da dove era venuta, propendo più per il buco nero. Ipotesi che sa meno di fantascienza.
 

Postato da: calzinospaiato alle 14:34 | link | commenti (3) |
varie ed eventuali

martedì, 09 settembre 2008
Velate minacce

Al telefono.
Uomo: dove sono i miei scarponi da bosco?
Spaiata: guarda dietro al porta.
Uomo: troppo facile. 
Spaiata: nella tolla vuota di vernice?
Uomo: ....
Uomo: e se non sono lì? 
E qui mi parte il pistolotto.
Spaiata: certo, finchè non mi si montano le mensole della scarpiera le scarpe sono equamente distribuite in giro per casa dove trovavo posto. Cioè ovunque non penseresti mai. Cuccie dei gatti compresi. Tutto questo perché, nonostante i lavori di muratura siano terminati sotto minaccia, le piastrelle posate, le lampade nuove collegate e l’ingresso dipinto di glicine, mancano le mensole su cui appoggiarci le scatole da scarpe dell’ikea già riempite ed io volessi fare tutto da sola, tu hai voluto interpellare il falegname amico tuo, che dopo promesse del tutto inattendibili davanti ad una boccia di vino, è tutt'ora latitante e la sottoscritta che sta esaurendo la pazienza, primo si prenderà adeguate ritorsioni sulla tua persona, secondo gli metterà una taglia. Qualora non l'avessi capito, lo voglio vivo o morto, ma con le mie mensole montate a regola d'arte, dovessi terrorizzarlo con la fionda professionale in direzione del suo sedere pigro.
Uomo: capito, cerco da solo.
 

Postato da: calzinospaiato alle 15:23 | link | commenti (8) |
ops i did it again

lunedì, 08 settembre 2008
Andar per boschi

Giovedi’
Genitrice: piove.
Spaiata: vedo.
Genitrice: è settembre.
Spaiata: così si dice.
Genitrice: tempo di funghi?
Spaiata: si comincia, nel fine settimana andiamo in avanscoperta.
Genitrice: sabato! Tanto non lavori.
Spaiata: magari domenica.
Genitrice: meglio sabato.
E qui mangio non solo la foglia, ma tutta la pianta.
Spaiata: ma’ che ti serve?
Genitrice: qualche fungo per domenica che abbiamo gli amici a pranzo.
Spaiata: ahhhhhh ecco perché devo andarci sabato.
Del resto come non accontentarla?
Di questo si parlava al bar venerdì. Ho annunciato le intenzioni "da galera " dell'uomo di alzarci all’alba del sabato (di riposo) per una battuta di  funghi con ogni condizione meteo.
Barista stupefatto: tu??????
Spaiata: eh. Io. La mamma mi ha commissionato dei funghi per pranzo.
CappuccinoMara: bhè però almeno la fatica verrà ripagata.
Spaiata: seee, guarda che mica sono invitata, al massimo mi passa gli avanzi.
Silenzio.
E sguardi di pietà. Mi conoscono, sanno bene quanta fatica mi costa svegliarmi presto.

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varie ed eventuali

venerdì, 05 settembre 2008
Tadààààà

Tadàààààà. Rieccomi qui. In effetti sono rientrata nei ranghi da almeno due settimane. Anche con lo spirito giusto, ma fatico ad ingranare e perciò mi sono presa una pausa appena più lunga dal blog e dalle tante attività con cui mi diletto al lavoro. Per dire. Ore 8.33, una Spaiata particolarmente stropicciata entra al bar per prendere i giornali. M'investe il buongiorno del barista a cui rispondo con la mano, che di emettere suoni ne farei volentieri a meno. Parole proferite durante la consueta sosta: n°2,5. “Mai” per rispondere a CappuccinoMara che mi ricordava lo zucchero nel caffè, “maddai” per rispondere all’ennesima minchiata del barista, “mmm” a mò di mugugno per negare con decisione la mia volontà di mangiare un cornetto. Non sono di molte ciancie ultimamente. Rimedierò con gli epici racconti del cantiere di casa.
 

Postato da: calzinospaiato alle 15:06 | link | commenti (7) |
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