E alla fine, come temevo, non abbiamo firmato. Cosa che comunque non mi preoccupa più di tanto visto che dovrebbe essere solo questione di giorni, il tempo che i venditori facciano una procura. Il problema vero è che sono approssimativi come le mie misurazioni, non ci si può fidare mai del tutto. Pensare che l'uomo per l'occasione è arrivato in ufficio anche sbarbato. Quello che mi spaventa è ben altro. Ieri sera ce ne torniamo a casa con le pive nel sacco, esco sul balcone a ritirare i panni e cerco di richiamare l’attenzione del Papigatto di cui mi prendo cura mentre i suoi bipedi sono in India.
Spaiata: Papigattooooo, micio, micio, micio….
Spaiata preoccupata: oh, non si muove, né miagola, starà mica male.
Uomo: ma scusa dov’è?
Spaiata: ma sei orbo?!!! è lì, sugli scalini.
Uomo: guarda che quello è un sasso.
Spaiata: ah, ecco perché sembrava di marmo.
Di questo dovrei preoccuparmi.
Qui ce la si sta mettendo tutta per mettere insieme un compromesso a prova di sorprese (leggasi: inculate inaspettate e, di certo, non gradite). Mica per niente, ma qualcosa non torna del tutto, così ho sguinzagliato tutte le mie conoscenze per raccogliere quante più informazioni possibili, non da ultimo anche il gossip di paese è tornato utile. Non solo, a me una spia russa in piena guerra fredda mi fa un baffo tanto che il venditore ormai non ha più segreti. In fondo ci stiamo investendo tutti i nostri pietosi risparmi per cui vorrei impegnarmi a cuor leggero. In tutto questo, peggio di una Spaiata in ansia, c’è solo una genitrice in ansia. Osservando mia madre mi rendo conto che il mio “essere seria” è pari al suo cazzeggio. Non c’è storia.
Cosa ci fanno la Spaiata ed il di lei uomo in camera accucciati col sedere in aria e la testa infilata nel ripiano più basso dell'armadio? Ammirano la nuova cuccia - modello open space - del felino rosso tra coppe e vecchi maglioni. Ora, i nostri gatti hanno libero accesso ovunque, basti pensare che da anni non sono più libera di fare pipì in beata solitudine. L'unico luogo a loro off limits sono gli armadi, specialmente il mio, visto che mi faccio un mazzo tanto a speluccare ogni singolo vestito. Questa cosa ovviamente non è di gradimento a Calzetta che, aiutato dalla vandala sorella, ha imparato ad aprirseli e farli propri. Da qui il nuovo open space felino dal quale fa capolino solo per riempirsi la pancia. L'uomo lo lascia fare, dal canto mio ho in mente di montare un chiavistello anti scasso felino almeno su quello di proprietà della sottoscritta. Un minimo di privacy dovrò pure conservarla.
Giornate affollate. Sto lavorando per la casa nuova. Se tutto va bene giovedì la sottoscritta e l'uomo firmano il compromesso. Da quel momento non vedo panchine ai giardinetti o relax di alcun genere all'orizzonte, ma un cantiere aperto che prosciugherà quel poco di sanità mentale che mi è rimasta per puro caso.
Incrociate le dita che torna sempre utile in caso di colpo di sfiga dell'ultimo minuto.
Noi spesso siamo in competizione, cosa che per altro rende più movimentata la convivenza. Non c’è un campo specifico su cui ci concentriamo, l’importante è gareggiare e ancora di più lo è che uno dei due perda clamorosamente per essere sbertucciato dalla parte avversa per un periodo che varia dai due ai sei mesi. Una diatriba aperta dai tempi di Romolo e Remo è l’altezza, che si, sarebbe così semplice misurarsi entrambi una volta per tutte per finirla lì, ma poi addio anche a tutto il divertimento della faccenda. Meglio quindi andare di mezzucci meno scientifici e più fantasiosi. Tipo la menzogna. Dovendo rifare entrambi la carta d’identità la sottoscritta si è aggiunta un centimetro per zittirlo ufficialmente, ma l’infamone ha tergiversato col rinnovo pur di battermi a sua volta di un centimetro. La questione quindi è ancora aperta e ancora se ne discute.
Spaiata: tieni dalla tua parte quelle estremità gelate.
Uomo: ricordati che sono più alto ed essendo più lungo ho diritto alla metà e un pezzo del letto.
Spaiata: tsk.
Uomo: la carta d’identità parla chiaro.
Spaiata: la prossima volta metto i tacchi e sparo un bell’1,70.
Uomo: gnocca, occhio azzurro, capelli sottobosco, una pertica e poi si vedono arrivare la sorella dei sette nani.
Spaiata: ah ah ah. Pisolo.
Uomo: no, fumolo, l’ottavo nano.
Spaiata: da domani metto perfino le ciabatte di pelo col tacco pur di farti sentire un puffo.
Sono ancora modestamente irritata. Aggiungiamoci anche che oggi ho perso il destro di un paio di guanti, tra l'altro appena comprati. Così oltre ai calzini, se non mi voglio congelare le estremità, avrò pure i guanti spaiati. Solo una settimana fa ho perso il sinistro di un altro paio.
Un condomino chiama. Non ci sarebbe niente di male, in fondo il mio lavoro è questo. Se però il tizio lo fa il sabato sera alle sette, per una faccenda totalmente priva di urgenza e che ben sapendo che comunque non posso risolvere niente fino a lunedì, solo perchè gli girano e sente la necessità di farle girare vorticosamente anche a qualcun altro (la sottoscritta), allora si, che qualche problema me lo crea. Anzi, mi manda in bestia. Ho provato con "inglesitudine" a fargli capire che non mi pareva proprio il caso e siccome il malcapitato faceva finta di non sentirci da quell'orecchio, stavolta mi sono proprio arrabbiata di brutto. Non si può continuare a trangugiare rospi per via della buona educazione. Cantargliele sul muso giova all'umore, all'autostima ed alla tranquillità futura. In pratica lo sto cercando, voglio il suo scalpo, nonostante mi abbia mandato un messaggio di scuse la sera stessa. Certe cose vanno chiarite.
Nella settimana spaiata di festeggiamenti, l’agenda ieri prevedeva una cena al greco con i miei. Cena che è andata per le lunghe tanto si stava bene a chiacchierare. Tra gli argomenti trattati anche le "corna" a vario titolo che, ne sono quasi certa, deve essere stata l’ultima cosa sentita dall’uomo prima di assopirsi al ristorante e chiedere il conto tant’è che stanotte vengo svegliata da un calcio nel sedere improvviso e decisamente inaspettato.
Spaiata: ahia, ma sei scemo?
Uomo incazzoso: mi hai tradito. Ti ho appena beccata.
Ci metto un minuto a connettere e mentre mi massaggio il sedere non so se ridergli in faccia, preoccuparmi o fargli mangiare solo un brodino leggero per non influire sulla sua attività onirica.
Spaiata: bhè a meno che non abbia nascosto l’amante sotto al piumone con noi direi di no.
Uomo: ah, era solo un brutto sogno, fiuuu.
Spaiata: già, ma il calcio nel sedere era reale. E fa pure male, mannaggia.
Uomo: che ti serva di lezione, vieni qui santa spaiata.
Oh, stamattina ho faticato parecchio prima di vedergli spuntare un sorriso, era ancora nervoso per il sogno.
Grazie per gli auguri. A chi si è spacciata per condomina seriosa ed avermi fatto venire cinque secondi di paura prima di esplodere negli auguri. A chi mi ha tolto qualche anno. A chi mi ha regalato un bagno caldo virtuale con Johnny Depp. A chi li ha fatti spaiati. A chi ha spedito un messaggio musicale carinissimo. A chi me li ha fatti musicali, ma da viaggio. A chi li ha fatti in anticipo. A chi li ha fatti per prima. A chi li ha fatti ed è sempre gradito. A chi mi impelato tutta la giacca pur di saltarmi in braccio stamattina e strafugnarmi la faccia. A chi mi ha messo un paio di occhiali nuovi mentre dormivo e mi ha fatta svegliare al buio ed abbracciata ad un pacco inaspettato. A chi festeggerà con me sabato prossimo. A chi mi ha tirato le orecchie 33 volte. A chi mi manda mms ed io non ho quella funzione lì e se dico che non vedo la foto me lo rimanda anche se continuo a non avere quella funzione lì. A chi me li fa da 18 anni e non manca un noveuno. A chi mi cerca ovunque pur sapendo che sono in ufficio pur di non mancare all’impegno. A chi stasera berrà l’aperitivo con la sottoscritta. A chi invece soffierà con me sulle candeline. A chi mi porterà nel mio ristorante preferito. A chi ha indagato tramite terzi.
Scrivo un blog, ma anche su tutto quello che mi capita, tovagliolini del bar compresi.
Leggo i fumetti ed ho un paio di mutande di wonder woman.
Fotografo i miei gatti e le meridiane ed ho una vera passione per il trapano elettrico.
Vivo dentro un appartamentino piccolissimo, ma che presto diventerà una piazza d’armi e sarà la casa più bella perché ristrutturata solo con le nostre mani.
So cucinare poche cose, ma da dio, per il resto improvviso e pasticcio.
Bevo litri di caffè e fumo alla finestra guardando i traghetti entrare all’imbarcadero.
Indosso una vecchia maglietta appena fa freddo, ma tolgo le calze (spesso spaiate) appena posso.
Cammino veloce e so sorridere.
Faccio tutte queste cose in ordine sparso da 33 anni.
Happy Birthday to me.
P.S. se becco il simpatico anonimo che stamattina ha telefonato alle sei dicendomi con voce volutamente contraffatta “auguri vecchia carcassa” gli faccio un sedere così.
Stamattina il civico 33 sembrava ancora più fuori dal mondo di quanto non sia. Il paese al sole e solo qualche curva più sotto la nebbia fitta a nascondere il lago. Scendendo in macchina ho pensato fosse un peccato non poter godere di una splendida mattina di sole invece di guidare nella nebbia. A ribaltare la giornata però ci ha pensato la "happy birthday compilation" che mi ha fatto il fratellino adottivo per ringraziarmi di averlo portato a sciare domenica. Essendo sempre al verde, pur di farmi un regalo ha pensato ad una raccolta che potesse essere abbastanza spaiata e ci ha proprio preso in fatto di canzoni. Ed ha pure clamorosamente sbagliato gli anni, togliendomene almeno 4, il paraculo.
Qualcuno sa spiegarmi perché ultimamente la gatta è come un’ombra? Mi tallona e guai ad azzardarmi a chiudere qualche porta lasciandola fuori, si scatena l’inferno finchè non cedo e le permetto di stare con me. Ormai non muovo più un passo senza di lei dietro.
Funziona così a casa nostra, le cose le si fanno insieme con spirito di partecipazione e condivisione ed infatti il 26/27/28 l’influenza l’abbiamo avuta entrambi e contemporaneamente. Meno male che per il suo compleanno (26) ci avevo visto lungo e gli ho regalato un pigiamone, per torta gli ho preparato un muffin allo sciroppo scioglitosse e la nostra vicina amorevole ha pensato a sfamare gli ammalati spalmati inermi sul divano quando gli avanzi del pranzo di Natale sono inevitabilmente finiti. I gatti gli unici entusiasti della cosa: a loro non è sembrato vero di averci a disposizione 24 ore su 24 in posizione orizzontale per accoccolarcisi a fianco, mentre noi ci rimbambivamo di raffreddore, antinfluenza e caccia alla beccaccia in tv (l’alternativa era “artificiale che passione”). Con l’anno nuovo le cose mica vanno meglio, l’uomo è in piena ricaduta, il gatto ha il cagotto, la gatta col freddo si è inciabattata sul letto e la sottoscritta la pausa pranzo l’ha passata a passeggiare sotto la nevicata pur di evitare gli urfidi bacilli contagiosi. Non ho la forza per sorbirmi anche tutta la caccia al tacchino minuto per minuto strarnutendo a turno insieme all'uomo (a proposito, grazie, veramente grazie sky per questa splendida sorpresa indigesta. Potessi, lo riciclerei il canale Caccia e Pesca che mi hai regalato per Natale, tiè).
Ogni anno mi riprometto di non rimandare. Inteso in senso ampio. Che tanto si sa, l'ostacolo, di qualunque tipo, comunque mica si aggira, prima o poi ti si ripropone più rognoso di prima. Nello specifico invece sogno di smettere di fare elenchi di cose che proprio dovrei fare lunghi quanto la lista all'anagrafe. Mettono incredibilmente ansia, la cosa va fatta all'istante e così non ci si pensa più. La sottoscritta per il momento tiene botta. Pure stamattina, quando il vicino pirla mi si è materializzato di fianco con le mani in tasca, trovando da dire su come stavo spalando la strada dalla neve, avrei potuto rimandare, invece no, l'ho mandato a stendere seduta stante e non ci ho più pensato. Si sta meglio, una cosa in meno da spuntare nella lista delle cose urgenti.
Uomo e Spaiata in macchina. Suona il telefono, è la mia spina nel fianco per queste vacanze: l’amico dell’uomo lo sfida all’ennesima partita alla play. Dopo avermi occupato divano e televisione per ore e saccheggiato il frigo mangiandosi ogni bendidio, per una volta, bontà loro, decidono all’unanimità di impegnare altrui divani. L’uomo mi lascia in piazzetta ed è già tanto se ferma la “gialla” per permettermi di scendere, mentre si allontana io mi sbraccio, ovviamente non mi si fila per niente, tanta è la fretta di stracciare nuovamente l’amico. Lo rivedo dopo tre ore, quando rientro in casa e lo trovo tutto soddisfatto.
Uomo: ma dove sei stata?
Spaiata: a casa dei vicini indiani. Gli ho occupato momentaneamente casa in loro assenza.
Uomo: credevo volessi venire a casa.
Spaiata: certo, ma quando mi sbracciavo tu non ti sei fermato.
Uomo: ah, ma non mi stavi salutando?
Spaiata: no, volevo le nostre chiavi, te ne sei andato via talmente di fretta che mi hai lasciata chiusa fuori.
Uomo: e l’amica vicina che ne ha una copia?
Spaiata: non c’era, l’unico mazzo di chiavi a mia disposizione era quello dei vicini a cui curo il gatto. Sigh, per una volta che avevo casa libera…
Uomo: sai che ho stracciato l’amico in modo imbarazzante?
Niente, quando c’è aria di sfide tra loro potrei passargli davanti solo in calzette spaiate e nemmeno se ne accorgerebbe. Giuro, ho meditato a lungo di lanciare la play fuori dalla finestra per capodanno. Ho desistito perchè 1. non ero a casa e 2. è che sotto al balcone c’è parcheggiata la spatamobile.
Occhi da lenzuola stropicciate e zero favella, così ho affrontato l’ufficio dopo le vacanze. Di venire in ufficio a lavorare lasciando a casa gatti e uomo alla finestra a godersi la nevicata al calduccio proprio non m’andava. Vivaddio il cattivo umore mi è durato il tempo d’un caffè. Sono riposatissima, rilassata, ho progetti per la testa, qualche buon proposito da primo dell’anno – 1° basta ingozzarmi – ed il 2008, dicono, è il mio anno. Tutto sommato non ho di che lamentarmi.