Scatti spaiati

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Avete frugato nei miei calzini *loading* volte

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mercoledì, 31 ottobre 2007
Da così a così

Il geometra da quando è tornato pare meno orso. Se prima non ha mai pensato di chiedere alcun consiglio alla sottoscritta in quanto donna, dopo essersi confessato, mi interpella anche per discutere dei preventivi sui mobili di casa sua. Non essendoci ancora abituata la cosa mi lascia di stucco ogni volta e francamente non so se attribuire questo radicale cambiamento al fatto che ora con una donna ci vive e quindi posso ben sperare anche per la tavoletta del water sempre alzata o al mio personale presente per le nozze che lo rende molto, ma molto felice. Una fornitura di mutande commestibili ai gusti assortiti può ribaltare una giornata se ben usata. Poi magari scopro che le usa tipo razioni k  quando va a caccia in mezzo alle montagne, l'importante è che si sia tolto quella piva perenne.

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no work team

martedì, 30 ottobre 2007
Chiara (di nome e di fatto)

Giusto per essere chiara, di nome e di fatto. Oggi ho la luna di traverso, le ovaie storte e le palle capovolte. In pratica sono nera, che un gatto dello stesso colore mi fa un baffo. Si farebbe bene ad evitarmi se attraverso la strada, giusto per non incappare nelle mie ire. Mi rendo ben conto di essere molesta con quest'umore.

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varie ed eventuali

lunedì, 29 ottobre 2007
Pazzie spaiate

Domenica mattina. L’uomo è già ai fornelli per preparare la colazione, la sottoscritta continua a far finta di dormire per lasciarlo fare a lui. Quando per la casa s’incomincia a sentire profumo di caffè lo sento scendere le scale. Mi trova sdraiata sul letto coi piedi verso la finestra e le braccia aperte.
Uomo: cosa stai facendo?
Spaiata: la Panda.
Uomo: ..
Spaiata: controllavo, in caso la camera diventi garage, se la Panda ci sta.
Uomo: e i gatti sdraiati uno in fila all’altro contro l'armadio?
Spaiata: ah, loro fanno la moto.
Bhè, in caso chiamasse quel furgoncino con le lucine lampeggianti e gli uomini camicia di forza muniti, se ci fosse il garage, riuscirebbero ad entrarci. Testato col mio corpicino.

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casa calzino

Spasmodica attesa

Sono in attesa. In questo momento il neosposo, tornato oggi, sta sistemando le foto del matrimonio per mostrarle all'ufficio. Speriamo che non lo faccia coi suoi tempi, altrimenti morirò di curiosità da qui a sei mesi.

Postato da: calzinospaiato alle 10:15 | link | commenti (2) |
no work team

venerdì, 26 ottobre 2007
Nuova politica

Da stamattina a casa spaiata vige la politica della pantofola che la poverina non può tollerare oltre. Pantofola sfoderata perché di fronte ai due felini sono autorevole come Paperino. Questi i fatti: mentre mi dormivo l’ultima ora di sonno prima della sveglia ho dovuto sopportare prima degli agguati ben studiati per convincermi ad alzarmi ad aprire la porta e poi una gattolotta senza quartiere che i due hanno ingaggiato sul letto attorno alla mia persona. Non ci sono state madonne che hanno tenuto, i gatti di casa mi hanno usata come campo di battaglia finchè, esasperata, non sono ricorsa all’unica arma in mio possesso che mi conferisca una briciola di autorità, la pantofola. A quel punto entrambi si sono sedati e si sono messi a sonnecchiare. Soddisfatta mi sono messa comoda, ho chiuso gli occhi e tre secondi dopo è suonata la sveglia. Ora la pantofola giace sul comodino come promemoria felino della nuova politica del terrore. E se non dovesse ancora bastare, saprò ritrovare le vecchie superga rosse dei gloriosi anni ottanta che come arma chimica hanno sempre ottenuto ottimi risultati

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gattofuffa

giovedì, 25 ottobre 2007
Pensavo..

L’uomo si accorge che sono meditabonda. Sapendo bene che questa condizione non è dovuta dalla commozione di riscaldare un chilo di peperoni alla panna e acciughe gentilmente fornite dalla barista dove faccio colazione, si fa coraggio e pur temendo la risposta decide di chiedermene il motivo. Continuando a rimestare la cena lo illumino con l’ultima pensata, frutto di una notte in bianco, causa verze e salamini per cena. “Pensavo, in camera facciamo il garage, l’ingresso diventa un’enorme cabina armadio e ci si ricava pure una cantina, al posto della porta ci mettiamo una fontana, il salotto con cucina si espande verso i Cammelli (i vicini) e le camere vanno di sopra.”. L’uomo, che purtroppo per lui, mi conosce, sbianca perché sa bene dove voglio andare a parare. Ricevendo una batosta via l’altra per ogni casa che ci interessa, a questo punto perché ostinarsi a cambiare una casa che adoro, bisogna espandersi, magari col rudere confinante. Io la trovo la soluzione perfetta, l’uomo da ieri sera ha assunto la tipica espressione preoccupata di reazione alle mie geniali idee.

Postato da: calzinospaiato alle 15:42 | link | commenti (15) |
casa calzino

mercoledì, 24 ottobre 2007
Considerazione in mezzo alla settimana

Certo che in ufficio da sole non si sta affatto male. Anche se oggi, con una giornata così grigia e piovosa, me ne sarei stata volentieri sotto al piumotto a strafugnarmi i quadrupedi. Di certo non invidio lo sposino. Lui si è a casa, ma siamo solo a mercoledì ed ha già sulla scrivania un everest di pratiche che farebbero impallidire chiunque.
 

Postato da: calzinospaiato alle 17:05 | link | commenti (4) |
no work team

martedì, 23 ottobre 2007
Chi comanda a casa nostra

A Calzetta piace farsi bello. Da quando ha scoperto quanto sia piacevole farsi spazzolare con la spazzola da bipedi non c’è volta in cui uno di noi entra in bagno senza che il micio abbia già preso posto sul coperchio del water per farsi cotonare. E se non l’accontenti comincia coi lamenti che vengono subito sostituiti da fusi e calze non appena ti trasformi in una  pettineuse felina. Ormai è un rito, da calcolare nei tempi necessari per uscire da casa. Chessò, 5 minuti per lavarsi la faccia ed i denti, cinque per bere il caffè, due minuti per vestirsi, cinque per spazzolare il gatto prepotente e narciso. Siamo in totale balia dei nostri felini, a casa nostra comandano decisamente loro.

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gattofuffa

lunedì, 22 ottobre 2007
Aggiornamento

In quest’ultima settimana – DA INCUBO -  una spina nel fianco sono stati decisamente i parenti più prossimi tant'è che  la genitrice ed il genitore biologico hanno lavorato in coppia per far uscire di senno la loro unica erede. Per il secondo basta dire che il cantiere in casa sua è fantozzianamente iniziato, il che prevede visite, telefonate, mal di testa e rotture di balle sempre più pressanti. Nonché avere rapporti frequenti con la di lui moglie che sto seriamente considerando di chiudere da qualche parte - legata ed imbavagliata - fino alla fine dei lavori per evitare di rispondere alle inutili trenta telefonate giornaliere. Anche la genitrice, per non essere da meno, ci ha messo del suo. E’ stata operata (tutto bene ndr), con tutto il carico di preoccupazione, ansia e quant’altro prevede essere figlia. Inutile dire che non sono stata affatto bene a saperla in ospedale, condizione dalla quale mi sono ripresa rapidamente realizzando che gode di ottima salute visto il numero di volte in cui si è alzata per arrivare al telefono. Già, perché quello che non avevo calcolato era che mia madre, a casa, senza poter lavorare, con un telefono a portata di mano è peggio d’un castigo divino. La classica scena di ogni giorno dell’ultima settimana: telefona la genitrice sul fisso, mi chiede di fare una cosa, io rispondo “non c’è problema”, lei non è convinta e chiama sul cellulare di papà per non farsi beccare dalla sottoscritta, peccato che lui mi sia di fianco, le risponde “certo”, attacca e mi ripete quello che dovrei fare del tutto all'oscuro che ne sono già ampiamente informata. Le otto – doppie - telefonate che ne seguono sono per assicurarsi che entrambi abbiamo capito i nostri compiti che, tra l’altro, di telefonata in telefonata assumono proporzioni bibliche. Considerando che la genitrice ha avuto bisogno di svariate cosucce – dalle patate ai numeri di telefono, passando per il regalo di compleanno, senza dimenticare le enne commissioni “in sua vece” – va da sé che, arrivata a sabato, tra tutti mi hanno fatto venire un orecchio tanto, due maroni così e fatto sviluppare una repulsione potente per il telefono. Quando sabato a mezzogiorno l’ho finalmente spento rendendomi irraggiungibile ai parenti, ha iniziato a squillare quello dell’uomo, perché un telefono non spento in famiglia non spaventa nessuno.

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varie ed eventuali

Son viva e vegeta

Settimana di quelle in cui ti senti fortunata se arrivi al sabato sulle tue gambe e con una parvenza di sanità mentale ancora da ostentare. Io, dopo quella passata, ne ho giusto un rimasuglio che sto cercando di tenermi ben stretto. Sono tornata comunque.

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varie ed eventuali

lunedì, 15 ottobre 2007
Domani nevica

Da che lo conosco ho ben poche informazioni sul suo conto. So che è un geometra, che lavora nel mio ufficio, il paese dove abita, la macchina che guida solo perchè qualche volta ci salgo, che è un cacciatore e che ha una fidanzata quasi moglie di cui la sottoscritta dubitava persino dell'esistenza. Insomma non è che ne sapessi poi molto, il che mi prospettava l'ipotesi di diventare sua confidente e dispensaterice di saggi consigli come un avvenimento pressochè impossibile. Mi sbagliavo, oggi mi ci sono trovata e le mie orecchie hanno asclotato ben più delle solite due parole striminzite a cui erano abituate. Sono ancora incredula.

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no work team

giovedì, 11 ottobre 2007
Accoglienze

Pausa pranzo. A parte avere un caloroso – e sporchevole - benvenuto da un gatto rosso gessato, nel senso di pieno di gesso (deve essersi fatto un giro nel cantiere a fianco), arrivo in casa e mi accoglie un mocio vileda usato che riconosco essere l’uomo  influenzato sotto le coperte. Sta male, poverino, si vede benissimo, ma un po’ ci marcia. Gli si deve misurare la febbre, dare i bacini in fronte, rimboccargli la coperta, infilargli le calze e possibilmente cucinargli solo quello di cui ha voglia per convincerlo a prendere la medicina. Al momento di andare ci siamo spartiti i felini. Io ed il Calza siamo usciti per andare ognuno al proprio dovere, nel mio caso una pila di scocciature che mi reclamano, nel suo caccia grossa - con tentativo di sterminio – di tutte le cavallette della zona, nonché un ulteriore sopralluogo cantiere visto che un bagno non gli è bastato. L’uomo invece è rimasto sul divano privo di sensi con la gatta a fargli da scaldotto, non prima di avermi consegnato una lista lunga così di commissioni da fargli. Gradirei due lineette di febbre anch’io per conquistarmi un posticino sul divano.

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casa calzino

Figura alla spaiata

Se non faccio una figuraccia delle mie quotidianamente non sono a posto. Telefona l’uomobanca, quello che solo momentaneamente si occupa di me, visto che  essendo di difficile gestione mi si passano come una patata bollente di volta in volta. Mi dice che ha trovato dove investire la miseria che ho messo da parte, pongo n domande sulla faccenda e quando finalmente sono convinta registra la mia adesione per evitarmi di andare in banca, in verità più per non vedermi ed essere sottoposto ad un altro fuoco di domande che per risparmiarmi la fatica. Proprio quando attiva la registrazione per il consenso, sbatto il ginocchio contro la cassettiera e mi parte una madonna. La registrazione di adesione che rimane nei loro archivi è più o meno “lei è? Spaiata. Ahia #*##. Aderisco. Ahia ahia ahia, uhhhhhh che doloreeee, confermo l’ordine, ma sta registrando?”. E l’uomobanca adesso quando mi vede si scompiscia senza troppi complimenti.
 

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ops i did it again

mercoledì, 10 ottobre 2007
Donne e motori (de noiartri)

Francamente ricorrere all'aiuto del soccorso sciroccata due volte in una settimana pare troppo. L'uomo ormai si sente un supereroe.
Spaiata: senti non è che mi vieni a prendere al lavoro?
Uomo: dobbiamo andare da qualche parte?
Spaiata: no, sono a piedi.
Uomo: le chiavi ti sono cadute in un tombino?
Spaiata: fai poco lo spiritoso, piove.
Uomo: amore viviamo nel “pisciatoio d’Italia” è normale che piova.
Spaiata: si, ma i tergi non funzionano più. Sapessi che incubo fare tutto il riparo quando piove e scopri che i tergi sono andati.
Uomo: ussignur questa mi mancava nell’elenco. Stai lì per la carità, il pronto soccorso sciroccata arriva. Di nuovo.
Oh, che qualcuno mi abbia lanciato un paio di accidenti ben assestati? Tutto quello che tocco va in vacca.

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varie ed eventuali

martedì, 09 ottobre 2007
Mai lasciarsi coinvolgere

Mi ci sono voluti quattro giorni per tornare in grazia che pentirsi non è abbastanza, dovrei colpirmi almeno cento volte con la Calzacoda. Che il dna non sia acqua fresca, ne sono a conoscenza, ma crescendo con ben altro portatore di patrimonio genetico in cui, tra l’altro, sempre di più mi riconosco penso di essermi affrancata dall’originale, mio padre.  Non esattamente un buon esempio. Abituata a ben altra pasta di persone, ad un clima familiare da mulino bianco (con l’aggiunta di sani battibecchi) ad un certo punto mi sono chiesta se  parole, fatti, opere ed omissioni per cui sono stata arrabbiata per anni non fossero frutto della delusione di una bambina prima e un’adolescente incazzata dopo. Nel dubbio sono passata sopra a molte cose, ho ingoiato qualche rospo cercando di instaurare uno straccio di rapporto con quello che è mio padre, ma non mio papà. Sabato me ne stavo in quella che diventerà, ora ne sono certa, il mio incubo (casa sua nel mio paese) a discutere di abbattimento pareti, posizionamento cessi e quant’altro con la di lui moglie quando, senza motivo e senza avvertimento, ha messo in piedi una sceneggiata con tanto di pugni al muro. L’uomo istintivamente mi si è messo vicino pronto a difendermi senza dire niente per rispetto (il mio), lei zitta ed io ce l’ho mandato trovandomi a difendere una di cui non sono mai stata una fan. Sceneggiate che ha sempre fatto e a cui non è un piacere assistervi. Che io non sia più la destinataria è magra consolazione avendone sulle spalle un bel numero alle quali attingere senza che il genitore me ne rinfrescasse la memoria. In quei cinque minuti in cui dalla sua bocca esce qualsiasi cosa è meglio stargli a distanza di sicurezza che non sai mai cosa gli passa per la testa, dopo averti mortificata a lui la rabbia  passa e pretende che passi anche a te. Solo che con me il meccanismo  non ha mai funzionato a dovere. Io non dimentico. E ringrazio il cielo di essere stata cresciuta da tutt'altro papà in cui non c'è traccia di tutto questo livore ed ira. In quanto al genitore, meglio un rapporto stretto quanto quello col mio giornalaio, ma in cui evito queste sue piazzate di cui, a casa mia, non se ne sente affatto il bisogno.

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varie ed eventuali

Donne e motori (de noiartri)

Donne e motori, gioie e dolori? Al civico 33, per l’uomo di casa la faccenda si è modificata senza appello in “spaiata e motori, rogne e dolori”. Fin da subito gli è stato chiaro che la sottoscritta non ha un cordiale rapporto con le macchine in genere e che della cosa doveva preoccuparsene perché le conseguenze gli si sarebbero rivoltate contro. E, diciamolo,  ho mantenuto tutte le promesse.
Spaiata: ehm… sono a piedi.
Uomo: ussignur, vorrei poterti non chiedere il perché.
Spaiata: non cominciare eh! mi porteresti la chiave di scorta della macchina? le ho dimenticate. Sai lavavo la macchina…
Uomo: ma scusa per arrivare al lavaggio  avrai mica messo un dito bionico nell’accensione! Le chiavi le hai, magari non le trovi, ma se ti impegni….guarda in tasca, sul sedile, cerca.
Spaiata: no, è che le ho dimenticate nel baule.
Uomo: amore, ascoltami, apri la portiera e recuperale nel baule. Non è difficile.
Spaiata: oh, mi hai presa per scema? Anche la portiera è chiusa.
Uomo: ah, ecco. Come non pensarci subito? uno lava la macchina a portiere ermeticamente sigillate. e perché la portiera è chiusa mentre lavi la macchina?
Spaiata: abitudine. Hai finito di farmi l’interrogatorio e mi porti le chiavi?
Uomo: si, si, il pronto soccorso sciroccata sta arrivando. Ma ascolta con che numero stai chiamando?
Spaiata: con quello di un gentile signore che si è impietosito per le mie vicissitudini, mica come te.
Uomo: ho capito, anche la borsa è in macchina.
L’uomo dice che per l’ennesima volta mi è venuto in aiuto, ma giura che la prossima volta mi lascia tutta notte all’autolavaggio per non subire le risatine ironiche di chi lo guarda con aria divertita perchè sta con una spaiata fatta e finita.

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ops i did it again

lunedì, 08 ottobre 2007
Dessert alla frutta

Ne ho combinata una, ma almeno sono in buona compagnia. Domenica mattina io e l’uomo, volenterosi, abbiamo passato un po’ di tempo al supermercato cercando di porre fine al periodo di carestia che regna in frigorifero ed in  dispensa. Mi pianto davanti ad uno scaffale pieno di barattoli di cartone, di quelli dello yougurt o minestre pronte, attirata dalla dicitura “dessert alla frutta”. L’uomo ne ha già in mano uno alla fragola convinto che sia yougurt. Io decisamente dissento, ci sarebbe la scritta yougurt e saremmo davanti ad un banco frigo.  Secondo la sottoscritta è frutta frullata e litigando su quale gusto scegliere alla fine ne prendiamo quattro per accontentare il palato di entrambi. A pranzo non vedo l’ora di assaggiare il dessert alla frutta. Delusione. Ovviamente era troppo scontato che il nome corrispondesse al contenuto da me immaginato ed altri non è che marmellata. Per fare fuori due chili di marmellata non prevista oggi ho messo in produzione una serie di crostate che nemmeno Nonna Papera.

Postato da: calzinospaiato alle 15:48 | link | commenti |
cucina spaiata creativa

Che gusti

L’architetto meditabondo è un po’ di giorni che smarona me ed il geometra perché la radio dell’ufficio è sintonizzata su una di quelle “urlate”. Entrambi, in piena fase del “vivi e lascia vivere purchè la smetti”, gli abbiamo dato il via libera per cercarne una di suo gusto. Sembra averla trovata, stamattina sono stata accolta dall’ugola di Al Bano che cantava Lilliput, una roba che non si poteva sentire. Di lunedì mattina poi, ti tramortisce. L'urlo rischia di sentirlo da me se non cambia canale prima di subito.

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no work team

giovedì, 04 ottobre 2007
Tirata per la maglietta

Dopo qualche anno di quasi inattività causa ginocchio friabile, l’uomo sta cercando una motivazione che lo convinca a ricominciare davvero a correre come ai tempi d’oro delle ultramaratone. Deve averci rimuginato parecchio senza trovarne una in grado di rendere meno attraente il divano dopo una lunga giornata di lavoro se alla fine ha pensato alla sottoscritta. Una  che la corsa agonistica proprio non ce l’ha nelle corde, ma che nonostante tutto sta cercando di tirare in mezzo. La luminosa che lo ha fatto svoltare è la sfida (im)possibile di prendere una spaiata, è risaputo, dal culo pensante e da zero portarla a finire una maratona nel deserto. Ragione sufficiente per sottopormi e sottoporsi ad allenamenti massacranti e trascinarmi a correre con qualsiasi temperatura e meteo pur di dimostrare che ci ha visto lungo. Questo secondo lui, perché la genialata non mi ha propriamente entusiasmata e gli ho rifilato un no a prescindere per mettermi al riparo da eventuali colpi di testa. Non gli è bastato, al momoneto siamo ancora alla fase del corteggiamento in cui mi racconta quanto sia bello dormire sotto le stelle in tenda con altri 40/50 runners. Convivo con un pazzo furibondo.

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varie ed eventuali

mercoledì, 03 ottobre 2007
Cambio di destinazione d'uso

Da ieri sera il bel volume fa mostra di sé accanto alla porta e svolge perfettamente la nuova funzione a cui è stato destinato. Il fermaporta. Un libro che per argomento non terrei nella mia libreria, ma di cui la vicina fa un uso spropositato con conseguenze catastrofiche. Per questo l’ho requisito con decisione e riciclato a nuovo uso. Mica per niente, ma il libro in questione è stato fonte di una piccola tragedia di quartiere. A seguito di un’analisi banalissima con esito nella norma, eccetto un valore sballato, dopo la consultazione del succitato tomo, la vicina mi è caduta nel panico più cupo. Nemmeno la nostra serata divano-film-tisana- pet therapy è stata in grado di risollevarle l’umore. Siamo stati tutti preoccupati in attesa della visita di martedì dove è saltato fuori che il libro non c'azzecca se non conosci la materia. Ora, per evitare future ansie da consultazione di enciclopedia medica ed il panico di due famiglie, il volume me lo sono messa sottobraccio ed ora se ne sta a casa mia a smistare il traffico felino.

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martedì, 02 ottobre 2007
Fa casa

Mai capitato che qualcosa non funzioni a dovere in casa e che questo diventi parte “dell’arredamento”? Dagli Spaiati sono all’ordine del giorno ed alcuni più di altri ci sono familiari e fanno “casa”. Nella mansarda era lo scarico della cappa, che non collegato, quando pioveva faceva la pozza in cucina. La sottoscritta ha comprato una bella bacinella che faceva tanto arredamento e lì l’ha piazzata risolvendo alla sua maniera spaiata il problema. In questa è la finestra, il lato destro si blocca a metà, per aprirla completamente devi tirare con forza con smadonno. L’operazione viene compiuta talmente tante volte a causa dell’andirivieni dei gatti sul balcone che ormai ho assimilato il malfunzionamento come normalità ed adeguato persino i movimenti per aprirla. Sabato l’uomo, che svaccato sul divano si riproponeva da sempre di sistemarla, in cinque minuti ci ha aggiunto una ranella e la finestra magicamente si apre alla perfezione. Ma me l’avesse comunicato, benedetto uomo. Per far uscire la Ciabattina sul  balcone, come da copione a metà faccio più forza e  la finestra che ormai non si oppone mi asseconda e si frantuma sul muro. E lì è partito il solito elenco di santi in ordine alfabetico. Mica per altro, l'avevo appena lavata con tutti i crismi del caso.

Postato da: calzinospaiato alle 14:48 | link | commenti (1) |
casa calzino

lunedì, 01 ottobre 2007
Test spaiato

Come si riconosce un soggetto spaiato:
1) compra un paio di barattoli nuovi per zucchero e caffè, ma dimentica i relativi coperchi in negozio;
2) si accorge solo dopo due giorni di esserne priva;
3) si reca a rifare la carta d’identità scaduta da solo cinque anni, una quisquillia per i tempi spaiati;
4) va a provare un paio di stivali che le piacciono parecchio indossando un paio di simpatici calzini con pecore che s’inchiappettano;
5) se ne vergogna perché non se n’era mai accorta prima, ma non riesce a ricordare il consapevole amico/a che li ha donati per ringraziarlo a dovere così effettua un sondaggio a caso tra i numeri in rubrica;
6) spacca una finestra e le importa più del fatto che era appena stata lavata che quello di passare una notte al freddo;
7) consuma un dolce ed un caffè al bar, si alza e se ne va convinta di aver pagato, realizza che no, non aveva pagato solo otto ore dopo, ritorna al bar per pagare col capino cosparso di cenere, paga per scoprire due ore dopo che invece aveva pagato l’amica.
Vi riconoscete almeno un po’?
la sottoscritta parecchio visto che ha infilato tutte le sette perle in poco più di due giorni. Mi ci sto facendo  una collana di stupidaggini spaiate (anche se non è propriamente quello il termine che andavo pensando)

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ops i did it again

L'estate è andata, me ne sono fatta una ragione

L’estate è andata, me ne son fatta una ragione. E' stata archiviata. A malincuore, però il colorito violaceo del principio di assideramento di chi si ostina a portare magliette a maniche corte e scarpe senza calze proprio non mi donava. Così sabato, colta da ispirazione, ho ritirato tutti i sandali, le ciabattine, le infradito che soggiornavano in ingresso e riesumato canotte della salute, calze e maglioncini. Oh, non ho più l’età per andarmene in giro con la “lonza” di fuori senza tremare dal freddo e rischiare una congestione fulminante. Completamente rassegnata alla nuova stagione ed al cambio drastico di temperature  sono pure andata per boschi a raccogliere castagne da fare in padella fuori da casa accompagnate col vin brulè bollente. Una meraviglia.

Postato da: calzinospaiato alle 09:42 | link | commenti (10) |
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