Scatti spaiati

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Avete frugato nei miei calzini *loading* volte

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giovedì, 31 maggio 2007
Amici di penna

Oggi è il giorno di carta e plastica. Per la plastica niente di che, per la carta solito sacco gonfio per lo più di giornali e riviste che hanno un certo peso. Sulla porta trovo un biglietto dal mio amico di penna. “Gentile signorina, come sempre la sua raccolta differenziata risulta perfetta, ma, abbia pietà, la carta la metta fuori tutti i giovedì anziché uno si e uno no altrimenti mi viene l’ernia”. La mia risposta la troverà domani mattina al ritiro del nero: “non sia mai, per la sua salute d’ora in avanti ogni settimana. Cortesemente i sacchi me li lascia davanti alla porta che me li rubano?”. Una cosa normale, da quando abito  al civico 33 abbiamo un rapporto epistolare noi due.

Postato da: calzinospaiato alle 16:43 | link | commenti (2) |
casa calzino

Risvegli felini

Il Calza a sinistra e la Ciabattina a destra. O viceversa, loro non si fossilizzano, l’importante è conquistare la posizione: devono essere alla mia persona adesi ed il più vicino possibile alle orecchie in modo che la sottoscritta possa sentire perfettamente ogni intonazione del fuso. Così mi sveglio ogni mattina, è un po’ il nostro rituale bipede/quadrupede, che viene prima di qualsiasi crocchino. Con loro fusanti appesi alle orecchie, il montacarichi dell’impresa di fronte manco lo sento. E mi sveglio decisamente  meglio.

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gattofuffa

mercoledì, 30 maggio 2007
Amici di compagnia

Tutti dovrebbero avere una coppia di amici spaiati. Quando c’è da buttarla in caciara noi ci siamo sempre, anzi, di solito i  fine settimana lunghi sparpagliati, cene varie, grigliate come se fosse estate tutto l’anno, gite in montagna, puntate fuori dalla provincia in direzione della grande città più vicina (Milano)  e amenità varie vengono pianificate al civico 33. Le emergenze sono il nostro mestiere tanto che non conto più le volte in cui siamo partiti di gran carriera in soccorso dell’amica dentista per ruota bucata, perdita chiavi, caduta chiavi nel tombino, crollo della porta, ecc. Non solo, torniamo anche utili per il bricolage, ultima in ordine di tempo predisporre la cameretta per la bimba in arrivo della nostra amica. La prossima il montaggio di una piscina grande come casa mia  nel giardino degli italo-tedeschi. Ora, io ne avrei fatto anche a meno, domenica avevo altri programmi, ma mi è stata promesso un pranzo tedesco e l’onore di inaugurarla con un tuffo a bomba. Io sono famosa per i miei tuffi a bomba.

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varie ed eventuali

Superlavoro

Io non so se me la cavo o se ne esco incolume da questa settimana lavorativa. Che si sappia, mi sto guadagnando ogni centesimo dello stipendio.

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no work team

lunedì, 28 maggio 2007
Amica geniale

Diamo a Berta quel che si è meritata. Come minimo una standing ovation spaiata. Lei è tutto quello che non sono io, un genio di casalinga part-time. Dove è arrivata lei, nemmeno la nonna. E dire che la nonnetta da anni pone  rimedio ai miei lavaggi a vanvera e sessioni di stiro selvaggio. Uno dei miei crucci è il nero che si  forma sotto al ferro, solitamente innocuo, in rari casi mi rovina il capo che sto stirando. Mai capito quale tessuto scatena la rivolta e, soprattutto, come debellarlo. Gli ultimi in ordine di tempo sono un paio i pantaloni comodosi da pioggia, stirati decine di volte senza danno alcuno, da venerdì sera hanno una strisciata di "nero" che li rende immettibili. Sabato mattina le raccontavo della mia serata smadonnante passata in ginocchio ai bordi della vasca da bagno a sfregare con lo spazzolino per le unghie il nero sulla coscia  destra cercando di salvarli e lei se ne esce dicendo che esistono degli stick appositi che riportano il ferro come nuovo. Li ho cercati, trovati, testati, il ferro è come appena comprato, i miei vestiti non corrono più alcun pericolo e la Berta è un genio che mi ha risolto uno dei problemi che da anni attanagliano la mia esistenza di casalinga impreparata.

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it s a good day

Se la settimana si vede dal lunedì mattina...

Venerdì mattina sveglia alle sette grazie ad un bergamasco incazzoso che urla al telefono con direttore lavori, impresa, proprietari e qualsiasi persona ha la malaugurata idea di rispondergli a quell’ora. Sabato mattina alle sette e un quarto il montacarichi è  già a regime, come la squadra di bergamaschi e l’impresa locale. Domenica mattina stessa solfa. Stamattina pure prima, all'alba il cantiere è già operativo come i miei maroni, che girano vorticosamente. Sono buona, cara, comprensiva, tollerante, paziente, non ho detto “bef” sulla polvere, il casino, la sicurezza latitante che, avendo buon senso dovresti uscire di casa col casco, ma almeno che rispettino gli orari. E siccome alla sottoscritta togliere il sonno equivale a scatenare la stronza che è in lei, stamattina alle sei e mezza ho fatto valere le mie ragioni.
Spaiata falsamente trillante: buongiorno, l’ho svegliata per caso?
Proprietario milanese incazzoso: faccia lei, guardi che ora è.
Spaiata: benissimo, allora siamo in due, visto che i suoi operai a loro volta l'hanno fatto con me.
Proprietario milanese: ed io cosa posso farci se fanno questi orari?
Spaiata: magari tenerli a bada e imporgli di non impugnare la cazzola prima dell’orario stabilito per Legge. Comunque chiariamo una cosa: se io non dormo, non dorme neanche lei, perché ho intenzione di chiamarla ogni mattina se il cantiere apre prima di quando deve. E non è detto che decida anche di dare la sveglia ai carabinieri, sa, a quell'ora non potendo dormire in qualche modo devo passare il tempo.

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varie ed eventuali

venerdì, 25 maggio 2007
C'è chi sta peggio

Una spera sempre in un venerdì pacifico. Ma ci spera solo perchè è programmata per essere ottimista anche se poi sbatte il grugno su una mole di lavoro che manco ti lascia tirare un attimo il fiato. Mi consolo che nel cantiere davanti a casa hanno una giornata peggio della mia e iniziata all'alba per di più. Ad abitarci di fronte è meglio che andare al circo: ogni giorno c'è qualcuno che spariglia e dà spettacolo a beneficio di tutta la via. Poi diciamocelo, ignoravo che certi insulti esistessero, mi sto facendo una cultura in proposito e pure in dialetto bergamasco.

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no work team

giovedì, 24 maggio 2007
Le rotonde ormai son cose di famiglia

La mia famiglia ha un rapporto difficile con le rotonde stradali e lo mantiene tale negli anni. Chi lo sa perfettamente è il mio assicuratore, testimone basito delle nostre traversie in rotonda. La prima ad aprire le ostilità è stata la sottoscritta con la vecchia uno. Mi si fermò proprio  mentre la stavo percorrendo e l’assicuratore che passava di lì con mio padre e l’ingegnere ultra settantenne furono costretti a spingermi per tutta la sua lunghezza fino al primo spiazzo. Poi è toccato alla genitrice che vedendomi percorrere la rotatoria ci si buttò dentro convinta che in quanto figlia le avrei comunque dato la precedenza. Il risultato fu che la sua Ka entrò nella fiancata della mia di Ka Stavolta è toccato all’uomo che si diverte facendo finta di venirmi addosso ogni volta che ci incrociamo. Ebbene, in una rotonda larga come un water  il suo camion ha conosciuto molto bene la mia portiera e non era certo per finta visto il bollo che mi ha simpaticamente lasciato a ricordo. I soggetti cambiano, ma sembra che gli unici protagonisti costanti nel tempo siano la mia macchina, una rotonda a caso dell’ameno paesino lacustre e l’assicuratore che ogni volta si fa grasse risate.

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ops i did it again

Fortuna

Rilievo e documentazione fotografica per campi. Giusto il primo giorno che arrivo in ufficio in ciabatte e braghette corte. A nulla sono valsi i miei tentativi di sfangarla: mi hanno fatto infilare gli stivali da pioggia che la genitrice tiene in ufficio per quando annaffia le piante, munita di metro laser e trascinata sotto al sole a vagolare per il succitato campo in lungo ed in largo  fungendo da palo per le misurazioni. Senza contare che il geometra, l’addetto alla fotografia, non ne ha fatta una manco per sbaglio avendo inserito la funzione dei filmati. A qualcuno toccherà tornare nel campo. Indoviniamo un po’ chi è la fortunata?

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no work team

Spaia', fa ccccaldo.

Da oggi, per combattere la calura, si inaugura la tenuta balneare in ufficio: braghette e infradito. Decisione ponderata visto che ho passato la serata a disboscarmi. Fossi la Ciabattina non avrei di questi problemi.

Postato da: calzinospaiato alle 10:00 | link | commenti (8) |
no work team

mercoledì, 23 maggio 2007
Brevi spaiate

Boccheggio. Stop. Proprietaria del blog fusa. Stop. Abbiate pazienza. Stop.

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no work team

martedì, 22 maggio 2007
Lascia il segno

La vicina col gatto certosino mi ha chiesto consiglio su dove vaccinare il suo  felino ed io le ho parlato del nostro veterinario a domicilio che non solo si è conquistato la Ciabattina e che riesce quasi a domare pure il Rosso. Dal suo racconto.
Vicina: buongiorno dovrei far vaccinare il mio gatto.
Veterinario: in clinica o a casa?
Vicina: a casa, abito vicino al Comune, bisogna prendere la strada senza uscita che porta al convento.
Veterinario: c’è un gatto rosso lì vero?
Vicina: ehm, si, è la sua padrona che mi ha parlato di lei.
Veterinario: benone, ci troviamo davanti a casa della iena rossa che me la ricordo perfettamente.
Calzetta lascia il segno, non si dimentica.

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gattofuffa

lunedì, 21 maggio 2007
Certezze

Mi alzo la mattina la mattina senza sapere di preciso quando andrò a letto. Almeno so con chi: l’uomo a destra, la Ciabattina incuneata senza troppa delicatezza nel mio fianco sinistro ed il Calza in mezzo, col capino sul mio cuscino. Ci vogliono certezze nella vita.
 

Postato da: calzinospaiato alle 18:36 | link | commenti (4) |
casa calzino

Spaiati in tournè

L’uomo ci ha preso gusto ad esplorare i dintorni e per noi la domenica prevede l’andare a zonzo. Magari  cercando nuove meridiane. Questa era la volta dei luoghi dei suoi nonni in val Canobina. Decidiamo per Crealla passando dalla vecchia scalinata nel bosco che usavano un tempo. Il primo ostacolo lo supero egregiamente attaccata all’uomo come un koala che le mie vertigini mi paralizzano solo a guardare il ponte ballerino sul fiume, figuriamoci attraversarlo. Incominciamo a salire i 1.180 scalini che ci separano dal paese. Scalini che ho contato perché l’uomo mente sempre spudoratamente  sulle distanze pur di non sentirmi lamentare durante la camminata.
Uomo che tira un sospiro di sollievo: e meno male che mi sono informato prima di dirti il numero degli scalini.
Spaiata: e hai fatto bene, sai che ormai controllo le tue informazioni al setaccio.
Uomo: dai che magari ottieni anche il tuo premio.
Premio (meridiana) che abbiamo trovato su un edificio adiacente alla chiesa e la tranquilla domenica degli ultimi quattro residenti è stata scossa dai nostri schiamazzi di soddisfazione. La tournè è continuata anche in altri paesini e si è conclusa in una vecchia osteria con la spuma servita in bicchieri spaiati ed i panini al salame consegnati dal banconiere mentre ascolta la partita in una radiolina.

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it s a good day

Dare e avere

Un equo scambio di dare e avere. La vicina mi invita a bere il caffè e mi mette a lavorare sul progetto di riciclo dei suoi bambini delle elementari. Con delle bottiglie siamo riuscite a fare un angelo da appendere, un portapenne, dei fiori in un vaso, una pallina di Natale e un sottobicchiere. Siamo una buona squadra noi due e mi sono parecchio divertita.
 

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varie ed eventuali

venerdì, 18 maggio 2007
Soccorso vicinato

Tanto per cambiare, confidavo in una serata tranquilla che in questa settimana trafelata mi sono dimenticata cosa significhi cenare a casa, ad un’ora decente  e godermi per più di mezz’ora uomo, gatti e divano. Ma i miei programmi sono stati sconvolti dal vicino simpatico che ha cucinato spezzatino di cinghiale per un reggimento ed ha richiesto a gran voce il nostro aiuto per farlo fuori. Il buon vicino si riconosce nel momento del bisogno, dovrò apparecchiarmi a casa loro per stasera e darci di forchetta.

Postato da: calzinospaiato alle 14:34 | link | commenti (10) |
casa calzino

Ma quando arriva sabato?

Ore 8.30, esco di casa. Ma prima recupero il solito Calza sull’edera e lascio le chiavi alla vicina che si occuperà dei felini in mia vece.
Dalle 9,00 alle 12,00: ufficio con tutta la slavina di magagne.
Dalle 12,15 alle 14,10: assemblea informale in cortile che nelle intenzioni dovevano essere cinque minuti, giusto il tempo di presentarmi. Mi hanno tenuta lì ad oltranza, mentre mi essiccavo al sole,  sottoponendomi ad un fuoco incrociato di domande.  
Dalle 14,15 alle 14,30: ho trangugiato un panino di plastica nel bar a fianco all’ufficio.
Dalle 14,30 alle 19,00: seconda valanga di magagne di varia provenienza.
Ore 19,00: cena in famiglia – tedesca – della mia amica. In pratica l’uomo mi ha spinto fino al ristorante dietro all’ufficio, io mi sono limitata ad accasciarmi sulla prima sedia nelle immediate vicinanze e sono arrivata alla fine al dolce  per forza di inerzia. Ben sapendo che oggi c'era il bis.
La giornata campale di ieri mi si legge tutta in faccia oggi: occhiaia modello valigia, palpebra calante per la stanchezza, lingua inzerbinata dal vino di sostegno, in generale uno straccio usato spaiato.
Non vedo l’ora di spalmarmi nel mio letto con la consapevolezza di poter dormire fino alla bisogna domani mattina.

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varie ed eventuali

giovedì, 17 maggio 2007
Tempo perso

Le ultime 24 ore le ho passate cercando una fattura ed il relativo pagamento. Ho praticamente e letteralmente ribaltato l’ufficio, scomodato una mia amica per una ricerca in banca, l’imbianchino che l’ha emessa e sacramentato con l’uomo, che poverino non c’entrava, ma ne avevo proprio bisogno. Alla fine la maledetta era nella cartellina azzurra delle “cose da fare”, lì, proprio sotto al mio naso. Considerato che ormai il caffè al ginseng che mi propina tutte le mattine la barista non è più sufficiente, urge una vacanza, prima che sbarelli.
 

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no work team

mercoledì, 16 maggio 2007
Sono a posto

Patate bollite e tonno. Riso in bianco con il grana. Purè e prosciutto cotto. Minestroni e zuppe a rotazione. Toast e succo. Torta e latte. Ogni tanto, volendo esagerare, mele cotte al vino o con la cannella. Che non sono le alternative da  menù ospedaliero, ma quelle preferite dall’inquilino. Per una trafelata di natura, casalinga molto molto part-time, pasticciona ai fornelli e che mette piede in un supermercato quando non ne può fare a meno è una pacchia.  Ancora meglio quando una tua condomina ti lascia sulla scrivania un ciambellone ancora caldo e tu non devi fare altro che comprare il latte per cavarci la cena.

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cucina spaiata creativa

Tempo perso

Sono famosa per le giornate che passo al vivaio trascinando chiunque mi capiti a tiro, ma non altrettanto per avere un ingresso verde e  lussureggiante. Insomma, non avrò mai un giardino botanico fuori da casa, le piante mi sopravvivono appena, ma rispetto alle nature morte di prima già è una conquista. Il gelsomino nonostante tutto mi dà soddisfazioni, come i ciclamini ancora stranamente rigogliosi e fioriti. Solo le ederine le vedevo spesso ciancicate, nonostante i miei sforzi da giardiniera della domenica. Stamattina ho capito che non dipende dalle mie amorevoli cure, come pensavo, ma da Calzetta. Non sapendo dove sistemarsi di ritorno dal giro notturno, in attesa che io apra la porta, ci si sdraia sopra col suo dolce peso e le usa a mò di giaciglio. In casa non bastava la sottoscritta col pollice seminero, non potevamo farci mancare anche il gatto sterminatore.

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casa calzino, gattofuffa

martedì, 15 maggio 2007
JF, non è mica finita

L’uomo come 007 fa pena, perciò non appena entro in casa decide di non menare il “canperlaia” e m’investe col quesito del giorno.
Uomo: sai, stasera ho visto la pettegola, l’amica sua e altre due che in fila per due camminavano in modo assurdo su per la salita bolsando come locomotive.
Spaiata: ah, si?!!!
Uomo: mi hanno detto di salutare la loro personal trainer.
Spaiata: ma va?!
Uomo: inutile che fai la stupita, non ti chiederò cosa stai combinando perchè ne ho paura, ma funziona, qualsiasi cosa sia, funziona. La pettegola era zitta una volta tanto.
Mi godo questo attimo di gratitudine, prima che sappia della minchiata spaiata e del rimedio che mi sono inventata per ripararvi.
Il paese è piccolo, la pettegola non mormora, urla ai quattro venti.
Quando non fa Jogging Falcato.

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casa calzino, ops i did it again

Legami

Mia madre è seria, posata, curata in ogni dettaglio. E pensare che è una mia parente. A vedermi mettere mano ad un bilancio parlando da sola, con un evidenziatore ed una matita infilate all'orecchio, una graffetta a togliermi dagli occhi un ciuffo ribelle e carte sparpagliate ovunque proprio non si direbbe. Pure lei ha negato qualsiasi legame con me oggi.

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no work team

lunedì, 14 maggio 2007
Meridianite contagiosa

L’uomo ha imparato l’arte della mediazione nel fine settimana che porta al quieto vivere nel resto della settimana. Sabato è stato latitante sentendosi terribilmente in colpa (lui), mentre la sottoscritta si dedicava ai fattacci propri pacifica come poche. Non ce ne sarebbe stato bisogno, ma domenica si è sentito in dovere di fare qualcosa di mio gradimento: portarmi a fotografare una meridiana che ha scoperto il giorno prima ( e molte altre di conseguenza) ed alla scoperta di paesini mai visitati. Il bello è che ormai è contagiato dalla “meridianite” e ci si diverte come un matto nei discovery.
 

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it s a good day

Operazione di recupero

La Ciabattina è scappata ancora sul “plateatico”. Secondo l’uomo come è scesa, risale dalla finestra del bagno e va a dormire. Alle 2 la micia se ne stava ancora lì, miagolando di tanto in tanto che qualcuno la recuperasse e la sottoscritta non riusciva a prendere sonno al pensiero che la gattina di casa passasse la notte lì. Alle 2:30 m’infilavo le scarpe da ginnastica e facevo un sopralluogo sotto al “plateatico” per studiare come recuperarla senza chiedere la scala, vista l'ora, alla vicina. Alle 2:35 svegliavo l’uomo, lo supplicavo di prendermi in spalla e quest’ultimo mi mandava ad un paese affollato. Alle 2:40 iniziavo l’arrampicata sul muro in sasso per arrivare alla gatta e rimanevo appesa ad una grata della finestra del vicino al primo piano senza sapere come scenderne. Mi ci voleva tutta la forza delle mie braccine esili ed una sequenza di madonne che nemmeno uno scaricatore di porto per riuscire a issarmi sul primo appiglio disponibile e tirarmi fuori dall’impiccio. Ovviamente la Ciabattina osservava tutta la scena come se tutto fosse normale. Alle 2:50, contusa dal primo tentativo, riprovavo, acchiappavo la felina, la riportavo a casa e mi rinfilavo nel letto soddisfatta con la gatta al mio fianco. Stamattina lo sono molto meno: ho una lussazione al braccio, due lividi in corrispondenza delle anche e  un taglio alla mano e  medito di chiudere ermeticamente la via di fuga.

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gattofuffa

giovedì, 10 maggio 2007
Verità

L'amara verità. Lavoro con un cretino. Che è la definizione più carina che io sia riuscita a trovare dopo l'ultima che mi ha combinato in ordine di tempo. Sono seriamente intenzionata a fare l'orlando furioso. 

Postato da: calzinospaiato alle 15:16 | link | commenti (4) |
no work team

L'ho combinata e ora la pago

L’uomo mi ha fatto giurare di non dare nell’occhio, di non farmi prendere dall’entusiasmo e, soprattutto,  di non fare minchiate (testuali parole) che il paese è picccolo, la gente mormora e dal destare sospetti sul nostro interesse per la casa a che qualcuno faccia un’offerta economicamente più vantaggiosa soffiandoci da sotto il naso la magione desiderata il passo è breve. Ho giurato, ma, tuttavia, la minchiata l’ho fatta lo stesso. Uscendone quasi indenne però e limitandone i danni. Alò limite incrementando il convincimento che io sia una pzza furibonda. Il problema è che mi serviva uno straccio di misura dell’edificio, ma ben sapendo di non poter srotolare una bindella sulla pubblica via me la sono arrangiata misurandola a falcate. Sfiga vuole che mentre opero passi la pettegola del paese.
Pettegola: ciao che fai?
Spaiata per giustificare la strana camminata: ginnastica.
Pettegola: e che ginnastica è scusa?
Spaiata inventando di sana pianta: JF. Jogging falcato. Cammini veloce quasi correndo facendo falcate da un metro.
Pettegola: sembra divertente, andiamo insieme domani sera?
E stasera la sottoscritta farà JF con la pettegola cercando di sembrare convinta di quel che fa. Ad avvalorare la tesi che il JF faccia miracoli per la circolazione e per il sedere anche Berta che ho istruito a tenermi il gioco, nonostante si sia abbattuta dal ridere per l'uscita della sottoscritta.
Eh, le minchiate si pagano.

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ops i did it again

mercoledì, 09 maggio 2007
Gaffe evitata

Il fatto di non essere indigena, come inevece lo è l'uomo, del paesino dove abitiamo fa si che io ignori completamente alcune informazioni sul posto. Dettagli non trascurabili visto che avrei potuto diventare lo zimbello delle quattro anime che vi ci abitano.

Spaiata: perchè non diamo un nome alla nuova casa?

Uomo: sarebbe carino. Facciamo una bella piastrella e l'attacchiamo all'ingresso. Proposte?

Spaiata: ca' del gat rus (casa del gatto rosso).

Uomo: assolutamente no.

Spaiata: a me piace.

Uomo: suppongo che tu non sappia che il GattoRosso era il bordello del paese.

Spaiata: argh. Ne troverò un altro.

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varie ed eventuali

Alle solite

Per la fretta al super ho fatto la spesa a rate. Sono tornata indietro tre volte perchè avevo dimenticato qualcosa. La cassiera non ne poteva più di ritrovarmi alla cassa.

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ops i did it again

lunedì, 07 maggio 2007
Chi la fa, se l'aspetti (versione felina)

Mi ritengo fortunata al 50%. Se da una parte la Ciabattina usa il gattobagno a lei preposto in continuazione (anche in ragione di quanto mangia) e nemmeno ha la delicatezza di coprire, dall’altra Calzetta raramente ne fa uso essendo gatto di razza “discovery” che quindi predilige la natura (o orto del vicino che dir si voglia). Nelle giornate di pioggia però è tutta un’altra storia ed il gattobagno al coperto torna utile. Scava, prepara la sabbietta e si pregusta una pisciatina in totale privacy. Si sbaglia, la bipede ficcanaso è lì che l’osserva ed al rosso proprio non va giù.
Calzetta: maooooooooo.
Spaiata: eh no bello, quando sono io in bagno siete tutti lì.
Calzetta: mamaooooo.
Spaiata: rassegnati cocco, se io non ho diritto alla privacy, nemmeno tu.
Sarà pure un caso, ma da due giorni faccio pipì senza felini tra i piedi.

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ops i did it again

Chi la fa, l'aspetti

Casa dei miei genitori, proprio davanti al lago, sarebbe stata l’ideale, ma era letteralmente invasa da una dozzina di loro amici e un nutrito gruppetto di generali dell’aeronautica in visita. Così abbiamo trovato una degna alternativa. I mezzi dispiegati sul balcone in attesa dell’esibizione delle frecce tricolore da noi e dai vicini simpatici erano degni di nota: tutti e quattro binocolati, macchine fotografiche cariche, creme solari, occhiali e cappellini, birre e spuntini per sostenerci, buon umore. Anche i siparietti comici non sono mancati.
Vicino: ma quelle non sono mica le vere frecce tricolori.
Uomo: sono quelle svizzere. L’ho letto sulla brochure.
Vicino: bro che? Ma parla italiano. D-e-p-l-i-a-n-t!
Uomo: sarà mica italiano.
Spaiata: vulantin.
E sul dialetto ci siamo finalmente trovati tutti d’accordo. Comunque non siamo stati esenti nemmeno dal dispetto quotidiano del vicino spaccamaroni. Quando si è reso conto che eravamo tutti sul balcone in attesa, con quaranta gradi all’ombra, ha pensato di bruciare nel camino un po’ di carta e plastica per far fumo e impedirci di vedere lo spettacolo. Ma chi la fa, se l'aspetti e, con il vento a ns. favore, l'inspiegabile nebbia di maggio ha impedito a lui di vedere.Tiè.

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it s a good day

Aiuto

Ognuno ha le sue. La sottoscritta ha il genitore per dna sposato con una donna che del “facciamo il punto della situazione” ne ha fatto un cavallo di battaglia. Non solo mi telefona un giorno si e uno si per aggiornarmi sugli sviluppi nella scelta dei materiali, ma si presenta mentre noi stiamo pranzando per toronarci con gli atroci dubbi che l’assillano sulle piastrelle, sugli spessori del sottofondo e chi più ne ha più ne metta. Considerando che i lavori di ristrutturazione non inizieranno prima di ottobre, la sottoscritta ha già ampiamente esaurito la scorta di pazienza di cui è stata fornita e preferirebbe essere colpita da una tegola in testa che affrontare un nuovo punto della situazione. Urge una soluzione per sedarla e che la renda innocua per il resto dell'estate.

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varie ed eventuali

venerdì, 04 maggio 2007
Sonni agitati

Al civico 33 i sonni di tutti gli abitanti sono piuttosto agitati. In ordine sparso, ma nella stessa notte. Mr Calza deve essere stato coinvolto in una gattozuffa mentre pisolava spiaggiato sulla mia pancia, di fatto soffiava, si agitava e gli è scappato pure un graffio sul collo della sottoscritta. Nelle stesse condizioni pure la Ciabattina che scappava pur rimanendo sdraiata nella copertina. L’uomo invece si preoccupava dei ferri  da lavoro e mi ha chiesto più volte nel corso della  notte se glieli lavavo in lavastoviglie. Io invece ero alle prese con il faidate, l’inquilino dice di avermi vista inchiodare usando un martello immaginario verso le sei di mattina. Ora essendomi esibita nella perarazione di una fantastica polenta alla spaiata. Con i funghi e il formaggio e il sugo e un pezzetto di salsiccia e pure le verdure. Che ci sia rimasta un pò pesante?

Postato da: calzinospaiato alle 09:49 | link | commenti (8) |
cucina spaiata creativa

giovedì, 03 maggio 2007
Oggi, pratica

Mio padre seduto al computer, io appena dietro che gli fornisco le dritte. Mi capita di buttarmi a capofitto in certe attività  che riconosco essere cause perse. Come tenere una lezione pratica a mio papà su quella cosa sconosciuta e misteriosa che il resto del mondo chiama mail. E gli indizi per il fallimento ci sono tutti. Dall’aver desistito per sfinimento dopo aver cercato di fargliene aprire una invano via telefono e aver rinvenuto tra la montagna di mail mai lette  la mia con le foto dell’albero di Natale che gli ho spedito l’anno scorso. Questo qualcosa dovrebbe dirmi.

Postato da: calzinospaiato alle 09:35 | link | commenti (6) |
no work team

mercoledì, 02 maggio 2007
Corsi ad hoc

Se c'è una cosa che detesto è fare colazione con un cappuccino alla mattina talmente bollente che per tutto il resto della giornata ho la lingua come uno zerbino. Bisognerebbe fare dei corsi per insegnare ai baristi la temperatura giusta.

Postato da: calzinospaiato alle 15:54 | link | commenti (6) |
varie ed eventuali

Sopportazione mode on

Chiuso l’ufficio la Spaiata veniva prelevata riluttante e caricata in macchina a forza con i suoceri. Già mentre si allacciava la cintura appariva chiaro che la di lei suocera era di buzzo buono per renderle i tre giorni successivi una rottura di maroni che nemmeno un computo metrico è in grado di eguagliare. Verso Bologna l’uomo voleva gettarsi in corsa dalla macchina e l’altra poverina usava il cerchietto a mò di aureola sentendosi in diritto di farsi avanti per la santità. Si arrivava in quel di Cesena dopo sei ore e mezzo in cui la Suocera aveva parlato ininterrottamente, spesso a sproposito. Profittando di un momento di sua distrazione i due, spossati e con due maroni tanti, si davano alla fuga in direzione dei cugini, ma mettere distanza non serve se poi lei è telefono munita. Alle sette del giorno dopo la donna che non ti dà tregua era già attaccata al cellulare componendo il nostro numero. Ora, chi conosce la sottoscritta lo sa, se viene svegliata inutilmente diventa una iena e l’uomo si vedeva costretto ad  atterrarmi con una mossa di wrestling per impedirmi di renderlo orfano. I due ritenevano necessario sedarsi per sopportare il viaggio di ritorno con la Suocera, che ha fatto del suo meglio per rendere interminabili le quattro ore in sua compagnia. Per un po’ entrambi riteniamo di aver dato.

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