Scatti spaiati

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Avete frugato nei miei calzini *loading* volte

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giovedì, 30 novembre 2006
Sensi di colpa

Oggi l’uomo aveva di che scusarsi con la gatta. Ieri avrebbe dovuto fare scorta di scatolette per i felini, ma vedendo che la dispensa non era del tutto vuota ha rimandato senza tenere conto che il barattolo dei croccantini era desolatamente vuoto. Si sappia che il Rosso mangia qualsiasi cosa anche vagamente commestibile, mentre la micia si ciba quasi esclusivamente di tonno o croccantini. Le alternative non sono considerate. Va da sé che ieri sera rognava davanti alla dispensa aspettando che qualcuno desse fondo alle sue riserve personali. L’uomo apre il barattolo, lei affamata ci infila la testa e lo guarda di traverso delusa. La gatta sa come farti sentire in colpa e per sottolineare l’affronto non ha toccato niente che le abbiamo messo nella ciotola e ci ha pure snobbati sul divano. In preda ai sensi di colpa l'uomo è dovuto andare a fare scorte di prima mattina e portarle personalmente a casa una confezione maxi dei suoi crocchi preferiti per convincerla a perdonarlo.

Postato da: calzinospaiato alle 14:41 | link | commenti (6) |
gattofuffa

mercoledì, 29 novembre 2006
Il Natale quando arriva, arriva.

Tornando a casa ieri sera mi è parso di vedere i primi alberi illuminati fuori dalle porte. Non ho realizzato subito per la verità, a tutta prima ho pensato che fosse colpa delle mie otto ore davanti al computer. Una sorta di allucinazione dovuta ad occhi pesti. Ripensandoci però, la stagione delle cene per noi è già iniziata. Sabato scorso c’è stata l’inaugurazione con l’oca (e crauti e patate, e spiezle), la classica cena tedesca a casa dell’amica dentista che ormai apre la stagione dei festeggiamenti. E da venerdì siamo in tournè. Venerdì coi parenti, sabato con la società sportiva, domenica coi colleghi dell’uomo. E, c’è da giurarsi, le cose ci sfuggiranno di mano e ci faremo coinvolgere in una serie di eventi di cui potremmo benissimo fare a meno. Cercavo di approntare una strategia per evitarmi tutti questi impegni, raccontandogli anche degli addobbi prematuri.
Uomo: di che ti stupisci scusa?
Spaiata: mi sembra presto.
Uomo: guarda che noi abbiamo la ghirlanda fuori dalla porta dal Natale scorso.
Spaiata: ma si, ma si, non ho avuto tempo. La pigrizia non fa testo.
Uomo: e le ghirlande in casa appese da due settimane?
Spaiata: quelle sono prove, poi i gatti ci giocano, non sapevo dove metterle e le ho appese.
Uomo: quante balle, fosse per te sarebbe Natale tutto l’anno. Ma a modo tuo.
Uomo: e prima che tu aggiunga qualche altra scusa, a cena coi miei colleghi ci vieni senza fare storie a costo di trascinarti vestito da Santa Claus.

Postato da: calzinospaiato alle 17:13 | link | commenti (2) |
ops i did it again

La mattina è lunga da far passare

La mattina i ra-gatti escono con l’uomo. Anzi è l’uomo ad uscire con loro al seguito perché i felini di proprietà hanno le loro quotidianità che noi dobbiamo rispettare: sveglia con baci ruvidi, colazione e poi tutte e due si posizionano davanti alla porta e ti guardano perché tu già devi sapere che quella è l’ora della passeggiatina. Esaurita la perlustrazione si ripresentano davanti alla porta perfettamente puntuali con la mia uscita. E vai di  altro rito. Baci ruvidi, pacche sui fianchi, testate, fusoni, apertura della porta che passare dalla gattaiola gli fa fatica, misurazione del piumone in lungo ed in largo per trovare il punto più idoneo a schiacciare un pisolino in attesa del mio ritorno. La sottoscritta rosica, che me ne starei volentieri a fargli compagnia, a ragione poi se quando torno a casa me li trovo “ appennichennati” nel seguente modo: gatta spiaggiata con testa appoggiata al mio cuscino e rannicchiata sotto al piumino, gatto bislungo che occupa il posto del coinquilino. Come se il letto fosse esclusiva loro proprietà.

Postato da: calzinospaiato alle 15:09 | link | commenti (6) |
gattofuffa

Tiro al piccione

Il tradimento non ci può stare. Io la vedo così, ma se scappatella dev’esserci, c’è modo e modo di comunicarlo all’interessato. E non è certo a mezzo stampa quello più indolore, specie se, come si dice, la signora fino a quando non ha letto il suo settimanale preferito sprofondata in poltrona non ne sapesse niente. Qualcuno lo dica a Gigggi D’Alessio, che ora mi casca dal pero e si rende conto di aver ferito la moglie. Se le lanciava una tegola in mezzo al naso probabilmente faceva meno danni. Che pretendeva? Che la prendesse con nonchalance dopo il polverone che il fetente le ha messo in piedi? Anima candida, ora si strugge per ricomporre la pace familiare messa a dura prova. Fossi la signora D’Alessio non mi perderei d’animo, mi posizionerei sul poggiolo, mi armerei di scacciacani, di quelle che usano i contadini delle nostre zone con i ladri di frutta che fanno tanto chiasso, ma pochissimo danno, attenderei il ritorno del fetente e, a sorpresa, giocherei con lui al tiro al piccione. Certo, impallinarlo non risolve il problema, non sana le ferite, non fa sparire le corna, ma sai che soddisfazione?!!
*
E tu, Gigggi, possibile mai che hai trovato cinque minuti almeno per accennarglielo?! Via, un po’ di tatto.
 

Postato da: calzinospaiato alle 11:03 | link | commenti (8) |
varie ed eventuali

Vita di coppia

In uno slancio d’entusiasmo della sottoscritta che ultimamente usa come proprio tutto quello che le capita a tiro del coinquilino.
Spaiata: ma ci dividiamo sempre tutto noi due.
Uomo: si, ultimamente anche il carica batterie del cellulare.
Spaiata: proprio una fortuna che i nostri cellulari siano della stessa marca.
Uomo: una botta di c*#o proprio. Per correre usi pile, cappellino, pantaloni miei. La fortuna è che non abbiamo lo stesso numero di piede altrimenti mi mandavi scalzo.
Io me la rido pensando che non abbia notato cosa ho ai piedi, in fondo sono già sotto il piumone e non ha detto una parola al riguardo.
Invece.
Uomo: ma se ti pesco ancora con indosso le mie calze preferite per dormire domani mattina m’infilo le tue mutande per andare a lavorare.

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casa calzino

martedì, 28 novembre 2006
Opzione 2

Una bella relazione d’impatto ambientale stroncherebbe qualsiasi poesia sul nascere. Ma non il mal di testa che continua a non darmi tregua. A riguardo mi sono già dotata di programma serale di conforto: risotto che ne ho voglia da un po’, coccole da bipedi e quadrupedi di casa, bagno caldo e sotto il piumone molto presto. Al solo pensiero già sto meglio.

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varie ed eventuali

Metodi naturali

Mi sono svegliata con un mal di testa feroce. Devo aver dormito poco, male e tutta storta. Mi ci voleva un qualcosa per farlo sparire in fretta, chessò, una decina di pizzette. Se non funziona ricorrerò a metodi più scientifici.

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varie ed eventuali

lunedì, 27 novembre 2006
Modello

Prove con la digitale. Tra i tanti tentativi, due foto sono una meraviglia. Ma in parte è merito del soggetto, con quel musino lì, tutto da strafugnare. Ah, le foto sono su flickr.

*

Vì, guarda e sbava (d'invidia).

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gattofuffa

Condizioni peggiori

In due casi una donna ci tiene ad essere appena uscita dal parrucchiere, magari ad indossare pure i suoi vestiti preferiti con i quali si sente perfetta, ad avere un viso riposato e privo delle perenni occhiaie e a dare l’impressione di stare alla grande: quando incontra un ex oppure una donna con la quale proprio non si prende. Essendo donna, anche io ci terrei. Essendo Spaiata, non ci spero e ho perso le speranze. Infatti ieri mattina correndo sulla ciclabile ho incrociato il “mascalzone” (nel senso di colui che sta su Mascalzone). Mi ha riconosciuta, mi ha salutata con un sorriso da parte a parte, mentre io che sono orba come una talpa non solo ho risposto con sguardo indagatore, ma ho realizzato solo dopo chi fosse e ho fatto mente locale sulle condizioni pietose in cui ero. Oh, peggio di così non potevo presentarmi: struccata, paonazza per la fatica, pettinata coi soliti raudi, infagottata in un pile più grosso di me di almeno due taglie, sudata marcia e con la lingua a penzoloni. Non stavo propriamente una meraviglia.

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ops i did it again

Balocchi

Ho un giocattolo nuovo. Una Sony “qualchecosa”. Sono andata a ritirare il nuovo phon che, sulla carta, dovrebbe lisciare quella selva bizzarra di “landanat” (capelli) che mi ritrovo e vagando con l’uomo nel reparto macchine digitali l’ho subito individuata tra le tante anche se per la verità cercavo tutt’altra macchina. E lì si è verificato il solito fenomeno dello sdoppiamento di coppia: la Spaiata in mezzo in dubbio se fare la pazzia, sulla spalla destra una Spaiata angelica che mi dice “aspetta, riponi la carta di credito nella fondina, pensaci” e su quella sinistra l’uomo in tuta rossa, che tiene le corna e forcone e incita all’acquisto “spendi, spandi, comprala”. L’uomo in carne e ossa se la ride (forse meno per le corna), sa che tutte le volte m’immagino la scena, come sa pure che quando è da un po’ che sono in cerca di una cosa quasi certamente l’avrà vinta sulla Spaiata formichina.

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ops i did it again

venerdì, 24 novembre 2006
La ciabatta è troppo easy?

Il venerdì è easy. O meglio, più easy del solito che non sono mai propriamente in ghingheri. Con il torpore invernale che mi prende, care grazie che mi sciacquo la faccia, indosso qualcosa di pulito e mi do una pettinata ai capelli arruffati alla mattina. Basta e avanza. Anche perché se fosse per me arriverei in ufficio già vestita da corsa pur di non cambiarmi in fretta e furia alle sette. Riflettevo, stringendomi nel maglione di due taglie più grandi, cosa comprende il concetto di  “easy” di quest’ufficio che non si è mai formalizzato troppo. Per dire, venire in pigiama e ciabatta sarebbe troppo?

Postato da: calzinospaiato alle 15:42 | link | commenti (4) |
ops i did it again

Vuoti

Negli ultimi giorni sono stata talmente presa dal computo “infinito” tanto che ora che la prima bozza è finita quasi non so che fare.

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no work team

Nome in codice: Mimma

La Mimma, nome di battaglia della Ciabattina, è diventata lo spauracchio del vicinato, specie della maestra che non è più libera di andare e venire per la via senza guardarsi circospetta le spalle. Succede che la gatta l’ha presa di mira e ci si diverte parecchio: non contenta di essere andata a scuola con lei, ora che conosce il nuovo orario scolastico si apposta e la aspetta mimetizzata, quando la maestra passa attende che questa sia convinta di averla fatta franca e le fa un agguato per spaventarla. Poi soddisfatta come poche, le si piazza in braccio e pretende le coccole dovute per l’ennesimo scherzone andato a buon fine.

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gattofuffa

giovedì, 23 novembre 2006
Pentiti, Spaiata, pentiti

Mia madre di fronte allo sconosciuto è sempre colta da dubbi atroci, lei è abitudinaria da morire, guai a scompigliarle i programmi, c'è il rischio che perda momentaneamente il lume della ragione. Fosse per lei frequenterebbe solo posti che conosce come le sue tasche, ma questo sabato ho deciso di regalarle una giornata diversa per il suo compleanno. Anche perché ha sbavato per mesi quando ci ho portato l’amica tedesca. Il fattore sorpresa però non mi salva dalle sue strane domande.
Genitrice: senti, ma si può dire alla signorina di non bagnare i capelli?
Spaiata: mamma, sarai in un hammam pieno di vapore, dubito ti terrà la piega.
Genitrice: allora disdico dalla parrucchiera?
Spaiata: ecco, disdici, prova a rilassarti e ne rimarrai contenta.
Queste le premesse per il sabato. Ora, pentita, non so se io ne uscirò sana di mente.

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varie ed eventuali

Sotto la doccia

Da piccola cantavo. Giocavo anche da titolare:  prima voce nel coro della chiesa e me la cavavo benino, ma non ho passato indenne la fase dei cambiamenti. Persa la voce e anche l’intonazione ora tengo per me le esibizioni canore. Ne sa qualcosa l’amica dentista che mi ha toronato per tutto il capodanno con “sing star!”, mentre io preferivo defilarmi al gelo pur di evitare il microfono. Mi rimane la doccia. Lì ancora canto, ma non me ne rendo conto. Ci pensa l'unico spettatore a riportarmi la scaletta. Infatti l’uomo, che ormai ci ha fatto il callo, ogni tanto ha da ridire sul repertorio, ma in generale non si lamenta. Ieri sotto l’acqua calda dopo undici chilometri son partita con “lassù, sulle montagne…”, mentre mi asciugavo “cacao meravigliao” con tanto di balletto e phonandomi  i capelli “Imagin”. Insomma spazio e canto a vanvera, che d’altronde è la mia natura.

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casa calzino

Leggi spaiate

E’ matematico come l’acconto delle tasse: se la mattina sei in ritardo, scendendo al lavoro davanti avrai un’ape con andatura da turista.

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varie ed eventuali

mercoledì, 22 novembre 2006
Ha dell'incredibile

Per una poco pratica a destreggiarsi ai fornelli come la sottoscritta, la quale insiste a tagliare le cipolle indossando una maschera da sub, cavare una cena “cucinando” nel tempo che l’uomo fa la doccia è quasi un miracolo, che tuttavia si ripropone da qualche settimana, tanto che l’uomo si accosta alla tavola imbandita guardandomi come se fossi la madonna di Civitavecchia.

Postato da: calzinospaiato alle 14:31 | link | commenti (6) |
casa calzino, cucina spaiata creativa

Latitante

Di prima mattina sono stata rapita dal capo, prelevata a forza dalla mia scrivania e trasferita in quella d’angolo di sopra ed obbligata, in modo coatto, ad occuparmi del computo che in ufficio chiamiamo “infinito” a causa della titolare del suddetto che cambia idea almeno quanto si cambia la mutanda e sempre quando tu lo hai appena corretto secondo il suo estro passeggero. Non me la cavo certo con una mattina di purgatorio, potrei sparire per giorni. Sappiatelo e se la latitanza continua, mandate un segugio a cercarmi.

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no work team

martedì, 21 novembre 2006
Come Forrest

Forrest Gump corre, la gente non capisce ma poco alla volta si accoda e corre con lui. Presente? Siamo partite in due regolarmente sbertucciate da chi ci dava un paio di mesi prima di smettere, poi si è aggregato l’uomo per allenarci, ma il  gruppo sembra crescere in maniera esponenziale. Ormai si è sparsa la voce, si sa dove ci troviamo e chi vuol correre in compagnia si presenta e non necessariamente deve conoscere gli altri. Ieri sera si era in undici, sulla ciclabile in fila per due col resto di uno, l’ultimo, il meno allenato che soffiava come una locomotiva e che, probabilmente, se ne è pentito. Però ad arrivare alla fine del circuito dei dodici chilometri eravamo solo noi soliti tre e son soddisfazioni.
 

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it s a good day

Ragazzi fortunati

Il lavoro è pressante, i condomini dei macigni, la casa una seconda occupazione, la famiglia qualche volta un tantino ingombrante,  il conto in banca una pietà. Poi ci sono le commissioni, la spesa, i gatti, gli hobby, mettere insieme qualcosa per cena, la corsa quattro volte alla settimana. Che sono piaceri per carità, ma che richiedono comunque il loro tempo e a te sembra non averne mai abbastanza. Poi capita che si rompa “un qualcosa di idraulico” sul camion dell’uomo che sta andando a lavorare e che per miracolo – un vero miracolo - non ci rimetta la buccia e ti viene da chiederti di cosa diavolo hai da lamentarti. Ti bastano tre nanosecondi per risponderti: io non ho niente di cui lamentarmi. Sono contenta così, con tutto il mio daffare e, specialmente, con un uomo che gode di ottima salute e riflessi pronti. Oggi più di ieri sento che siamo fortunati, dannatamente fortunati.

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it s a good day

Ordinazioni

Ero alle prese con lo scatolone pieno di ghirlande da spedire in soccorso alla Gatta quando nel retro una figura si è materializzata alle mie spalle. La genitrice, che notoriamente ficcanasa quando mi vede trafficare con troppo impegno. Così per caso ha scoperto le mie creazioni e me ne ha commissionate quattro sedutastante, senza nemmeno un congruo preavviso. Le servono per domani che in pratica significa che dovrò dedicarmici in pausa pranzo.
 

Postato da: calzinospaiato alle 10:49 | link | commenti (10) |
ops i did it again

Scaldotti

Con l’arrivo del freddo piuttosto intenso i gatti mi fanno da manicotti scaldamani alla bisogna. Non posso più muovere un passo in casa senza averne almeno uno appiccicato.

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gattofuffa

lunedì, 20 novembre 2006
''75

Due o tre cose sulla cena dei coscritti:
1) hai sempre pensato che l’ameno paesino lacustre – dove hai vissuto sino agli undici anni - per scollinare oltre l’inverno contasse sul gossip, a distanza di vent’anni ne hai la certezza. Le tue compagne pur essendo infinitamente più simpatiche non sono poi tanto diverse dall’ex vicina pettegola.
2) tutte ci si tira a lucido per oscurare i cedimenti del tempo, ma una gonna alta come una cintura nasconde proprio pochino.
3) io e Francesca ci siamo rese conto di poter contare su un asso nella manica: il nostro comune primo fidanzatino sta facendo strada nel mondo musicale ed ora presenta un programma sul satellite. Lei  può vendere la storia del primo amore ed io conservo ancora i bigliettini che mi consegnava in un panino al salame durante la ricreazione.
4) due o tre persone mi sto ancora chiedendo chi fossero. Mi consolo che erano di un’altra sezione, tuttavia se non le facce, almeno i nomi dovrebbero dirmi qualcosa, invece nebbia.
5) l’indole non cambia: la secchiona timida lo è rimasta, il prepotente pure, la teppa anche. Io che ero casinista, casinista sono rimasta. Ne sa qualcosa la mia vicina di tavolo.
6) Non ho riconosciuto il ragazzino che per i primi due anni di elementari me le suonava di santa ragione ogni volta che mi vedeva e che per i successivi tre mi ha corteggiato dipingendomi lattine personalizzate. Lui però ha riconosciuto me, si dice non sia cambiata. Esattamente come sostiene mia nonna.
7) se la tua compagna di banco ti racconta lo scippo del proprio uomo da parte di un’altra e questi due si materializzano davanti a te, non ti resta che inventarti il “ballo dei gomiti” ed insegnarlo a tutte le presenti. Grazie alle gomitate ben assestate, ma date con assoluta noncuranza il fedifrago dovrà, senza sospettare l’intenzione, lasciare quell’angolo di pista lì a delle trentenni che ballano scatenatissime. Per la felicità della tua amica. 
8) il fatto che quasi tutti i tuoi compagni siano separati e incattiviti con l’ex consorte  non è entusiasmante per te che non ti sei ancora decisa a farlo.
9) avevi dimenticato il fischio nelle orecchie dopo una serata in discoteca e non ne sentivi la mancanza.
10) se torni a casa con il sorriso stampato e le mascelle che ti fanno male per il troppo ridere allora la tua era, e resta, una gran bella classe.

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it s a good day

Non ho più l'età

Non ho più l’età. Sono ancora completamente rintronata dalla cena dei coscritti di sabato sera anche se ieri sono rimasta “svenuta” fino alle undici passate nel letto. Al posto di andare a correre il che mi ha fatto sentire una schifezza. Ho mangiato, bevuto, ballato, riso troppo. Alle sei di mattina il letto mi pareva quasi un miraggio. Che comunque non è affatto male, se bisboccia con vecchi amici dev'essere, che lo sia fino in fondo.

Postato da: calzinospaiato alle 11:08 | link | commenti (6) |
it s a good day

Ghirlande

Ghirlanda con i fiori di feltro in camera(su flickr) tanto per cominciare. Morgana, ti ho accontentata

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casa calzino

venerdì, 17 novembre 2006
Gusti

Entrambi sul divano. L’uomo è alle prese con uno zapping feroce con il rosso in grembo, io con VanityFair e la gatta che mi si è quasi sdraiata in faccia. Finalmente il video di Madonna calamita la sua attenzione e la finisce di cambiare in continuazione. Lui muove la testa a tempo, io il piede sul suo fianco. Poi è il turno di Love Light ed in un nanosecondo smetto qualsiasi attività, sposto la micia e imito il balletto. Che vogliamo farci, a me quell’uomo lì m’ispira.
Uomo: ma sarà mica bello quell’inglesotto lì.
Spaiata: ma sii obiettivo, guarda come sorride, come si muove, lo sguardo… porca miseria fa sesso.
Uomo: mapperpiacere. Poi uno che sul petto ha tatuato “godsavethequeen”....
Spaiata: amore, credimi, se un lunedì mattina Robbie Williams venisse a portarmi la colazione a letto vestito solo da un grembiulino minimale il tatuaggio sarebbe davvero l’ultima cosa che mi balza agli occhi.
Uomo: bhà, che gusti terribili.
Spaiata: ti ricordo che da cinque anni il mio gusto ti ritiene insostituibile.
Uomo: però è simpatico no?

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casa calzino

Leggera

Oggi sono stata tutta la pausa pranzo a fotografare alberi. Ho la testa finalmente leggera.

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it s a good day

Serata inaspettata

Già alle sei l’uomo, modello segugio, era in cerca di pizza. Alle sette realizzava che proprio non l’avevo comprata per fargli un dispetto. Alle otto si appostava fuori dal condominio in cui avevo la riunione con la panda ottimista. Alle otto e mezza mi ci caricava a forza costringendomi a pagargli una cena in pizzeria per punirmi.  Pizzeria sotto casa, sempre piena, perché è una delle poche in cui mangi bene ancora con dieci euro a testa. Riusciamo a sederci perché il giornalaio ci fa posto sul suo tavolo, visto che metà della sala è occupata da un tavolo con pizze e paste di ogni tipo. Sembra di essere ad un compleanno. La gente si alza, si serve, fa scambio di tavoli, mangia in piedi, si ferma a chiacchierare, noi a furia di girare finiamo sul tavolo di un gruppo di pompieri. Quando alla fine vado alla cassa pago E. 5,10, l’equivalente di una birra, un’acqua e due caffè. Pasta e pizza al giovedì son sempre gratis, funziona così. Il litro e mezzo di acqua che ci ho bevuto dietro nella notte però, da ex  addetta ai lavori, mi ha ricordato che in queste serate si eccede sempre col sale per far bere i clienti come cammelli. Ma una gran bella serata inaspettata.

Postato da: calzinospaiato alle 10:34 | link | commenti (2) |
it s a good day

Marmellata

Stamattina sono uscita di casa di buon’ora nella nebbia per cercare di recuperare un pacchetto che da giorni staziona in mano ad un postino senza che riesca a consegnarmelo. Preso per sfinimento alla fine l’ha abbandonato alla Silvana, santa donna, lasciandomi un biglietto nella cassetta che diceva più o meno così :” ma tornate mai a casa? Grazie alla gentile collaborazione della Silvana forse stavolta riesco a farvelo avere anche se per vie traverse”. E così è stato. E’ arrivata la marmellata “plagio” di Bioro da Roma. Troppo tardi per farne colazione, però, curiosa come sempre, ci ho già infilato un dito. Buonissima, grazie stela.
* non escludo di andare dal bar qui a fianco a farmi imprestare un cucchiaino e qualche fetta di pane verso metà mattina

Postato da: calzinospaiato alle 09:32 | link | commenti (4) |
it s a good day

giovedì, 16 novembre 2006
Vendetta

Spaiata: stasera ho una riunione in condominio, torno tardi, ma ho preso la pizza con le verdure. Valgono le solite minacce.
Uomo: hhihihihihi.
Conosco il mio pollo, so bene che niente può fermarlo di fonte ad un raptus di fame prima del mio rientro. Se non “non comprare la pizza”. Ho mentito, il panettiere non me lo sono filato di pezza, ma lui è convinto che lo abbia svaligiato e cercherà per ore – e nei posti più impensabili – prima di rendersi conto che l’ho preso per il naso. Tiè.

Postato da: calzinospaiato alle 15:50 | link | commenti (2) |
casa calzino

2° giro

Siccome sono piuttosto autolesionista, se non mi faccio almeno un paio di giri in posta al dì non mi ritengo del tutto soddisfatta. Sono ancora convinta che i  miei, l’uomo e persino mia nonna, delegando a me il ritiro di pacchi e raccomandate credano di farmi felice. Stavolta l’ufficio postale era quello della genitrice. Un vero girone infernale. L’addetta mentre maneggiava la raccomandata intonsa che le ho consegnato, tra un’operazione e l’altra, pescava in un sacchetto di carta pizzette unte, parlava con la collega e sottolineava di non vedere l'ora di essere in pausa non appena la sottoscritta si fosse sciacquata dal bancone. Dico, potevi pure aspettare cinque minuti a strafogarti di salatini, magari nel retro. Essendo pure un po’ carogna m’inventavo una domanda ogni volta che aveva la bocca piena.
Spaiata: il logo sulla busta è un po’ troppo grosso vero?
Addetta: kjhgdskabdma.
Spaiata: mi scusi?
Addetta che ingoia la pizzetta con un rantolo: in effetti. Non ci sta il francobollo.
Pesca di nuovo dal sacchetto senza aspettarsi che io le rivolga altre domande.
Spaiata: un bel punto di bianco non trova?
Addetta: kjgdsjagjgdaj.
Ingoia di nuovo senza masticare.
Addetta: mmm, si.
Spaiata: ecco allora perché ritiene necessario macchiarmela tutta di pomodoro e unto così che il destinatario pensi che prima di spedirla ci ho avvolto il formaggio?

Postato da: calzinospaiato alle 14:47 | link | commenti (11) |
ops i did it again

Domandone

E’ stato un caso. Mentre aspettavo al banco che dal plico di raccomandate saltasse fuori la mia ho sfogliato il depliant del postashop. Il phon dei miei desideri costa venti euro – mica bruscoli – in più che in un grande supermercato, prezzo che viene passato però come offertona. Viene spontaneo immaginare che ci sia un bel carico anche sugli altri prodotti che mi ha proposto Giovanna delle poste al telefono. E pure Maria che ha chiamato subito dopo. Quando è squillato per la terza volta il telefono ho risposto già prevenuta e comunque a ragione perché era un’azienda di telefonia. Ho dovuto discutere con la cafona dall’altra parte perché non ne volevo sapere di cambio gestore. La domanda del giorno è la seguente: esiste un modo e/o una frase ad hoc che detta al momento giusto costringe chi chiama per fare pubblicità a depennarti “vitanaturaldurante” dai suoi elenchi? Perché francamente hanno smaronato oltre il limite di sopportazione.

Postato da: calzinospaiato alle 10:02 | link | commenti (28) |
varie ed eventuali

mercoledì, 15 novembre 2006
Ribaltone

Come ribaltare una giornata partita maluccio. Intanto stasera ho la cena pronta, che l’uomo ieri ha fatto merenda con la pizza nonostante le minacce della sottoscritta, ma ha anche riempito la dispensa di lasagne, minestrone e passatelli fatti dalla suocera. In pratica abbiamo di che sfamarci per settimane. Poi mi è arrivato un ciddì intitolato “ma cos’è ‘sto telefono?” ed altro non è che la documentazione fotografica della gita in Romagna. La custodia è arrivata in pezzi, ma il resto era integro. So anche per certo che è in viaggio pure un pacchetto da Roma, mittente Bioro, che aspetto con tipica curiosità spaiata. Ed, ultimo, sabato ho la cena dei coscritti dove mi aspetta la migliore amica delle elementari per confessarci. Mi sento coccolata.

Postato da: calzinospaiato alle 17:37 | link | commenti |
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Stracci

Ci ha messo del suo, un bell’impegno, ma alla fine la genitrice è riuscita a tirarmi fuori dagli stracci. E’ giorni che programmo perfino quando fare la pipì che altrimenti la porto a casa tanto poco è il tempo in ufficio. E’ giorni che corro per rispettare certe scadenze anche se sempre al telefono con qualcuno dell’Agenzia delle Entrate che ormai sono amici. E’ giorni che arrivo a casa con un mal di testa feroce e voglia di silenzio assoluto, desiderio che risulta abbastanza impossibile visto che non vivo sola. In pratica è giorni che mi faccio un mazzo così, sempre tallonata dalla genitrice che pare un disco rotto. Probabilmente è convinta di prendermi per sfinimento, che ripetermi le cose mi renderà più veloce nel farle pur di levarmela dalle calcagna. Fin’ora l’unico effetto che ha avuto è di farmi rifare n volte le stesse cose a furia di interrompermi e di spintonarmi sull’orlo di una crisi di nervi. Ho appena riassunto le sembianze della Spaiata di sempre dopo aver avuto cinque minuti da incredibile Hulk: verde di bile le ho proibito di avvicinarsi alla mia scrivania, l’ho diffidata dal seguirmi in qualsiasi spostamento e l’ho spedita a farsi il vaccino antinfluenzale dal dottore. Volesse il cielo, con la fila che c’era stamattina per prendere i numeri, starà via almeno tre ore, quel tanto che basta a riconquistare una parvenza di tranquillità in questa gabbia di pazzi in cui lavoro. 

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varie ed eventuali

Ribellione

Ho allevato un gatto ribelle. Convincere Calzetta che il maglione azzurro non è la sua copertina di proprietà esclusiva sulla quale stendersi ogni volta che ne capita l’occasione è perfettamente inutile. L’ho perfino pescato acciambellato sopra nella lavatrice dopo averlo messo da lavare. Fossi una bipede come si deve glielo donerei, ma, perdinci, è nuovo e mi scoccia che diventi il piumino di un gatto freddoloso.

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gattofuffa

Aiuto

Sono solo le dieci e già non so più come mi chiamo, da dove vengo e nella lunga lista delle  urgenze cosa fare prima. Soccomberò sotto le incombenze anche oggi, lo sento.

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no work team

martedì, 14 novembre 2006
Minaccia (nemmeno troppo velate)

Spaiata: per stasera ho preso la pizza imbottita. Sei vivamente pregato di non toccarla fino al mio arrivo.
Uomo: mhhh chissà, magari un boccone per merenda.
Spaiata: scordatelo, l’ho misurata con la bindella. Me ne accorgo.
Uomo: ah, ora mi “misuri” pure i generi di conforto. Può sempre succedere qualcosa di imprevisto.
Spaiata: certo, che ti arrivi la succitata bindella in testa “improvvisamente” se tocchi quella pizza.
Avrà funzionato come minaccia per indurlo a lasciar perdere gli assaggi?

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casa calzino

Tramortita

Ah, che bello sentirsi dire “facciamo finta che abbiamo scherzato” e iniziare da capo quel computo in cui ci ho speso una giornata intera. Son notizie che tramortirebbero pure un’ottimista.

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no work team

lunedì, 13 novembre 2006
Fibra forte

Computo metrico per impresa di un nuovo cantiere. Sulla base di quello fatto dal geometra. Niente di peggio per fiaccare lo spirito del lunedì abituato ad ampi spazi, panorami mozzafiato e a stare all’aria aperta. Meno male che ad attendermi a casa ci sono l’uomo in vena di buscherate, i gatti ed un tortino bis con verza e provola.

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no work team

Prossimamente shopping

Non ho un libricino nero su cui annotare quello che non mi va ed eventualmente gli autori di tanti e tali giramenti di palle. Ma se lo avessi, in cima alla lista ci starebbe di diritto la digitale che si è mangiata – e ancora nessuno si spiega come e perché – quasi tutte le fotografie della gita fuoriporta in Romagna. Che la sola idea di aver perso certe “chicche” mi fa venire ancora rabbia. Nonostante tutto ieri me la sono portata appresso, le foto stavolta ci sono tutte, ma non tiene più la carica. Ormai mi sono rassegnata che la tecnologia di casa mi si rivolta contro uno giorno si e uno si, ma tocca guardarsi in giro e sostituirla. Volesse il cielo che facesse cilecca a Berlino la calcio talmente forte che faccio meta oltre la porta di Brandeburgo. Qualche consiglio sul prossimo acquisto (possibilmente senza dilapidare le riserve)?

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varie ed eventuali, ops i did it again

In vetta

Doveva essere un allenamento alternativo alla corsetta domenicale, invece la gita in montagna si è dimostrata un’avventura di proporzioni epiche: alzataccia all'alba, otto ore di camminata, passaggi in costa anche impegnativi, un attacco di panico di Berta da tenere sotto controllo, tanta tanta fatica. Ma anche panorami pazzeschi, la soddisfazione di stare là in cima, in vetta ed il caffè caldo con i cioccolatini dopo tanto freddo al riparo nel rifugio. Senza tralasciare pane e salame  consumato alla velocità della luce in una trattoria che mi è sembrato il pranzo più buono del mondo dopo tante peripezie.

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it s a good day

venerdì, 10 novembre 2006
Linea rovente

Sarà la linea diretta commercialista/agenzia delle entrate, ma negli ultimi due giorni mi pare di essere sempre al telefono con qualcuno. Ne parlo con mia madre, mentre siedo comodamente di fronte a lei in ufficio.
Spaiata: orpo, sono sempre al telefono. Non faccio altro.
Genitrice: ma ora con chi sei al cellulare?
Spaiata: con te. 
La genitrice mi guarda con quello sguardo con cui mi guardano spesso, come fossi da ricovero e scrolla la testa.

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ops i did it again

Soddisfazione

E per stasera: tortino salato con verza (di Romagna colta sotto ai miei occhi) e provola affumicata. Il bello? È’ che, nonostante la preparazione del tutto a vanvera, è venuto una favola.

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cucina spaiata creativa

Le pizze scomparse

Arrivando a casa ieri sera per poco non vengo investita dall’automobile per le consegne a domicilio. Non sapevo con certezza, ma immaginavo fossero per noi. A quelle alture ed in quella via siamo solo noi ad ordinare pizze e poi il ragazzo si guardava in giro, tipico di chi non sa dove deve suonare ed aspetta che i legittimi proprietari di due quattro stagioni  scendano a ritirarle. Pago, ringrazio e mi avvio facendo sosta dalla vicina a ritirare una zucca. L’uomo nel frattempo si è finalmente accorto della macchina in piazzetta e trafelato, mentre si infila le scarpe e prende i soldi, grida dal balcone al ragazzo, che ormai sta già sgommando giù dalla discesa, che sta arrivando. Entro in casa con pizze e zucca e lo sento smadonnare, dall’altra parte quella povera donna che prende le ordinazioni che non si spiega come mai siano arrivati sotto casa e non abbiano consegnato le due pizze.
Uomo: eppure gli ho detto che stavo arrivando. Poteva farmi uno squillo, l’ha sempre fatto.
Donna: …….
Uomo: ma guardi, davvero, mai successo.
Uomo: asp… mi scusi, mi scusi tanto, le pizze le ha la mia inquilina. E sappia che si, è sempre colpa sua.

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casa calzino

giovedì, 09 novembre 2006
Da ricovero

Ho raggiunto un avanzato stato di rincoglionimento. Mi sono ostinata ad entrare in flickr con l’account yahoo!. Ho bloccato l’account perché non ricordavo una fava di ID, password e risposte alla Domanda. Mi sono disperata per aver perso per sempre l’accesso a flickr sul mio “Calzino Spaiato”. Ho inviato una richiesta sul form predisposto per la quale si staranno ancora rotolando dalle risate. Ho scomodato la Gatta che non mi manda al paese affollato perché mi vuol bene. Dopo un pomeriggio di traggedia (si, con due g), realizzo finalmente (grazie anche alla Gatta che mi ha messo sulla buona strada) che io in flickr non entro tramite yahoo!, ma tramite mail con una password che mi ricordo perfettamente. Ora, consapevole di essere una “pirla” aspetto che qualcuno, di animo buono,  m’infili una camicia (di forza) che si allaccia sulla schiena e che mi porti  in qualche luogo (stanza imbottita) dove possa riposare per qualche giorno. Sono da ricovero, sappiatelo. E soprattutto ignoratemi quando dal mio indirizzo di posta elettronica partono mail confuse e visionarie.

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ops i did it again

Grovigli

Mi hanno disabilitato temporaneamente l’account di yahoo per la mia sicurezza. In pratica per difendermi da me stessa perché non solo ho dimenticato la password, ma pure la risposta alla domanda e accanendomi su risposte plausibili che di certo la sottoscritta non ha dato l’ho mandato in tilt. Ho quindi compilato il form per avere informazioni sul mio destino. Queste le testuali parole: “ho dimenticato la password. Ne ho chiesta un’altra, ma ho dimenticato pure la risposta alla mia domanda di sicurezza (ah, la testa). Ora ho l’account disabilitato temporaneamente per salvarmi da me stessa. Cosa posso fare?”. Al momento nessuna risposta, meno male che c’è la Gatta a tirarmi fuori dai  grovigli informatici in cui mi infilo. Sperem.

Postato da: calzinospaiato alle 17:27 | link | commenti (2) |
ops i did it again

Ci vuole la maisucola

Potrei cominciare dal fattore “F24” che non mi è chiaro se ho pagato o meno. Continuare con la lavatrice che mi ha piantato col lavaggio senza risciacquo e mezzo bagno allagato. Passando dalle verze bruciate, dalle scale di casa dove a momenti ci rimetto la buccia e da una certa password dimenticata che proprio non riesco a ricordarmi. Senza dimenticare le quotidiane magagne che ingolfano il mio tempo e attentano alla mia sanità mentale. In una parola: giornataccia, con la G maiuscola.

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ops i did it again

Non ce la posso fare

E’ tutta la mattina che sono in linea diretta con l’agenzia delle entrate, ma ancora non mi è riuscito di pagare un F24 online. Sono sull’orlo di una crisi di nervi, dopo aver parlato con n operatori, scaricato due programmi, cambiato password, compilato il modulo almeno tre volte senza cavare una rapa.
 

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varie ed eventuali, no work team

mercoledì, 08 novembre 2006
Eventi

Ho appena finito di ingollarmi un cappuccino bollente con relativa brioche, mentre intorno a me tutti facevano l'aperitivo. Non è proprio l’ora ideale in effetti, ma l’evento lo richiedeva. Hanno riaperto il bar accanto con nuova gestione. Finalmente alla mattina saprò dove rifugiarmi per farmi passare la piva del risveglio con dolcezza.

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it s a good day

Conversazioni

A me piace vagare senza meta per i reparti casalinghi ben forniti. La maggior parte delle volte non compro niente, visto che a casa abbiamo ben più di quanto ci serva, ma mi piace lo stesso ed è un’attività davvero poco dispendiosa. Se poi, ci sono già gli allestimenti natalizi curioso ancora più volentieri immaginando come io l’avrei fatto al posto della scazzatissima commessa che già ai primi di novembre è alle prese con palle e ghirlande e stramaledice le feste. Tra le tazze con babbi natale e affini mi è capitato di ascoltare la conversazione di madre e figlia che pianificavano gli addobbi.
Madre: eccerto che quest’anno non abbiamo nemmeno il visco.
Figlia: è stato abbattuto, peccato.
Madre: lo compreremo, il visco è indispensabile. Ci si bacia nei suoi paraggi.
M’immaginavo Vincenzo Visco conciato per le feste - con grande fiocco rosso in testa - tutto impettito all’ingresso di casa delle due donne e ogni qual volta si presenta un ospite pandoro munito uno delle due esclama:” c’è visco, baciamoci” indicando il viceministro che sorride facendo la faccia da vischio. Ho rischiato un coccolone e di rifondere un intera mensola di tazze perché stavo ridendo cercando disperatamente di passare inosservata.

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it s a good day

martedì, 07 novembre 2006
Missione impossibile

Mettere d’accordo due condomini, un muratore ed un idraulico sul momento in cui fare il lavoro è roba da uscirne matta. Sono ancora lontana dal trovare un giorno in cui siano tutti disponibili contemporaneamente. Li prenderò per sfinimento, a furia di sentirmi al telefono si piegheranno e troveranno un accordo pur di levarmisi di torno.

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no work team

Testa altrove

Un negozio al paesone ha aperto un angolo hobby molto ben fornito. Inutile dire dove ho passato la pausa pranzo. E sono pure tornata a casa con tutto il necessaire per produrre ghirlande e spille in feltro da vendere ai mercatini di Natale (Morgana per la foto ci siamo quasi). Stasera avrò il mio da fare.

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ops i did it again

Aiutanti felini

Ho due piccoli aiutanti felini che ce la mettono tutta per sollevarmi dalle quotidiane incombenze casalinghe. E per incasinarmi. La Ciabattina si è dedicata alla potatura dell’aloe, ciuffo dopo ciuffo fino alla totale eliminazione della pianta. Calzetta invece voleva darmi una zampa con le ghirlande che sto preparando per i mercatini di Natale e ha pensato fosse opportuno seminare perline per tutta la sala affinchè le avessi sempre a portata di mano qualora ne avessi bisogno.  Povera me.

Postato da: calzinospaiato alle 10:40 | link | commenti (4) |
gattofuffa

lunedì, 06 novembre 2006
Suonerie

Che insieme noi due fossimo una mina vagante era cosa certa. Strano trovarsi insieme in tournè (era la prima volta), ma del tutto normale, come se di vacanze ce ne fossero già state tante altre a rodarci. Il dubbio rimaneva per i rispettivi uomini che, pronti via, infervorati in una discussione politica prima e calcistica dopo, hanno mancato lo svincolo e si sono diretti a Firenze senza nemmeno rendersene conto. Sorprende che sia bastata una suoneria decisamente poco ortodossa perchè i due facessero comunella e ridessero per tre giorni filati anche solo estraendo il telefono dalla tasca e immaginando l'effetto della suoneria in una galleria del centro piena di passanti.  Sorvolo sull’imbarazzo che abbiamo dovuto subire a causa loro nei luoghi più disparati (stradine di San Marino, negozi, a colazione, sotto i portici). A nulla è valso far finta di non conoscerli e prenderne decisamente le distanze, loro, in piena regressione all’età di tre anni circa, l’avranno rimandata almeno cento volte. E ogni volta piegandosi in due dal ridere. Come resistergli.

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it s a good day

Potere del vin brulè

E gli sventurati risposero “no, nessun impegno”. Un’idea della “minchia” (mi si passasse il termine senza discutere) quella di andare a mangiare il pesce dai pescatori lungo il canale a Cesenatico con un freddo che ti si portava via le orecchie. Noi stoici e decisamente riluttanti abbiamo seguito la carovana di macchine. Lì i casi erano due: o la serata colava a picco come il traghetto (il vero incubo di Tony) oppure risultava grandiosa contro ogni previsione. Di spintoni dagli eventi esterni perché si dimostrasse un totale fiasco ne abbiamo avuti a grappoli: il freddo veramente insostenibile, il fritto deludente, il cibo che magari era anche caldo, ma ora che arrivavi al tavolo pareva appena uscito dal frigidaire, un commensale amico di amici che un gatto appeso ai maroni sarebbe stato meglio, il desiderio di piadina di Tony che si è dimostrata un’arma a doppio taglio. Per scollinare ci sono bastati vin brulè di canina, castagne e due bidoni intorno a cui fare comunella mentre ci si riscaldava come barboni. Al secondo vin brulè un crescendo di risate, grazie anche l’amico di amici di cui sopra che ci ha tallonati tutta sera generando scenette degne di nota, l’uomo mio si è persino finto addormentato sul sedile pur di levarcelo dai piedi . D’ora in poi frasi apparentemente prive di collegamento come “ma è ben cotta?”, “aspetta che me lo segno sul palmare”, “se non mi trovi vieni alla piadineria di via Roma angolo via Repubblica”, “un ambiente semiriscaldato”, “segna la posizione” in noi quattro, testimoni di come un uomo possa essere pesante quanto una peperonata mangiata alle tre di notte, genereranno risate fino alle lacrime.
*
p.s. certo che abbandonarmi sola con lui è stata una vigliaccata, per fortuna vi ho ritrovati seguendo la risata felina.

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it s a good day

giovedì, 02 novembre 2006
Priorità

Ognuno ha le sue priorità. La mia era di buttare qualche cosa in valigia. Invece ho perso tempo con il nuovo giocattolo: la pistola sparacolla a caldo. Vengono ghirlande di fiori di feltro magnifiche. Ed il borsone è ancora lì desolatamente vuoto tutto da riempire.

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ops i did it again

Previsioni

Guardavo le previsioni, così, giusto per farmi un quadro di quello che mi aspetta per il fine settimana in Romagna. Fine settimana organizzato da tempo, tra l'altro. Quando inizierà a far freddo? Domani, il giorno della partenza. Dove farà più freddo? Sull’Adriatico, ovviamente. E siccome inizio a sentirmi un po’ il Fantozzi della situazione, oggi vado a ritirare il cappottino di marzapane in lavanderia. Giusto per stare tranquilla

Postato da: calzinospaiato alle 11:13 | link | commenti (8) |
ops i did it again