Scatti spaiati

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mercoledì, 31 maggio 2006
Paure scoperte

La fotografia tipo di una normalissima serata a casa spaiata prevede l’ammucchiamento sul divano di bipedi e quadrupedi in ordine sparso. Ognuno con le sue attività pur continuando a chiacchierare. Chi legge, chi guarda la tv, chi sonnecchia, chi si fa il bidè (e in questo caso è sicuramente un gatto). E succede spesso ultimamente visto che arrivare a sera è dura essendo distrutti ed in attesa di una misera settimana di ferie. E lì, arenati sul divano, abbiamo scoperto che: il Calza si spaventa per il pianto delle mandragole (Harry Potter) ed è letteralmente terrorizzato dall’urlo di Stefania Nobile (inquietante in effetti), mentre la Ciabattina al verso dell’elefante e/o delle pecore fugge a zampe levate. E allora noi si fa l’elefante o la mandragola disperata per vedere se è un episodio isolato oppure no.

Postato da: calzinospaiato alle 15:15 | link | commenti (10) |
gattofuffa

Ogni tanto mi tocca

Apro la porta sorridente e subito sento sei paia di occhi puntati su di me. Mi aspetto la solita sceneggiata ed in effetti due paia in particolare sono – fintamente - parecchio ostili, critici e pure sorpresi.
M: oh Tony stendi il tappeto rosso delle grandi occasioni, c’è l’annuale visita spaiata.
T: fai vedere in che condizioni osi presentarti, tu, sciagurata.  
Entrambe in coro: pietà, non ti si può guardare, qui bisogna chiudere il negozio per rimetterti in sesto, guarda che roba. E di grazia, quale occasione speciale ha fatto in modo che tu portassi il tuo panaro da queste parti?
Spaiata: ehm, avrei un matrimonio.
Entrambe in coro: sempre la solita solfa di sua spontanea volontà mica ci viene.
Per la cronaca ho portato la mia persona ed il cespo di landanat ribelli a prendere appuntamento da quelle “arpie” delle mie petineuse.

Postato da: calzinospaiato alle 11:25 | link | commenti (4) |
ops i did it again

Il rumore del risveglio

Ho cresciuto – e allevato, e sfamato, e coccolato, e tante altre cose – due gatti ingrati. Anche un po’ carogne dentro. I felini di proprietà hanno i loro orari di entrata e uscita e siccome a dividerli dai discovery c’è una porta chiusa a chiave hanno trovato un metodo molto convincente per costringere la sottoscritta a piegarsi al loro volere. Mi distruggono il comodino. E’ una cesta rigida di corda color cacao di fianco al letto che adoro. Hanno intuito (e messo in pratica subito dopo) che se ci si siedono sopra e ci fanno le calze con le unghie   pure se sono tramortita dal sonno mi alzerò ad aprirgli la porta per salvare il comodino. E l’uomo dietro: se vuole che io mi alzi ad un orario indecente per andare in montagna simula il rumore della cesta che va in pezzi ed il suono mi riporta in due nanosecondi nel mondo degli svegli. Si sono associati a delinquere quei tre.

Postato da: calzinospaiato alle 09:18 | link | commenti (19) |
gattofuffa

martedì, 30 maggio 2006
All'inseguimento della Spaiata in fuga

Ora che fa caldo e si sta bene a finestre aperte anche di sera ho trovato una sistemazione alternativa al divano che non se ne poteva più di leggere un libro appoggiandolo sui piedi dell’uomo comodamente arenato in tutta la sua lunghezza, con un gatto sotto l’ascella (la Ciabattina) e l’altro o appoggiato al mio sedere o bislungo anche lui sotto il libro. Così dopocena tiro fuori la mia sdraietta “a vela”, la apro smadonnando che non capisco mai il verso giusto, mi ci metto comoda, allungo i piedi appoggiandoli alla ringhiera e apro il libro trionfante per essermi conquistata un posticino solitario per leggere in santa pace. Comodi si sta comodi, ma tempo cinque minuti l’uomo si mette dalla parte opposta allungando i piedi e appongiandoli sulla postazione spaiata alternativa e me la fa traballare a intervalli regolari, la gatta si sistema sotto l’ascella e il micione prende posto bislungo sotto al libro. Esattamente com’è sempre stato. Non era il fattore divano ad attirarli tutti, sono io che  come mi muovo provoco una migrazione di famiglia.

Postato da: calzinospaiato alle 16:31 | link | commenti (12) |
casa calzino

Vento

Subisco il vento. E oggi è molto al lago. Anche i micioni lo sentono e hanno scelto di rimanere in casa a poltrire sul balcone. Notare il Rosso com’è spettinato e la micia com’è spossata dopo una mattinata passata ad inseguire sacchetti gonfiati dal vento. Ecco, per dire, io sarei rimasta volentieri in loro compagnia a spartirci quel metro quadro di balcone.

Postato da: calzinospaiato alle 14:44 | link | commenti (14) |
gattofuffa

S.o.s.

Mattinata impegnativa, porca miseria. Boccheggio.

Postato da: calzinospaiato alle 11:16 | link | commenti (2) |
no work team

lunedì, 29 maggio 2006
Lo sapevo

Lo so che stasera pagherò per  essermi seduta al tavolo della nonna a pranzo e davanti alla griglia d’apertura dell’estate 2006 a cena e, in entrambi i casi, di non essermi fatta mancare niente. Lo so che stasera mi trascinerò a correre sulla ciclabile ansimando e maledicendo il bis di coregone impanato all’andata e la decima costina col secondo bicchiere di birra al ritorno. Lo so. E prevedendo di arrivare a casa entusiasta come una mummia di cucinare ricorrerò alla proverbiale cucina spaiata creativa (livello di volontà bassa) : estrarre dal frigo le crespelle della nonna, aggiungere besciamella e parmigiano grattugiato, buttare il tutto nel microonde per tre minuti, inserire il grill per uno e servire. Voilà, cena pronta in dieci minuti scarsi grazie alla nonna che cucina sempre per un reggimento.

Postato da: calzinospaiato alle 17:18 | link | commenti (8) |
cucina spaiata creativa

Lupin mi fa un baffo

Ci sono persone che crescendo cambiano nei lineamenti che se non li vedi per tanto tempo fatichi a riconoscerli. Non è il mio caso, com’ero da piccola sono rimasta tanto che i parenti che non frequento da quando ero bambina, incontrati per caso, ci hanno messo due nanosecondi a capire che ero io. Si chiacchierava di questo bevendo il caffè al compleanno del nonno. L’uomo, sciagurato,  se ne esce che di fotografie mie da piccola non ne ha mai viste e mentre lo dice mi vien freddo alla schiena che tempo zero la nonna sparisce e riappare con un album. C’è la fotografia che tutti in famiglia hanno di me e mia cugina nella vasca da bagno con quel taglio a scodella che tanto ho odiato, le foto del mio battesimo, quelle di mia cugina piccola a casa della nonna. Scopro che una pittrice voleva usare la genitrice e me come modelle per “una madonna con bambino”, ma che mia madre, santa donna, disse di no. Saggiamente visto che esiste un mio ritratto abominevole, sempre geniale idea di mia nonna, per cui sono stata sbertucciata per anni e che le avevo tassativamente ordinato di far sparire. Ovviamente lei ha fatto di testa sua e lo ha nascosto in un baule convinta che prima o poi avrei rivisto la mia posizione e non solo, ha promesso all’uomo di mostrarglielo alla prima occasione buona. E la sottoscritta, con la benedizione della genitrice che detesta quella crosta tanto quanto me, dovrà improvvisarsi Lupin, introdursi di nascosto in garage, forzare il baule, individuare “la crosta”, darsi al furto e distruggere la prova una volta per tutte. Il tutto prima di giovedì, giorno in cui mia nonna e l'uomo si danno appuntamento al garage per due chiacchiere.

Postato da: calzinospaiato alle 14:38 | link | commenti (4) |
casa calzino

Sabato casalingo

Mi sono svegliata inversa sabato. Praticamente intrattabile e per farmela passare mi sono occupata di cose pratiche. Tipo far andare due o tre lavatrici a pieno regime. Darmi alla pulizia della casa/cuccia. Occuparmi del mio ingresso fiorito. Cercare il regalo giusto per il nonno. Andare in serra a prendere i fiori da mettere sulla finestra. Trascinare l’uomo malmostoso a comprare la camicia giusta per il matrimonio. Andare a bere il caffè dalla vicina per fare due chiacchiere. Robe così, semplici e antistress. E per finire abbiamo ordinato una pizza e ce ne siamo stati beati a casa sul balcone a goderci il fresco ed i gatti bisognosi di coccole. Ora di sera del malumore non c’era più traccia.

Postato da: calzinospaiato alle 11:02 | link | commenti (6) |
it s a good day

Due volpi

Dove abita la genitrice domenica era un delirio per la stracittadina e pur possedendo una macchinina che sta ovunque non c’era verso di parcheggiarla nemmeno in tripla fila, così ’uomo s’infila nel parcheggio di una scuola, aperto per l’occasione. Nei cento metri che ci separano dal cancello di mia madre domando se è sicuro che non lo chiuderanno, torniamo indietro, verifichiamo che non ci siano cartelli e la sventurata, che sarei io, si lascia convincere che sia un’idea geniale parcheggiare la spaiatamobile lì. Si mangia come dei tacchini all’ingrasso,  si brinda un sacco di volte alla salute del festeggiato, il nonno scarta i suoi regali, gli si fa un reportage mentre spegne la candelina dei novant’anni, si ride, la nonna mi riempie una sportina di avanzi che basteranno a sfamarci da qui alla settimana prossima e si va alla macchina, ma il cancello è chiuso. La macchina è irrecuperabile e con lei due chili di banane, la pappamici ed il telefono della sottoscritta. Mio padre ci accompagna a casa mentre non si riesce a smettere di ridere e stamattina il geometra, un santo, mi passa a prendere e mi lascia davanti al cancello mentre il bidello, che aspetta il proprietario della ka abbandonata, mi fa un cazziatone manco fossi un’alunna della scuola. Ed è solo lunedì.

Postato da: calzinospaiato alle 09:24 | link | commenti (10) |
ops i did it again

sabato, 27 maggio 2006
Preferenze

Ho in mano una rivista femminile che mi ha dato la genitrice di circa un chilo e mezzo di peso. Che già di per sé ti passa la voglia di sfogliarlo che ti fanno male le braccia a tenerlo in mano. Ma quello che più mi infastidisce è che quasi tutti gli articoli sono sulla pagina sinistra. Su quella destra, la più comoda quando ti dedichi alla lettura, solo pubblicità. L’ho abbandonata al secondo articolo.

Postato da: calzinospaiato alle 11:06 | link | commenti (2) |
ops i did it again

venerdì, 26 maggio 2006
Troppo rustica?

Alla dentista la Romagna non è piaciuta, anche se non mi è chiaro cosa si aspettasse di diverso. Io mi sono fatta l’idea che siano stati due giorni troppo ruspanti per una abituata ai lussi di alberghi a 5 stelle, che pure non mi fanno schifo, ma vivo bene anche senza. E  se si fosse adattata alla vita da comune (tutti prima o poi sostavano in camera nostra)  qualcosa di buono l’avrebbe trovato. Andare in bicicletta all’alba per la campagna, raccogliere conchiglie e fare castelli di sabbia con Giulia, mangiare all’ombra della pineta una piadina fatta al momento, camminare sull’erba appena tagliata a piedi scalzi giocando col cane, ricevere in regalo un quadrifoglio mentre stai raccogliendo le fragole nel campo per colazione, i fossi e la campagna punteggiati nella notte da migliaia di lucciole.  Io non avrei potuto chiedere di meglio. Forse sono troppo rustica.

Postato da: calzinospaiato alle 17:26 | link | commenti (14) |
ops i did it again

Questa mi mancava

Questa mi mancava. Pausa pranzo, io e la Berta decidiamo di andare in spiaggia. Sarà l’antidolorifico, sarà il pasto frugale, sarà la serie di cazzate che abbiamo infilato una via l’altra, ma al ritorno siamo state prese da una incontrollabile ridarella, di quelle che anche il semaforo verde ti fa ridere fino ad avere le lacrime agli occhi. Meglio di una sbronza. E che eravamo ubriache lo devono aver pensato anche i poliziotti che ci hanno fermate visto che nemmeno di fronte alla divisa siamo riuscite a controllarci. Il risultato è stato il test del palloncino alla sottoscritta alle due del pomeriggio. E se metto fuori la testa dall’ufficio, la Berta è ancorà lì che ride.
 

Postato da: calzinospaiato alle 14:36 | link | commenti (4) |
it s a good day

Di famiglia, di cene e di scatolette da salvataggio

Le genitrice tiene gusti selettivi in fatto di cibo. Se dovessi fare un elenco di cosa non mangia si farebbe sera, si fa molto prima a contare sulle dita quelle che mangia. Due o tre, sempre le stesse, ma cucinate in maniera diversa. E io sono cresciuta come lei, spitinfia a tavola da far saltare i nervi a chi tentava di nutrirmi. Poi, un giorno, di punto in bianco, ho preso ad assaggiare, sperimentare ed assaporare gusti che fino a cinque minuti prima piuttosto di provare un boccone per curiosità mi sarei fatta cavare un dente. Nessuno si spiega cosa sia scattato nella mia testolina cocciuta da farmi fare un ribaltone culinario tanto improvviso quanto sorprendente, io no di certo, ancora meno la nonna per la quale sono stata la disperazione per anni. Mia madre no, lei è rimasta com’era, nonostante abbia sviluppato una capacità in cucina da massimo nella Guida Michelin. Per lei andare a cena da conoscenti rimane un punto interrogativo, non sa mai se ci sarà qualcosa di vagamente mangiabile secondo i suoi gusti selettivi, così, per non sbagliare gira con una scatoletta di tonno nella borsa. Oggi mi ha confessato di averne messa una anche venendo a cena da me l’ultima volta, così, per sicurezza, ma di averla presto dimenticata. In pratica, mi si chiede per quando è fissato il prossimo invito. E la sottoscritta che mangia di tutto, ma cucina bene poca roba e sempre se il robot malefico decida di funzionare è già in ansia da prestazione.

Postato da: calzinospaiato alle 10:38 | link | commenti (4) |
ops i did it again

Auguri nonnetto

Una settimana fa ero a pranzo dai nonni.
Nonno: andate in Romagna voi due (cugine)?
Spaiata: eh, si, partiamo domani sera.
Nonno preoccupato: ma non state via molto, per l’altra domenica ci siete?
Spaiata (mentre gli fa l’occhilino): certo, mica ce ne siamo dimenticate, bisogna festeggiare i tuoi novanta anni.
Il nonno si mette a ridere.
Nonno: dopo i novanta pensiamo ai 91.
E lui non sa. Non sa  come vorremmo regalarglielo davvero un altro compleanno con tutta la famiglia riunita intorno ad un tavolo a festeggiarlo in pompa magna.

Postato da: calzinospaiato alle 09:19 | link | commenti (12) |
casa calzino

giovedì, 25 maggio 2006
Eterna indecisa

Sto seriamente prendendo in considerazione di correre alla stracittadina domenica mattina. Niente di che, son nove chilometri, che, però,  dicendo la distanza ad alta voce a me sembra come dire da qui a Milano e ritorno. Manco di allenamento, anche se ieri ne ho fatti sei in scioltezza. L’uomo, carino, si è subito proposto di seguirmi in bicicletta sia per supportarmi con la sua presenza, sia per incentivarmi (e qui non oso pensare a cosa mai potrebbe dirmi) e, eventualmente, caricarmici come un cencio. Anche la cugina si è offerta, mentre la Berta, compagna di corsa, mi ci ha mandata, cosa che interpreto come un non voler partecipare all’impresa. Rimango comunque indecisa sul da farsi.

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varie ed eventuali

Post sfuriata

La classica (telefonata) delle cinque tra me e l’uomo.
Uomo: pronto? parlo con Spaiata Benvenuti?
Spaiata: no, ha sbagliato numero. Click.
Risuona il telefono.
Uomo: ero io, prendevo in giro la mia “pugilessa”.
Spaiata: ?
Uomo: sai il paese è piccolo, la gente mormora. A casa tutti parlano di te, giurano di aver temuto che ti partisse la ves e che hai messo ko un omone quattro volte te. Ti temono, il cat-sitter ti ha regalato un cestino di fragole, dice che bisogna tenerti buona.
Spaiata: scemo, piuttosto come sta il gattomummia?
Uomo: la pietra dello scandalo sta benone e poi sa che ci sei tu a difenderlo quindi dorme sonni tranquilli sul balcone.

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casa calzino, gattofuffa

Furia spaiata

Sono di indole passionale, ma per educazione ho imparato a contenermi assimilando generazioni di autocontrollo. Ma diciamocelo, devo aver pur preso qualcosa da mio padre se ogni tanto mi lascio prendere la mano. Oggi ho litigato in maniera furibonda con un villeggiante della domenica incurante che l’uomo abbia le dimensioni di un armadio a 4 ante. L’ho sentito dire al suo cane “prendi il gatto rosso”, ha mollato il guinzaglio ed il cane è partito all’inseguimento del Calza ferendolo alla coda. Non ci ho più visto e con la grazia di Tyson dalla mia bocca sono uscite le peggio cose che pure il cat-sitter e famiglia sono usciti a vedere cosa stava succedendo. L’omone ha cercato di ribattere a tono, ma ero fuori dalla grazia di dio: non sono stata soddisfatta finchè non ha detto che gli dispiaceva, che non si sarebbe ripetuto e che la parcella del veterinario era a carico suo. A quel punto, tornata placida, ho girato su i tacchi e me ne sono tornata a casa col gattone spaventato. Guai a toccarmi i felini di proprietà.

Postato da: calzinospaiato alle 14:48 | link | commenti (25) |
casa calzino, gattofuffa

Sovraffollamento

Stamattina sul letto c’erano la micia appiccicata al sedere tutta fusona, il gatto di proprietà che si faceva abbracciare come un peluche e Stringa, gatta a mezzo servizio, sotto al letto dove ci si è infilata appena l’uomo ha aperto la porta. Presa un po’ di confidenza è passata anche lei a conquistarsi un suo posticino sul letto. Il civico 33 sta diventando un tantino sovrapopolato durante le battute finali del mio sonno. Senza dimenticare la faina, che ha trovato una cuccia comoda sul nostro zerbino. Che voglia farsi adottare anche lei?

Postato da: calzinospaiato alle 09:23 | link | commenti (16) |
ops i did it again

mercoledì, 24 maggio 2006
3 cose

Tre cose:
1) ne ho combinata una in ufficio, di quelle a scoppio ritardato, così che quando non ci pensi già più la magagna ti scoppia tra le mani a sorpresa e ci metti un tot di tempo ed un numero indefinito di documenti per capire dove hai toppato, alla grande.  Poi non ti resta che cospargerti il capino di cenere e presentarti dinnanzi al capo con la prova dello strafalcione da te commesso, sperando che abbozzi.
2) nella strada davanti a casa è ceduto di nuovo l’asfalto lasciando aperto un buco ed i gatti di proprietà sostano lì tutto il giorno aspettando che ne esca chissà che roba. Dubito di riuscire a ricondurli a casa, quel buco li attrae troppo per allontanarsene, stasera gli servirò la cena lì, al domicilio provvisorio.
3) in cerca di gratificazioni - dopo la lavata di capo - ho fatto un giro per negozi alla ricerca di un banale jeans bianco. Il nulla, eppure non credo di aver chiesto l’improbabile: il jeans si porta tutto l’anno ed il bianco fa tanto estate, possibile che nessuno abbia pensato al binomio nello stesso pantalone per accontentarmi?  

Postato da: calzinospaiato alle 16:33 | link | commenti (12) |
varie ed eventuali

Finalmente

Finalmente un pò di sole per stendere i panni ad asciugare. Mica per niente, avendo finito la scorta di mutande, stavo intaccando quella di costumi.

Postato da: calzinospaiato alle 14:32 | link | commenti |
it s a good day

Gatto di marmo

Stamattina alle otto ero già in macchina. Il Calza se ne stava placido davanti al Comune a curiosare in compagnia del vigile del paesino. Quando mi vede prima si fa di marmo e si mimetizza dietro un filo d’erba convinto di non essere stato scoperto dove non deve andare, ma visto che m’avvicino s’incunea dentro un tombino. Il vigile è stato tentato di farmi la multa per aver parcheggiato in divieto di sosta, ma ha rinunciato,  mosso a compassione quando mi ha vista incuneata a mia volta nel tombino nel vano tentativo di recuperare il micio speleologo. Al fischio spuntavano fuori solo orecchie e vibrisse, il felino sa benissimo di averla combinata e non vuole sapere di uscirne. Solo l’infradito può dove non arrivano le madonne, me la sfilo, gliela mostro minacciosa – che non la uso, basta solo agitarla davanti al muso – e il briccone prende la strada di casa. Peccato sia un gatto dal culo pesante così mi tocca caricarlo in macchina, lato passeggero, e lasciarlo davanti al convento, roteargli ancora un paio di volte l’infradito per assicurarmi che abbia ben capito e andare a lavorare.

Postato da: calzinospaiato alle 11:27 | link | commenti (14) |
gattofuffa

Nuovi arrivi al civico 33

La faina protagonista dei racconti horror della Silvana deve essersi spinta qualche curva più sù in cerca di nuovi pollai da spopolare. Ho un’immagine di ieri notte: l’uomo affacciato alla finestra della camera, mi dice che c’è fuori uno strano gatto, guarda meglio, mi dice che lo strano gatto è una faina. L’uomo conferma tutto, non era un sogno, ma è davvero successo. Dice, lui, che ho urlato, contato i felini di proprietà sul letto e che mi sono girata dall’altra parte. E abbiamo un approccio diverso noi due con la nuova presenza nella via: lui stanotte si è appostato sul balcone nella speranza di farle una foto, io ho dato il coprifuoco ai ra-gatti, niente perlustrazioni dopo le otto di sera, si sa mai che un certo gatto panciuto catturi la sua attenzione.
 

Postato da: calzinospaiato alle 09:12 | link | commenti (8) |
varie ed eventuali

martedì, 23 maggio 2006
Mondo Gatta

Madre di famiglia con creatura e genitrice al seguito e la panza di fuori Vs donna arruffata e maglia impelata (manco avessi fatto una zuffa con un gatto). Ci siamo salutate in modo sobrio: le sono saltata in braccio rischiando il ginocchio contro un panettone di cemento, urla e schiamazzi, baci e abbracci, qualche parolaccia affettuosa, presentazioni di rito con la Titty, saluti al nipotino affamato e via. Si, la Gatta è sbarcata davanti all’ufficio alle 12.02 come aveva assicurato il navigatore senza cui non fa un passo. La poverina ha pure mancato il geometra per un soffio – ci teneva a conoscerlo – e ha toccato con mano l’anda da messicano durante la siesta che hanno al mc donald’s del paese, nonché la loro proverbiale prontezza nell’ordine. E mentre ci aggiornavamo siamo state al civico 33 e a Poggio Radioso per la sua approvazione a proseguire nelle trattative. E tutte le volte rimpiango che noi due non si sia più vicine, saremmo la disperazione di mariti/compagni: perennemente in chiacchiera assemblando i manufatti più svariati ed improbabili.

Postato da: calzinospaiato alle 14:48 | link | commenti (2) |
it s a good day

Oggetti superflui

Il portafoglio della sottoscritta contiene di tutto: la patente, il passaporto, carta di credito, tessere varie, fotografie, biglietti da visita dei posti che mi piacciono, frasi speciali scritte dove capita, antidolorifici, la lista della spesa che s’allunga di giorno in giorno, numeri di telefono, di tutto tranne i soldi. Ho questa cosa qui, che i soldi o li sparpaglio a vanvera nella borsa o li infilo in tasca e quindi il portafoglio sarebbe del tutto superfluo se non fosse per la cianfrusaglia di cui sopra. Che poi torna comunque utile quando, al verde,  trovi venti euro dimenticati,  lavati e stirati nella tasca dei jeans. La stessa sorte alla rinfusa ha “la cassa” dell’ufficio per cui c’è una tasca dedicata, quella di sinistra sul sedere. Stamattina, mentre in equilibrio precario, cercavo di infilarmi i jeans i cinquanta euro del capo sono caduti nella tazza del wc. Il resto è stato questione di attimi: la gatta che alla mattina è la mia ombra si è seduta sul pulsante e ha tirato l’acqua, io lì in piedi inebetita dall’acqua senza decidermi se far fuori la micia o gettarmi in ginocchio all’inseguimento dei soldi, la banconota che, vivaddio, si  incastra e io che, abbracciando la tazza grata per non aver inghiottito  il soldo, provvedo al recupero manuale della stessa, la Ciabattina che curiosa sovrintende ai lavori di recupero subacqueo. Certe madonne.

Postato da: calzinospaiato alle 11:13 | link | commenti (16) |
ops i did it again, gattofuffa

Di corsa

Ho fatto bisboccia con qualche amico durante il fine settimana, diciamo pure che non mi son fatta mancare niente, piadine comprese. Ieri sera mi sono dedicata al jogging sentendomi una schifezza. Solo per i primi cinque minuti in cui piedi e gambe mi sembravano macigni ed il fiato cortissimo. Poi scatta qualcosa e non sento più la fatica e  arrivo a casa soddisfatta, con la voglia che arrivi in fretta mercoledì per ricominciare.

Postato da: calzinospaiato alle 10:04 | link | commenti (6) |
it s a good day

lunedì, 22 maggio 2006
Maglia rosa

Fa strano vedere in televisione i posti dove sei nata. Ed i posti in cui ami fare immersione,  il giorno dopo. Il giro d’Italia è passato da queste parti.

Postato da: calzinospaiato alle 14:31 | link | commenti (2) |
varie ed eventuali

Sorprendersi

Credo di averlo sempre saputo. Che cinque anni insieme non sono certo una vita, ma un bel pezzetto di strada di sicuro. Io e l’uomo ci siam proprio trovati, siamo due cazzari che si danno corda e a cui, per intendersi, basta un’occhiata. E basta poco, pochissimo, per farci ridere. Un paio di occhiali “da mosca” della cugina e noi conversiamo con “bzzzz, bzzz” da Modena a  Reggio tra attacchi di ilarità inconsulta e ci capiamo pure. Non credo di poter più pensare ad Ancona senza associarla alla nostra finta fuga organizzata su una spaiatamobile prossima al decollo o ad una susina senza sghignazzare. E son queste le cose che ti legano, che fanno di cinque anni una bella fetta di strada, ricordi e battute che le capisci in due, al massimo in tre se consideriamo una cugina il più delle volte allibita. Ed è bello non darlo per scontato ed ogni tanto sorprendersene di nuovo, anche dopo cinque anni.

Postato da: calzinospaiato alle 11:08 | link | commenti (14) |
it s a good day

Pedalando in bicicletta

Di questi due giorni romagnoli – splendidi – una cosa mi rimarrà più di altre. Il tifo da “giro d’Italia” dell'uomo quando alle sette di mattina, ancora in pigiama, mentre gli altri dormivano, mi ha vista inforcare una bicicletta trovata e costeggiare i campi senza cadere. Lui già pensa in grande, vuole fare il giro del lago insieme, per me è già tanto così visto che ho appena imparato ad andarci in bici.

Postato da: calzinospaiato alle 09:10 | link | commenti (12) |
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venerdì, 19 maggio 2006
Dubbi

 
Parto alla volta della banca tagliando per le stradine strette del paesone. Davanti a me due ragazzini di un’età variabile tra i tredici e i quindici anni. E la sottoscritta che legge qualsiasi etichetta le capiti a tiro, eccetto le istruzioni, poteva non leggere le grandi scritte gialle su fondo nero della maglietta di uno dei due? No e quindi, sotto “illegal” una bell’elenco di droghe.  Hashish, marijuana, lsd, cocaina, moma. Moma? Che roba è? Dubito sia l’omonimo  museo.

Postato da: calzinospaiato alle 17:33 | link | commenti (12) |
varie ed eventuali

Si parte

Pronta. Gambe lissssie. Valigia fatta, manca solo che l’uomo decida cosa portarsi in completa autonomia. Macchina a posto. Gattoni sistemati con istruzioni al cat-sitter ampiamente fornite. Scorta di pappamici da far invidia ad una colonia felina. Uscita di un’ora prima conquistata. Manca solo che alle sei vengano a prendermi e di recuperare la cugina in quel di Milano. Poi autostrada direzione Cesena per due giorni di mare.
Ed ora un pò di fatti miei.
Cugina so che leggi: alle sei ritrovo davanti al mio ufficio con le macchine accese, ti faccio uno squillo quando sto per uscire, tempo previsto d'arrivo, ad una velocità di crociera che permetta alla spaiata mobile di non decollare, un'ora. Posizionati, valigia munita, dove sai, prima della sbarra che così nemmeno rallentiamo e ti preleviamo in corsa. Ricordati costumino e asciugamano considerato che il meteo dovrebbe graziarci.  

Postato da: calzinospaiato alle 14:40 | link | commenti (7) |
varie ed eventuali

Gatto da guardia

Il gatto da guardia si posiziona maestoso all’ingresso, come le statue di leoni birmani che si appendono alle porte ad attirare la buona sorte, e controlla la proprietà pronto ad  intervenire a difenderla se necessario. Secondo me il Calza è un micio bellissimo, ma forse non sono obbiettiva.

Postato da: calzinospaiato alle 10:55 | link | commenti (26) |
gattofuffa

Racconti mattutini

Mi son sempre piaciuti i racconti dell’orrore. Ma ora chi ne ha più bisogno? Basta incontrare la Silvana la mattina, darle un passaggio e ascoltare il resoconto, con dovizia di particolari sanguinolenti, delle gesta di una faina che le ha sterminato polli, galli e galline. La racconta così bene che potrebbe farci un libro di successo.  

Postato da: calzinospaiato alle 09:07 | link | commenti (6) |
varie ed eventuali

giovedì, 18 maggio 2006
Letture quotidiane

Letture spaiate dell’ultima settimana: il Moggigate che quando pensi di aver letto il peggio salta fuori qualcosa d’altro ed il resoconto del crac Finpart da 500 milioni di euro dove il maggior finanziatore era la banca del paesone. Quella dove  ci sono i miei risparmi, per intenderci. E che non risparmia sorprese. Negative, of course. 

Postato da: calzinospaiato alle 17:41 | link | commenti (4) |
varie ed eventuali

Sottochiave

Se c’è una cosa che m’imbufalisce è trovare il rotolo di carta igienica finito al suo posto come se niente fosse. Cambiare il rotolo sul momento e abbassare la tavoletta dovrebbero essere le prime istruzioni di sopravvivenza che una genitrice trasmette al proprio figliolo per una – felice – convivenza futura con un essere di genere femminile. L’uomo mio queste cose le sa ed infatti viviamo serenamente sotto lo stesso tetto da cinque anni, in ufficio, ahimè, non ci riuscirei nemmeno per un mese considerati i soggetti con cui condivido il bagno. Si, perché se c’è un’altra cosa che mi fa incazzare ancora di più è un solo miserabile strappo – che giustifichi il non cambiare rotolo – e che mi costringa a dirigermi a braghe calate verso l’armadio che contiene la scorta. Se poi la scorta non c’è – il che significa che l’ultimo non ha segnato sulla lista l’emergenza – e mi tocca andare al super d’urgenza per sanare la mancanza allora mi trasformo nella sorella gemella dell’incredibile Hulk, poco propensa al dialogo, ma soggetta a rappresaglie. La carta igienica l’ho chiusa in cassaforte, voglio vedere per quanto tempo ne fanno a meno ed il primo che parla.

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Moccolo e soci

La nonna non butta via niente ed ora ne ho le prove. Un primo sospetto lo avevo avuto quando dal nulla era ricicciato  fuori Moccolo, il peluche di cui non potevo far senza la notte e per il quale la genitrice almeno due volte ha dovuto scomodare suor Carla per farsi aprire l’asilo fuori orario cercando l’orso disperso. Bhè, di Moccolo me ne sono liberata alla veneranda età di vent’anni e a trenta, tel lì, come se niente fosse scopro che convive coi nonni. Ieri sera si parlava di bambini piccoli, la nonna sparisce, sento che rimesta in qualche cassetto e, ta dà, salta fuori la scatola in cui conservavo le cianfrusaglie: sabbia di Igea Marina, gli orecchini di legno a forma di ghiacciolo morsicato, il temperino con cui Rido mi ha temperato l’indice,  la collezione completa di scarpe della Barbie, ecc., ecc. Tutta roba di vent’anni fa e che mia nonna ha tenuto da qualche parte in attesa di sorprendermi. Ora ho paura di cos’altro potrebbe materializzarsi dal passato: magari il ritratto orribile che mi ha fatto il signor Sena e che mi ha giurato di aver eliminato affinché nessuno potesse mai più sbertucciarmi o la Barbie pelosa a cui avevo attaccato ciuffi di peli con l’attack per mettere in pratica la strategia migliore per disboscarmi la prima insignificante peluria sulle gambe.

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ops i did it again

Preparativi in corso

Preparativi in corso per il fine settimana in Romagna ad alta densità di amici: ottenere un’ora di permesso, preparazione valigia, sistemazione felini di proprietà, disboscamento, suddivisione macchine, accordi con i parenti agriturismo muniti, sperare nel meteo.

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it s a good day

mercoledì, 17 maggio 2006
Andar per argini

Puntuale come sempre, ho portato la macchina dal gommista per togliere le gomme termiche da neve. A tal proposito forse dovrei pure decidermi a tirar giù la ghirlanda di natale, ormai spoglia di cuori imbottiti, palle e fiocchi fuori dalla porta. Comunque, il gommista fa il suo dovere, mi riporta le chiavi in ufficio e mi informa di aver posteggiato la macchina sull’argine. Non specifica quale e lungi da me chiederglielo anche se il paesone di argini ne è pieno. Metà della pausa pranzo l’ho passato cercando a vanvera nei dintorni partendo dall’argine ovvio e via via arrivando a quello più improbabile. Ecco, la Spaiatamobile era lì.
 

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ops i did it again

Ricevo e pubblico

Ricevo e volentieri pubblico:
“Per tutti i gatti rossi, mi son presa l’influenza felina, lo sapevo io che dovevo mettermi il pellicciotto mezza stagione per uscire. Comunque una roba piuttosto seccante per una micetta vispa come me abituata a smontare tutto quello che mi capita a tiro. Di certo io e la bipede abbiamo feeling e mai mettersi tra una ra-gatta costipata e la sua bipede felpata. Lei ha capito subito che qualcosa non andava ancora prima che le sbavassi tutto il pigiama (e non mi ha neppure minacciata con la ciabatta) e si è presa cura di me: mi ha imboccata con tanta pazienza e quando è andata a lavorare sapeva di tonno, mi ha servita nella cesta e dopato l’acqua pur di farmi assumere la medicina. E poi ha dormito sul divano con me che volevo starle appiccicata a tutti i costi anche se sbavavo un po’, così mi ha fatto una cuccia con un asciugamano vecchio, se l’è messo vicino, io mi ci sono acciambellata e mi sono lasciata strafugnare per incoraggiamento. Oh, le coccole son meglio dell’antibiotico per i micetti: stamattina stavo molto meglio e sono già uscita a fare l’orangutan sulle palme davanti a casa. Grazie per gli auguri di pronta guarigione ed i grattini sparsi.”
Vostra affezionata Ciabattina.

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gattofuffa

Laure ad honorem

In ufficio sono tutti laureati in “scienza della manodopera sui  fax” e dopo anni si scopre che il tecnico che paghiamo non serve a una fava e pure  le istruzioni per l’uso in dotazione col fax in questione di fronte a tale conoscenza approfondita sull'argomento sono completamente superflue. Ognuno dice la sua e si adopera per confutare  la propria personale teoria smontando il fax e mettendoci mano a vanvera. Peccato che poi i pezzi non tornino esattamente alla loro collocazione originaria – nel fax – ma vengano abbandonati privi di alcuna applicazione sulla scrivania della sottoscritta. L’unica che in merito non ha espresso un parere è anche l’unica che si ritrova, scomodando tutta una lista di santi, a cercare di rimetterlo insieme. Adesso i fogli escono da un’altra parte rispetto a prima, ma funziona e, conoscendo i miei trascorsi col robot da cucina, la cosa  è un evento storico quanto la scoperta del fuoco e vale come una laurea ad honorem conquistata sul campo. Non solo, essendo diventata un'autorità in materia ho proibito a tutti di maneggiare il fax per evitare di spendere altre ore nell'hobby dell'assemblaggio alla spaiata.

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no work team

Brevi

Dall’ufficio: sistemarmi su una sedia “da testimone” in tribunale mi appariva accogliente come l’Ucciardone. Ed il geometra mi sbertucciava pure. Bene, pare non sarò da sola, pure lui si è beccato la convocazione tra l’usco e il brusco. Ora ride molto meno. Da casa: dal numero di muffin e generi di conforto vario che mi trovo sulla scrivania per merenda dev’essere che la genitrice si è convinta che mi sto stropicciando troppo con tutta questa corsa dopolavoro. Dal civico 33: la gattona sta meglio, ma che notte movimentata ragazzi. Dal bar a fianco: se mercoledì a correre c’eravamo solo io e la Berta, venerdì c’era anche la signora del bar e ieri sera si è aggiunto pure il figlio ed il vicino che legge il futuro nelle pietre. La sottoscritta fa il passo e loro mi seguono e fa tanto Forrest Gump. Dalla Lombardia: la Gatta dice che in settimana si passa una pausa pranzo da me e da quel momento il nubifragio. Le lenzuola mi son ben guardata dal stenderle, non dipende da me questo tempo da lupi.

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varie ed eventuali

martedì, 16 maggio 2006
Dipendenze

Ci sono regole non scritte che una ragazza saggia e assennata dovrebbe scrupolosamente osservare. Una delle tante è di tenersi alla larga da qualsiasi attività possa generare dipendenza. La sottoscritta non saggia e nemmeno tanto assennata se scovando in internet il gioco Find it lo ha provato e ne è rimasta assuefatta.

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Post per gattofili

Post per gente con gatti di proprietà. La micia pare abbia preso un’influenza che gira ultimamente. O almeno così dice il veterinario dopo un consulto telefonico. Non mangia, beve tantissimo, è sempre sul copertino muccato, starnutisce, ha gli occhi lacrimosi. A me fa una pena infinita vedere la vispa teresa così ed ho passato la pausa pranzo ad imboccarla facendomi leccare le dita con la pappa pur di darle l’antibiotico. Quello che non mi convince sono le bavette che perde anche mentre dorme. Qualcuno di voi ha avuto un gatto influenzato? I sintomi son questi (bavette comprese)? Grazie né e mi scusassero, son una bipede apprensiva coi felini di casa.

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gattofuffa

Mini wish list

1. Un binocolo da usare in montagna. Non necessariamente di quelli all’ultimo grido, anche quello preso con i punti giesse va bene uguale. L’importante è che se mi viene in mente di voler “guardare altrove” io possa estrarlo dallo zaino e, tra l’altro, avere una buona scusa per fermarmi cinque minuti a guardare.
2. Un terzo micio, benché quando sono sul divano ho già tutte le braccia disponibili occupate a reggere i due gatti di proprietà. Ma c'è sempre l'uomo con altre due braccia accoglienti.
3. Farne qualcosa della mia capacità di immaginare un rudere malmesso in una casa finita, arredata e vivibile. Che è poi la mia grande passione.

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ops i did it again

Cominciamo bene

Sono le nove e venti e sono già tornata dal commercialista, dalla banca e dalla posta. Attendo di parlare col veterinario per il raffreddore della gatta. Ed ho già avuto a che fare col deficiente automunito della giornata. Sto a posto.
 

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varie ed eventuali

lunedì, 15 maggio 2006
Ups

Il migliore amico fa anche lui l’agente immobiliare e ha a che fare, esattamente come il nostro ufficio, con la pratica -  piuttosto gettonata - del baratto che alcuni clienti operano piuttosto che pagarti una parcella. I nostri ci pagano in cioccolatini, verdura, lavaggi gratis di cappotti, ecc., i suoi almeno dispensano macchine digitali ed altri beni simili ed è arrivato da me tutto orgoglioso con il "gingillo" nuovo per un tour fotografico inaugurale.
Amico (che tenta di convincersi di aver fatto un affare): poteva andarmi peggio, almeno è un bel pagamento creativo.
Spaiata: bhè si, piuttosto che otto chili di ravanelli che ormai mi escono dagli occhi.
Amico (modalità San Tommaso): ed ho controllato, questa digitale marca vattelapesca vale almeno duecento e fischia euro.
Spaiata (modalità stronza soprapensiero): marca vattelapesca? La danno con novemila punti al supermercato. L’amico è rimasto interdetto per cinque minuti realizzando che i clienti in pratica potevano anche non averlo pagato in modo così creativo come volevano fargli credere.
Spaiata: ora che lo so per il tuo compleanno azzero la carta punti giesse. 
Amico: carogna, come sempre.
Il tour fotografico però lo ha ampiamente ripagato.

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ops i did it again

Il bucato va fatto di lunedi'

Immaginiamo che la Spaiata debba andare a cena nel ristorantino sul lago col glicine a far da pergolato. Supponiamo che la stessa decida di mettersi ai piedi i sandali nuovi con la zeppa che aveva nella scarpiera da mesi ed aspettava solo il momento (temperatura) giusto per indossarli. Ipotizziamo che, essendo sabato,  abbia pure fatto il bucato del sabato ed abbia steso le lenzuola ad asciugare al sole. Tenendo conto delle premesse sueposte cosa poteva succedere? Si, un diluvio improvviso con fuggi fuggi generale verso la tettoia acchiappando quello che capitava o che si riteneva più importante: la dentista ha preso la bambola della figlia, suo marito la figlia, l’uomo il pane ed i grissini, mia cugina le borse, io sono scappata col vino nella mano destra ed il piatto di cozze in quella sinistra. Ho deciso che il bucato del sabato, d’ora in poi andrà fatto di lunedì.

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Da zero a dieci.

Da zero a dieci. In una settimana. Dopo un inverno passato in totale pigrizia – se togliamo qualche sciata – l’ultima settimana è stata all’insegna del movimento miomalgrado. Due sere a correre con la Berta, una sera a passeggiare in Trinità con l’uomo, una domenica a camminare in montagna scoprendo le grotte dei partigiani e, siccome non ne avevo abbastanza, a bere il caffè a piedi al paese sopra il nostro passando  per la vecchia strada bella ripida. Normale che oggi mi senta uno straccio, che abbia dolori diffusi, ma che sia anche di buon umore. Non si può certo dire mi sia risparmiata.

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sabato, 13 maggio 2006
Gli sto sulle palle

Noi due proprio non si va d’accordo, nonostante la simpatia che ho provato per lui a prima vista, rimane la totale assenza di feeling. La cucina è troppo piccola per contenerci entrambi: tra la sottoscritta ed il robot da cucina è cominciata fin da subito quel desiderio di rivalsa  che scatta quando non capisci chi ti sta di fronte. La prima volta che l’ho usato ho sfiorato la crisi di nervi perché non voleva saperne di frullare gli ingredienti per i pomodori ripieni (l’avevo assemblato male e il dispositivo di sicurezza faceva si che non si mettesse in moto), ci ha pensato poi l’uomo a montarlo a modino. La seconda volta ancora non voleva accendersi (avevo dimenticato di infilare la presa), ci ha pensato poi l’uomo a farlo per me. La terza volta che avrei voluto usarlo non si trovava il pezzo C come da istruzioni, ho smontato la casa, ribaltato credenze, svuotato cassetti, insinuato che fosse stato fatto sparire apposta, ci ha pensato poi l’uomo a ritrovarlo dopo due mesi in fondo alla lavastoviglie. La quarta volta che volevo frullare i topinambour l’ho guardato per dieci minuti buoni in azione per poi scoprire che frullava a vanvera, ci ha pensato poi l’uomo a rimettere la lama al posto giusto. Mi sono fatta l'idea di stargli sulle palle e a pensarci bene, loro due vanno molto più d’accordo rendendomi addirittura superflua nel mio regno. Io però non m’arrendo, prima o poi il malefico robot da cucina farà esattamente quel che dico io.

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venerdì, 12 maggio 2006
Molto motivata

Ed io che credevo di averla sfiancata per bene la Berta e di poter attaccare le scarpette da jogging al chiodo almeno fino a lunedì. Invece no, è già qui fuori intutata che mi guarda dalla porta senza tende. Motivata a tal punto che non le importa nemmeno che il cielo ci prometta l’ennesimo slavazzone.

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Sorpresa

Bibi, la mia compagna del liceo e del primo viaggio da sola, la ragazza con cui dividevo l’appartamento universitario e ogni ora di tempo libero, in pratica l’amica  con cui sono cresciuta mi si è presentata in ufficio senza preavviso. Quando convivevamo delle sei ragazze io e lei eravamo quelle con meno attitudine ai lavori domestici, ma con uno spiccato senso del cazzeggio e non mi ci sono voluti che cinque minuti per ricordarglielo. L’ho invitata a pranzo senza pensarci due volte e quando lei ha accettato ho dovuto trascinarla al super causa dispensa pietosamente deserta e comunque le ho preparato l’unico piatto su cui vado sul sicuro: pane e prosciutto. Anche nel bucato mi sono distinta rovinando tutta una macchinata di scuro con un fazzoletto di carta dimenticato nella tasca, mentre lei elencava sghignazzando mi elencava i buoni motivi per cui la genitrice non ci lasciava a casa da sole. Però in quanto a chiacchiere siamo ancora imbattibili, due ore e mezza no stop senza una pausa.

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Aiuto

Disagi in ufficio. Tanto per cominciare sono senza porta e sono esposta ai quattro venti. Poi ho tolle di vernice, pennelli, stracci e quant’altro necessario sparsi un po’ ovunque. Scale in mezzo ai passaggi. Il bagno occupato da bidoni e bidoncini. Una squadra di imbianchini con l’ugola d’oro che mi hanno deliziata con un concerto di canzoni pop a più voci. Gente che va e gente che viene manco fossimo un porto di mare. E devo stare attenta a dove metto le mani che è la quarta volta che me le lavo con l’acquaragia. Potrei sparigliare da un momento all’altro.

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MicioMocio

Alle sei circa il signor Calza è stato colpito da una voglia improvvisa di coccole – impellenti ed insindacabili - e mi si è avvicinato lemme lemme per ottenere quanto aveva bisogno. Si è appiccicato modello patella sullo scoglio e via di testate, fusi, pretese di grattini, ribaltoni a pancia in sù, calze a non finire, morsini d'amore. E’ andato avanti con le sue richieste fino a che non è suonata la sveglia sotto gli occhi increduli dell’uomo che si domandava se tutte le mattine il micio impavido si trasformava in un miciomocio a zerbino vicino alla sua bipede femmina. Si, sempre, ma di solito mi lascia dormire qualche ora in più.

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gattofuffa

giovedì, 11 maggio 2006
Star casalinghe

La mia vicina di casa, nonché cat-sitter d’appoggio al figlio che è il vero incaricato, fa la maestra. E ha due cani, di cui un pitbull che fa le coccole al Calza, cosa di per sé ridicola a vedersi. I suoi alunni spesso vanno a trovarla per vedere le bestiole canine e si imbattono nei due felini di proprietà che sanno farsi ben volere. Il che spiega il non dimagrimento del rosso visto che i bimbi ormai portano doni commestibili ai miei gatti sapendo che saranno nei paraggi. Uno in particolare, che li adora e se li strafugna appena può, oggi mi ha mandato come regalo una foto di un gattino rosso scaricata da internet per mezzo della maestra. Dietro la scritta: non mi dispiacerebbe essere un gatto per convivere con Calzetta e la Ciabattina. Inutile, in paese ormai sono due star.

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gattofuffa

Quesiti spaiati

La saggezza non sta di casa qui, quindi ci sono parecchie cose che non mi spiego. In ordine sparso. Com’è che l’imbianchino tra due marcantoni d’uomini – ce ne sarebbe anche un terzo, ma non lo calcolo per pietà – e una donna mingherlina vestita di bianco per trasportare delle ringhiere non proprio leggere sceglie la sottoscritta? Devo considerarmi una testimone non del tutto affidabile se l’avvocato per oggi ha organizzato un siparietto comico presso il suo studio per verificare che la sottoscritta, sottoposta a domande in udienza dall’avvocato della controparte, non cada in trance da timidezza e finisca col fare scena muta? Ho ragione a ritenere la spiegazione – non richiesta - di un fotografo di mestiere sulla regola dei 2/3 fatta davanti a una foto da me scattata non valida come pagamento? Perché lui sarebbe convinto del contrario.  E’ lecito avere il desiderio di sputare in un occhio al villeggiante che porta il suo alano a fare i bisogni davanti a casa mia? Perché se mi vesto pesante fa caldo e se invece ho solo una magliettina a maniche corte fa freddo che nemmeno ad ottobre? Posso sentirmi autorizzata ad armarmi di rotolone da plotter sperando di avere sufficiente mira per colpire il geometra che non mi sostituisce il sabato in cui si sposa la mia amica tedesca – e dove sarei la testimone - senza sentirmi in colpa? Solo io trovo da canna del gas l’ultima canzone di Carmen Consoli?

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varie ed eventuali

STP

Sono portatrice sana della sindrome del “troppo pieno”. Non perdo le staffe se non dopo essere arrivata all’orlo della sopportazione. Non faccio un ripulisti generale nella borsa finchè in questa non entra più nemmeno una monetina. Non dichiaro un lavoro urgente se non ho accumulato almeno 3 metri cubi di documenti sulla scrivania. Non stiro finchè 3/4 di armadio non è nella cesta dei panni da stirare. Nella fase trasloco sono rimasta bloccata sulle scale con uno scatolone perché, ahimè, mi sembrava sempre che ci stesse ancora qualcosa fino a raggiungere il quintale di peso. Ed applico questa avversione del mai troppo pieno anche al pattume: il giovedì, giornata in cui ritirano la carta, il mio sacco è sempre quello che fatica a chiudersi. Stamattina dopo essermelo caricato modello sherpa ho creduto di ribaltarmi sulla salita per il peso ed ho sentito chiaramente lamentarsene il netturbino con smadonno libero mentre mi davo al giardinaggio. Si è augurato che io faccia installare un camino – anche a sue spese - esentandolo così dal passare al mio civico per il ritiro carta, sembra sia diventata il suo incubo.

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ops i did it again

Puro effetto Spaiata

Nonostante la voglia di correre ai minimi termini, il diluvio sulla strada del ritorno ed una fame che mi sarei mangiata tranquillamente un bisonte, il “risveglio muscolare” ha avuto i suoi effetti sulla Spaiata: ottimo umore, nessun dolore, scazzo momentaneamente abbandonato e Berta messa al tappeto. Dubito che domani sera alle sette mi aspetti intutata fuori dall’ufficio.

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it s a good day

A futura memoria

Questo post è a beneficio d’inventario. Pranzo settimanale con il migliore amico: tra le altre cose l’ho portato al Poggio Radioso per fargli vedere l’ameno paesino dove avrei intenzione di trasferire il mio domicilio, quello dell’uomo e dei gatti di proprietà. Gli è piaciuto, ma di questo non avevo alcun dubbio. Mentre torniamo in città gli spiego come vorremmo farne la casa dei nostri sogni e quando mi lascia davanti all’ufficio mi dice che, se va tutto in porto, la fontanella in sasso me la regala lui. E io lo posto, qualora si dimenticasse, ha un promemoria.

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ops i did it again

mercoledì, 10 maggio 2006
Ci ho provato

Se non si fosse capito la sottoscritta è in balia di una botta di scazzo di proporzioni bibliche. E non c’è giro in serra e/o sfogliare un catalogo che mi smuova. Pure le attività che prediligo al momento mi annoiano. Pensavo di infilarmi sotto alla copertina dopo otto ore d’agonia, ma niente, mi si presenta la Berta intutata per ricordarmi che alle sette è previsto il “risveglio muscolare” con corsetta sulla ciclabile. Non ho avuto il coraggio di darle buca, anche se ho cercato di spaccarmi una rotula contro la scrivania davanti ai suoi occhi per avere una scusa sul momento. Tentativo fallito visto che mi aggiro per l’ufficio già “in divisa” da jogging.

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ops i did it again

Tutto il resto è noia

Io e la micia ci assomigliamo: con un tempo così bigio non abbiamo voglia di fare nient’altro che pisolare in santa pace. Solo che lei può, la sottoscritta no. E nemmeno il libero cazzeggio riesce a distogliermi dalla voglia di infilarmi sotto alla copertina e mandare a stendere il resto del mondo. Quasi non mi riconosco.

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ops i did it again, gattofuffa

Per dire

Sono talmente di fretta che tutti riescono a vedermi solo il derrière mentre corro trafelata da qualche parte. Che vita.

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ops i did it again

martedì, 09 maggio 2006
Nel frattempo

Sarei occupata a recuperare il lunedì di ferie, però su flickr ci sono le foto della gita fuori porta.

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varie ed eventuali, it s a good day

Cesena

Ho visto l’alba a Bologna ed un funerale che sembrava di essere nel film “Radio freccia”, ho cercato conchiglie sulla spiaggia e camminato tra il grano non ancora maturo accarezzando i papaveri, ho ammirato due persone che hanno scelto di realizzare un sogno e sono andata a cogliermi la cena nell’orto, sono stata in campagna a badare ai conigli e a cercare quadrifogli, ho chiacchierato in cucina con una donna appena conosciuta, ma con la quale ho un feeling pazzesco, sono stata accolta con affetto ed ingozzata con braciole e salsiccia alla graticola, ho passeggiato lungo il canale fotografando le barche sia di notte che la domenica mattina presto ed ho preso il ponte mobile ridendo come una bambina, ho comprato fragole in piazza delle conserve al mercato dei contadini e assaggiato il gelato ai fichi e formaggio, ho temuto di sentire la mancanza dei felini di proprietà nella notte e mi sono svegliata alle tre circondata dai quattro gatti dell’agriturismo nel mio letto, ho imparato a fare la piadina come dio comanda e sono stata abbracciata con affetto, abbiamo riso tanto io e l’uomo e stare lontano da casa per qualche giorno ci ha fatto un gran bene. Sarei rimasta là ancora un po’.

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it s a good day

Altrove

Dopo 1100 chilometri in 48 ore, aver dormito solo sette ore in due giorni ed essere stata ingozzata come un tacchino, quasi quasi riprendere a lavorare non mi dispiace. Ma un fine settimana in Romagna ci ha fatto davvero bene.

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varie ed eventuali

venerdì, 05 maggio 2006
Ragionevole dubbio

Nonostante il mio lavoro consista nel tenere a bada orde di condomini barbarici alle assemblee parlando in pubblico, la sottoscritta è timida. Che poi lo nasconda – e bene -  dietro un atteggiamento da spaiata parecchio  spavalda  è un altro paio di maniche, ma che fatica. Non aiuta il fatto che il mio fisico, forse timido anche lui,  se sono terrorizzata nel dover affrontare qualcosa che mi agita, una settimana prima si mette letteralmente in malattia: all’università non c’è stato un esame fatto senza avere l’influenza, per dire. Oggi ho scoperto per caso che mio padre mi ha indicata nell’elenco dei testimoni per una causa e c’ho già una febbriciattola sul labbro. Lui mi conosce, ma ci ho tenuto a mettere le mani avanti prima che decida di mandarmi allo sbaraglio a suo rischio e pericolo:

Spaiata: ma sei sicuro sicuro?

Genitore: massì, devi semplicemente raccontare che tipo di lavoro hai fatto per quel progetto.

Spaiata: ma siamo proprio certi che io sia necessaria?

Genitore: uhhhh, il lavoro l’hai fatto tu, certo che sei necessaria.

Spaiata: va bene, ma sappi che presa dall’emozione potrei parlare a vanvera.

Genitore: non ho dubbi, fine del tuo pietoso tentativo.

Spaiata: potrei dire di tutto, anche che ti lego la tovaglia al collo e ti costringo a fare superman mentre io dietro la sventolo facendo il vento.

Genitore: …

Spaiata: ora hai un ragionevole dubbio?

 

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varie ed eventuali, ops i did it again

Gatto cotonato

Un certo gatto rosso di mia conoscenza deve aver imparato la lezione e  si è tenuto ben alla larga da qualsiasi bidone incontrato nella passeggiata mattutina. A pranzo mi ha accolto tutto lindo e del colore originale, proprio come un gatto a modino.

N.B. notare la cotonatura post-toeletta e il disappunto ancora dipinto sul muso.

 

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gattofuffa

Punizione felina

Non auguro nemmeno alla mia peggior nemica (che, ahimè, ha pure un nome ed un cognome) di essere costretta a fare il bagno al Calza. Arriva a casa frullata dopo le otto ore di lavoro, recupera il micio munita di stick al pollo, fallo fesso per i due minuti che servono a metterlo nella vasca, a quel punto chiama i rinforzi a gran voce, placca il micione, che ormai ha mangiato la foglia, quel tanto che ci mette l’uomo ad alzare il panaro dal divano ed inizia con la toiletta al felino che con la grazia di Tyson cerca di fuggire. Io gliel’avrei anche evitato il bagno, ma il rosso puzzava come una cloaca essendo finito in un bidone di letame. Non so come, ma ad un certo punto Calzetta stava sulla mia spalla artigliando il braccio nell’estremo tentativo di aprirsi una via di fuga e allora entra nella vasca vestita  col gatto e fai toeletta con lui appiccicato modello koala. Il resto della serata l’ha passata offeso sul balcone a rifinire il lavoro fatto da noi. Prima che a qualcuno venga in mente di chiderlo, no, non esiste una documentazione fotografica: capirete, io stavo vestita nella vasca col gatto in braccio, l’uomo era occupato con la doccetta prima e a staccarmi di dosso il felino dopo e la Ciabattina non ha ancora imparato ad usare la digitale.

 

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gattofuffa

Bollettino dei naviganti

E dall’entusiasmo di una sveglia rilassata di qualche giorno fa, passiamo all’effetto Titanic. Ma piuttosto che vedere il nostro ego di chi rispetta le scadenze, preferisco non cambiare nave e salvare il salvabile. Il bollettino prevede maretta e giornata trafelata, quindi, machissenefrega, sono di ottimo umore.

 

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it s a good day

giovedì, 04 maggio 2006
Calza double face

Stavolta al Calza un bagno non glielo leva nessuno: si è presentato puntuale al piazzale al mio arrivo a casa, ma in versione double face. Da un lato il solito micione rosso, ben pulito e ben tenuto, dall’altra un randagio pieno di fango ed erba e dio sa cos’altro. Le investigazioni  sul posto e gli interrogatori ai vicini mi portano a pensare che in una gattolotta con Scarpa sia finito nel bidone del concime nel giardino del “chimico”. Ma anche se così non fosse, dopo una prima sciacquata nel catino, stasera toeletta e parrucco.

 

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gattofuffa

Convivenza

Nelle nanne la micia si convince di aver mangiato pesante, che dell’ultima mezza scatoletta di vitello alla mediterranea con spinaci poteva tranquillamente farne senza. Si sveglia con un peso, ma si rende conto che non è la pappa, ma il gatto remora a schiacciarla. Lei si rassegna che tanto di spostarlo non c’è verso ed il Calza non dorme se non sta “appiccicone” a qualcuno. Santa Gatta.

 

Postato da: calzinospaiato alle 11:12 | link | commenti (14) |
gattofuffa

Vicinato

Il vicino di casa ormai è abituato alla strana presenza spaiata, specie dopo che mi ha raccolta in mutande (di wonder woman). La sua nuova fidanzata francese molto meno non abitandomi stabilmente a fianco. Domenica mattina mentre stava parcheggiando mi ha vista arruffata passare rincorrendo i felini di proprietà in pigiama e ciabatte e mi ha guardata storta, lunedì ha assistito ad un improbabile balletto mentre bagnavo le piante  e l’ho vista chiaramente sorridere. Martedì ci si incontra al super. Saluto lui che ricambia col solito ghigno da sbertucciamento, saluto lei che risaluta poco convinta visto che non mi ha riconosciuta pettinata e vestita tutta a modino. Lui, caro, le corre in soccorso:

Vicino: elle est la fille qui appelle le chat (lei è la ragazza che chiama il gatto).

Lei: ahhhhhh (e sorride, stavolta più convinta).

Vicino: et avec le culottes de wonder woman ( e con le mutande di wonder woman).

E qui la signora mi si sbellica davanti evidentemente a conoscenza delle mie gesta. Con un’accesa tonalità bordeaux vergogna ho pagato ed ho sperato di smaterializzarmi sedutastante.

 

Postato da: calzinospaiato alle 09:32 | link | commenti (10) |
ops i did it again

mercoledì, 03 maggio 2006
Non sono mica io

Situazione tipo: dal metro cubo di carte che mi nasconde si direbbe che sono indaffarata. E lo sono davvero. Ci sono anche cose da consegnare per domani ancora da iniziare. Non ho tempo ed il cellulare squilla ad oltranza. E’ la moglie di mio padre che mi chiede se ha fatto bene a fare una cosa e mi si perde sul dettaglio. E richiama, richiama, richiama ad ogni aggiornamento sulla vicenda. Alla quarta volta ho smesso di rispondere al telefono e l’ho buttato nella cassetta del pronto soccorso. Per dire, mai parlato così tanto con lei negli ultimi vent’anni e mi verrebbe da risponderle, si, ma per dirle che forse  c’è uno scambio di persona, che non son mica maga Mafalda con la risposta pronta per  tutto.

 

Postato da: calzinospaiato alle 17:34 | link | commenti (2) |
ops i did it again

Spionaggio

Forse sono io che vedo “cose” dove non ci sono. Forse. Che invece il mio istinto ci prende spesso e mi dice che c’è un sospetto movimento di parenti – la genitrice ed il papà bis– verso Poggio Radioso. Ma nessuna conferma, nonostante ieri pomeriggio li abbia beccati che scendevano da lì.  Al telefono mia madre negava senza essere per niente convincente, mentre mio padre, messo all’angolo e sottoposto ad un interrogatorio nel retro, rideva divertito. Li conosco, questo fare i vaghi nasconde una qualche attività di spionaggio alle mie spalle. I miei quando si tratta di sorprendermi o prendere informazioni per evitare eventuali colpi di testa della figlia non sono affatto in disarmo.

 

Postato da: calzinospaiato alle 14:55 | link | commenti (3) |
ops i did it again

Ma si può campà così?!!

Siamo molli e completamente succubi dei felini di proprietà: li troviamo invadenti quando s’accomodano nel lettone snobbando le otto cucce a disposizione, ma non abbiamo cuore di chiuderli fuori. Così loro prendono confidenza e s’allargano facendoci dormire scomodi, mentre noi studiamo strategie per farli fessi. C’è da dire che appena noi scendiamo in camera ed il salotto rimane buio i due felini intuiscono che è ora di nanne e ci seguono a ruota raggiungendoci sul piumone.  Ieri sera la nuova pensata. La Spaiata già impigiamata viene raggiunta dall’uomo che si muove furtivo nel buio.

Spaiata stupita sia da solo: e i gatti?

Uomo trionfante: shhh, zitta, fammi godere di questo momento di gloria soli noi due, li ho messi nel sacco.

Spaiata: ma che gli hai combinato?

Uomo: erano tutti e due appisolati sopra di me, io sono scivolato da sotto come una biscia e li ho piantati lì sul divano con la tele accesa ed il timer inserito. Così non si accorgono che è il nannatime. Sono un genio.

Tempo zero, i gatti che hanno mangiato la foglia, si sono presentati silenziosamente in camera ed hanno preso i loro posti abituali come se nulla fosse. A guardarli con attenzione avevano pure il muso di chi ti sbertuccia. Inutile, son due zampe avanti quei due, non c’è strategia che tenga.

 

 

Postato da: calzinospaiato alle 11:21 | link | commenti (12) |
gattofuffa

Buona giornata

Stamattina alle sette ero in piedi. Stranamente pimpante. Dell’ora buona di anticipo sulla tabella di marcia  ne ho fatto una lavatrice, un caffè con tutta calma guardando il lago concedendomi il piccolo lusso del tempo. Quando è suonata la sveglia ero già sotto la doccia, arrivando in ufficio meno trafelata. Magari fosse sempre così, di solito per farmi decidere ad alzarmi ci vogliono le cannonate. Buona giornata.

 

Postato da: calzinospaiato alle 09:26 | link | commenti (11) |
it s a good day

martedì, 02 maggio 2006
Affinità

A furia  di girare con scopa e paletta per l’ufficio mi sento la sorella gemella di mastro lindo. Stamattina i mozziconi  dei clienti del bar davanti alla porta, poi la segatura del falegname che ha tentato di rimetterci in quadro la porta, subito dopo il geometra di ritorno da un cantiere con gli scarponi inzaccherati, ora una cliente che prima di entrare in agenzia è andata a fare cross con la carrozzina. Da domani la imbraccio e colpisco a vanvera chi non sosta più di un minuto sullo zerbino.

 

Postato da: calzinospaiato alle 17:57 | link | commenti (2) |
no work team

Mite Spaiata

Non volermi bene è quasi impossibile avendo a che fare con me, non farsi saltare i nervi anche. Perché tanto alla fine si farà quello che dico io e lo otterrò rompendo mitemente, ma continuamente le scatole. L’uomo mi sottovaluta in questo tanto che ieri mi ha portata dai vicini di casa a vedere i nuovi micetti arrivati pur sapendo di non volerne prendere uno. Inutile dire che la sottoscritta tenendo in braccio i tre rossi ha iniziato a lavorarlo ai fianchi per adottarne uno (ho persino indetto delle votazioni libere facendomi dare le deleghe da Calzetta e dalla Ciabatta per arrivare alla maggioranza). Lui al momento resiste, ma io, sempre mitemente, gli sto fracassando gli zebedei. Si vedrà.

 

Postato da: calzinospaiato alle 14:48 | link | commenti (16) |
ops i did it again, gattofuffa

Abitudini

Ormai è un rito: la lavanda della gatta.

 

Postato da: calzinospaiato alle 11:50 | link | commenti (16) |
gattofuffa

E domani?

Ormai qui ci si aspetta di tutto, mi sveglio alla mattina chiedendomi quale sarà la magagna del giorno. Per oggi dovrei essere a posto visto che ho tamponato uno – senza fargli un euro di danno – e che questo l’ha presa talmente bene da offrirmi  la colazione. Sabato, invece, alle due di notte ha chiamato la polizia per convocarmi in ufficio dove quattro imbecilli ci hanno sfondato la porta d’ingresso. Alle due e mezza maneggiavo tubi innocenti per allestire una porta improvvisata smadonnando come mai. Gli autori sono 4 teppistelli di paese che passano i fine settimana a far danni a destra e a manca, tutti quelli che erano al bar sanno chi sono, ma nessuno che faccia nomi e cognomi. E a me girano le appendici sferiche non tanto per la porta che ci ripagherà l’assicurazione, ma perché questi la passeranno liscia. E con questo andazzo poi, c’è da chiedersi cosa succederà domani. Sta di fatto che quest’anno la gita aziendale la si fa a Lourdes.

 

Postato da: calzinospaiato alle 09:27 | link | commenti (2) |
no work team