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Avete frugato nei miei calzini *loading* volte

Le Olimpiadi si sono concluse e da stasera dovrei riconquistarmi il telecomando. Per Internet ci vorrà ancora una settimana, anche se non ci credo finchè non vedo, ma nel frattempo alla cricca della telefonia ho assegnato una medaglia d'oro Spaiata di squadra e a tavolino per l'incapacità, che poi parlare con il servizio clienti nuoce gravemente alla salute e dovrebbe essere proibito per legge. E chi scrive ultimamente passa buona parte del suo tempo con questo o con quello, cercando di risolvere i problemi di linea con scarsi risultati. Connessione latitante a parte, è un bel periodo. Sono stata un fine settimana a Malbun e ho reso la mia permanenza indimenticabile ai locali, specie al soccorso piste. C'è stato un tentativo infrasettimanale sulle piste tra Piemonte e Valle D'Aosta finito a tarallucci e vino causa bufera ed impianti chiusi, ma solo il viaggio ne è valso la pena. Un sabato a Torino per vedere il Braciere Olimpico dove son stata scambiata per una non meglio precisata altoatesina medaglia d'oro munita, da un gruppetto di piccoli fans che mi inseguivano per lo stadio Comunale per farsi una foto. E una domenica sugli sci in territorio svizzero con i fiocchi. Insomma, la Spaiata è in tournée e ne avrà di cose da raccontare quando, seTelecomvuole, riavrò una qualsivoglia connessione. Personalmente mi va bene anche quella a criceti, purchè funzioni.
... e fino ad allora, il fax della qui scrivente Gatta è a Sua disposizione 
Nel kit da "Inviato della Telefonia" ci sono cacciaviti a stella, cavi e cavetti, un'agenda per gli appuntamenti da ignorare, un router che comunque, senza un preciso perchè, non funzionerà sulla tua linea e una pila di bibbie sempre comodamente accatastate a portata di mano nella valigetta, perchè l'Uomo della Telefonia ti giurerà di essere la soluzione fatta persona, che metterà fine ai tuoi disagi e magari che ti aprirà pure le acque del Lago Maggiore per convincerti della sua buona volontà, ma giurerà il falso - come le sue bibbie che sotto la copertina sono vuote - perchè se ne andrà dal tuo ufficio lasciandoti furibonda e ancora senza internet.
Ho parlato con Erminia, Silvia, Giovanni, Matteo, Ursula, Katia, Giovanna, Marco, Davide, Beatrice, Ugo, Stefano, Matteo 2, Marco 2 e Paola ed è lampante che non ci siano due versioni uguali, ognuno dice la sua, ma nessuno poi risolve il problema e lo rimbalza a qualcun'altro.
Il giorno che riavrò il collegamento ad Internet guarderò l'uomo che mi ha rimesso online come un Re Magio, in carne ossa e mirra, e mi auguro vivamente sia il prossimo cristiano con cui abbiamo appuntamento lunedì mattina. Parola di Spaiata. E vivaddio che c'è la Gatta che mi pubblica i post che le invio via fax...
Non sempre il detto è valido.
La Spaiata si dice abbia rischiato l'arresto per il rapimento di due incauti tecnici Telecom che le passeggiavano distrattamente nei pressi dell'ufficio. Li ha presi con la forza, fatti entrare dalla porta a spintoni e, si dice, abbia loro intimato di tirarlo fuori... il router ovviamente
I due tapini, sbigottiti ed anche un po' impauriti, hanno avuto l'ardire, con un filo di voce, di dire alla nostra eroina se lei era il Signor Tizio, ovviamente conoscendo la risposta.
Calzino è caduta quindi nella più cupa depressione: dopo aver sequestrato due uomini che dovevano andare da un suo vicino credendoli i "suoi" tecnici, dopo aver archiviato millemila fotografie ed averle poi copiate su cd video corredate da colonna sonora (sì, sta malissimo!!!), ha deciso che è ora di prendersi una pausa. Domani, quindi, andrà a sciare 
Ha promesso un sms carico di significato: "Tornerò" vorrà dire che la sua genitrice o i centurioni all'uopo arruolati son riusciti nell'intento di far installare il router. "Valanga" vorrà dire che la sequela di santini tirati giù dalla notizia del bidone della compagnia telefonica avrà prodotto un distacco di un ghiacciaio.
Non so voi, ma io son preoccupata...
Attenzione popolo norditalico: venerdì son previste schermaglie di guerra nell'alta Italia.
La Spaiata riceverà presso i suoi uffici il famigerato tecnico della signorina Alice, che sembra le risolverà i problemi di connessione. Io non so questo pover'uomo con che spirito si accinga ad adempiere a questo compito. So solo che se fossi in lui, quel giorno indosserei una corazza e non mi sentirei molto tranquillo. 
Ragazzi ho news Spaiate!
Calzino sta bene, è tornata dal weekend sulle nevi con un fidanzato che ha smentito la sua posizione ufficiale di uomo Spaiato da tante ne ha combinate la compagna... ma lascerò a lei il piacere di raccontarvi tutto.
Ora siamo arrivati al primo set di foto riordinate, un lungo lavoro certosino aspetta la nostra eroina nei prossimi giorni ma lei stoica resiste: dicono che il router dovrebbe arrivare in un paio di giorni, e tutti noi ce lo auguriamo: per il nostro piacere e per la sanità mentale della Spaiata 
Free Calzino Spaiato!!!
Lo so, avrei dovuto darvi questa notizia ieri, per non farvi preoccupare.
In realtà, siccome sorella Gatta e sorella Spaiata hanno vite parallele, anche a me ieri è mancata la connessione per misteriosi motivi.
Comunque, la Spaiata comunica che è dannatamente demotivata dalla mancanza di visita della Signorina Alice e dal concomitante taglio improvviso dell'altra linea telefonica con cui si collega ad Internet. Lo sbigottimento è tale che ieri pomeriggio in ufficio era affaccendata ad ordinare le foto del Calza. Un pensiero di sostegno ai doppini telefonici Spaiati, sperando il router arrivi presto.
Aggiornamenti su questi schermi, coming soon 
Wonder Spaiata si sente sempre meno wonder e sempre più spaiata. Sto cercando dei pagamenti fatti per chiedere un rimborso. Non sarebbe un’impresa tanto biblica se la cosa riguardasse gli ultimi due/tre anni che capita quasi ogni settimana. Il tutto è di proporzioni più ampie, mi hanno sguinzagliata nella ricerca a tappeto che parte dal 2005 e arriva all’84 (allora la sottoscritta aveva 9 anni). Sfrucugliando nell’archivio ho trovato imposte che nemmeno sapevo esistessero. Che lavoro ingrato.
Che rimanga tra noi, ma con tutto quello che ho da fare e vedendo che sono perfettamente nei tempi, mi sento un po’ wonder woman. E l'importante è esserne convinta.
E appena spunta il borsone da viaggio, incomincia la protesta “no travel” di entrambi i felini che non tollerano la nostra assenza. Basta fusa, basta starci appiccicati, qui si prendono le distanze dai “traditori” e si sta per conto proprio.
Casa spaiata è lo specchio del caos totale, sembra il mercatino degli "obeiobei". L’istinto primario è quello di dire “io parto” sperando che altri si preoccupino di fare i bagagli. Ma siccome so che gli altri – l’uomo – avrà lo stesso istinto e la scusante di impegni di lavoro fino a tardi, rischio di trovarmi sulle piste da sci con nient’altro che la calzamaglia perciò mi toccherà mettermi nell’ordine di idee che c’è una valigia da fare. Volente o nolente.
Ah, san valentino mi è sempre stato sulle palle. E non son tempi sospetti questi giacchè felicemente in coppia da cinque anni, antipatia comunque squisitamente personale, ma che in casa se ne tiene conto. Sarà per questo che quando mi ha annunciato che ieri sera si cenava alla canottieri con un gruppo di amici l’ha fatto timidamente, giusto per tastare il terreno e sondare il grado di incazzatura che poteva suscitarmi tale invito. Appurato che se c’è una cosa che detesto più di san valentino è fare la spesa spingendo il carrello in un tripudio di cuori rossi di cartone sulla testa, piramidi di cioccolatini e quel pirla travestito con freccia e alucce fuori dal super che distribuisce volantini, ho accettato, pentendomi poi per tutta la cena a “tema”. Tartine a cuore, voulevant a cuore, pizzette a cuore ed un aperitivo rosso e zuccheroso. Tortelloni a cuore. Pesce con patate a cuore. Caffè con pasticceria secca a cuore. Du' palle a cuore insomma.
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La torta no, almeno quella era olimpica, con i 5 cerchi e tutto il resto, visto che c’era anche una torcia che i compagni di corsa dell’uomo volevano vedere.
E non si creda che il Calza è un micio poco romantico. Ha invitato la sua Stringa a pranzo, le ha offerto crocchini di prima qualità, due smancerie e poi passeggiata insieme fianco a fianco.
In senso letterale e non. Perchè ho preso tre "pacchi" per altrettanti pacchi che mi sono stati spediti e la mia pausa pranzo l’ho passata al telefono dettando numeri di spedizione. Bene, ci sono numero tre pacchi sparsi per il territorio senza che io riesca a ritirarli. Per quello contenente “articoli spaiati” inviati dalla Gatta telefono al numero verde delle poste e mi dicono di richiamare che hanno tutti i terminali in tilt. Provo con quello dell’sda del moroso con magliette e amenità olimpiche varie, un buco nell’acqua, pure loro hanno i terminali non funzionanti. E per la regola del non c’è due senza tre, ritento poco convinta con la posta del paesino per la cuccia doppia dei felini con la raccolta punti e mi dicono che si, il pacco è arrivato, ma ce l’ha il postino che non è ancora rientrato. Riuscirò a recuperarli tutti? per avere una chance dovrei prendermi qualche giorno di ferie e fare la "posta" al civico 33.
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Aggiornamento sul (dis)servizio:
finalmente parlo con un’addetta della posta. Fornisco il numero dell’avviso e quello di spedizione per sentirmi dire che faranno un secondo tentativo di consegna oggi, mentre la sottoscritta ovviamente non c’è. Quando le chiedo cosa posso fare mi dice di richiamare col secondo avviso in mano e faranno un fermo posta, a quel punto dovrò andare a 50 km da qui a ritirare il mio pacco nel deposito sda. Credo di aver alzato il tono di voce perché si è ricordata di aggiungere che possono consegnarmelo all’indirizzo dell’ufficio, magari aspettava a dirmelo quando ero già in autostrada a smazzarmi cento chilometri che al quel punto andavo direttamente alla fonte a prenderlo e magari la Gatta mi preparava pure una cena coi fiocchi. Comunque sembra sia fondamentale aspettare 'sto caspista di secondo avviso, prima non se ne fa nulla. Son senza parole.
A casa spaiata san valentino passa sotto silenzio, noi non lo si festeggia. Ma come ogni anno il mio pensiero va al ladro del Daily 4x4. 2 anni di rotture di palle continue grazie a lui mi trovano socievole come un orangutan quindi va da sè che quello formulato non è certo un pensiero di amichevole.
Entra l’assicuratore in ufficio per portarci una polizza. C’è anche la genitrice nei paraggi. Chiedo se ha qualche prodotto interessante per farmi una pensione. Me ne elenca vari tipi e mi promette di portarmi tutto il materiale. Quando esce, dal nulla salta fuori la genitrice basita: “brava ragazza, così mi piaci”. E mi fa pure un “pant pant” soddisfatto sulla capoccia. Da quel momento ha sposato la mia causa senza che in effetti le abbia chiesto nulla: ora la sua attività principale è indottrinarmi su come investire quei quattro risparmi che sono riuscita a mettere via. E mi tallona con metri cubi di depliant che secondo lei dovrei leggere e relazionare. Aiuto.
“di cosa stavamo parlando?”
“della mia mancanza di coraggio.”
“in effetti, si tratta di un caso clinico. Mi dia retta: vada a cercare la sua ragazza. La vita è breve, soprattutto la parte migliore”.
“ma non è la mia ragazza”
“allora si dia una mossa prima che qualcun altro gliela soffi, per esempio un soldatino di piombo.”
“Bea non è un trofeo.”
“no, è una benedizione” disse Fermìn. “mi ascolti, Daniel. Il destino suole appostarsi dietro l’angolo, come un borsaiolo, una prostituta o un venditore di biglietti della lotteria, le sue incarnazioni più frequenti. Ma non fa mai visite a domicilio. Bisogna andare a cercarlo”.
Durante il resto del tragitto riflettei su questa perla filosofica mentre Fermìn schiacciava un altro pisolino, attività per la quale possedeva un vero talento.
L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafòn
Un regalo, con la dedica a matita per non sciupare il libro, la serata giusta per incominciarlo. Ho riso di gusto, sono stata curiosa, angosciata, dispiaciuta, mentre la storia si dipanava senza che io potessi chiudere il volume per andare a dormire. Ho amato alcuni personaggi da subito, altri imparando a conoscerli, alcuni li ho detestati come se i torti fossero fatti verso di me, in ogni caso sono stata così soggiogata dal libro da non sono riuscire più a smettere fino all’ultima pagina. Ben oltre la fine della partita. Lo consiglio.
(e grazie alla donatrice di passaggio per poco, pochissimo tempo).
Vado matta per le cartolerie, le serre e la ferramenta. Girarci è una cuccagna per una come me. Se poi in un pomeriggio faccio una capatina in tutti questi esercizi posso dirmi pienamente appagata. Ho un quaderno nuovo a quadretti da riempire, volevo primule, giacinti e muscari da piantare, ma è troppo presto - dicono - ed in ferramente mi son presa del tempo per scegliere la punta nuova del trapano, i ganci e la corda per farne un nuovo e rivoluzionario appendino sopra la vasca. Insomma, una donna soddisfatta. Con meno di dieci euro.
Il sospetto è di quelli fondati: non riuscirò a riprendere in mano il controllo della situazione e men che meno il telecomando in tempi brevi. E’ giusto che me ne faccia una ragione, specie dopo una domenica di passione. Un assaggio di quello che mi aspetta: che ci sono le olimpiadi, la fine di campionato, Rossi, i mondiali, uno via l’altro senza sosta. Lasciati la famiglia MigonolocolProf alla Punto (priva di multa), la cecagna post pranzo a base di polenta e selvaggina (e una notte in bianco col maldipancia) si è fatta sentire in tutta la sua urgenza. Arrivati a casa mi sono impigiamata ed infilata sotto la copertina muccata a tempi di record. Ricordo di aver visto la televisione sintonizzata sul solito raidue e una gara di slittino e mi sono svegliata a causa del chiacchiericcio di sottofondo con i giocatori della juve che si riscaldavano in campo ed il divano stipato di gente. Nel sonno mi hanno messa in un angolo e dimenticata lì, qualcuno mi ha appoggiato sopra la Gazzetta, un altro la giacca. Un provvidenziale libro regalatomi la sera prima mi ha salvato dalla partita ed estraniato dagli annessi schiamazzi, cori da stadio, improperi verso l’arbitro, balletti improvvisati per i gol, e financo un culo show all’allenatore della squadra avversaria durante l’intervista di fine partita. Come dicevo, ho perso il controllo della situazione senza rendermene conto e non c’è verso di mettervi un freno. Dovevo pensarci prima e non pagare il canone sperando che la Rai venisse a reclamare il televisore ;)
Mignolo e Prof, insieme ad Amelia che quando si pranza sta bene solo in braccio a mamma o papà (una sorta di dietologa di famiglia che farebbe comodo anche a noi), hanno passato la domenica in visita. Le paure del Calza erano inutili: l’ultima volta sono sbarcati al paesone in tre e sono ripartiti in due, lasciando la Ciabattina; stavolta come sono arrivati con la Punto sono partiti e non hanno lasciato nessuna bimba o gatto che sia sebbene Calzetta si sia ritirato nelle sue stanze (bagno) per rendere evidente che della creaturina bellissima, ma urlante ne faceva volentieri a meno. La visita di controllo è andata benone. Avevano lasciato una micetta e si sono ritrovati una gattona dagli occhi verdi giocherellona, mangiona e socievole che si è lasciata ispezionare mollando gli ormeggi della diffidenza ed ha controllato di muso la sicurezza del trasportino per bimbi. Si è mangiato, si è chiacchierato, si sono fatte foto con la ex Cisposa e si è confermato che siamo una famiglia adottiva doc, che soddisfa i requisiti richiesti per il benessere del felino.
*
*
Nota a margine: ma quanto erano buoni i formaggi prodotti in cascina? E si parla al passato, perché non ce n’è più traccia.
Ieri sera la televisione è stata monopolizzata dall'uomo per vedere la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Torino che, euforico, non voleva perdersene nemmeno un minuto. Dal bagno mentre faceva la doccia voleva il resoconto dalla sottoscritta spaparanzata sul divano con la gatteria.
Uomo: che stato sta entrandoooo?
Spaiata: Turkey!
Uomo: che razza di stato è quello del tacchino?
E sbuca dal bagno ridendo. Saranno 15 giorni lunghissimi.
Entra un imbianchino a riportarci un preventivo per ridipingere la porta d’ingresso dell’ufficio. Probabilmente arriva direttamente dal cantiere perché sotto gli scarponi antinfortunistici ha una crosta di terra e ghiaia alta 5 cm, evidentemente non conosce la funzione dello zerbino in cocco appena si entra da noi, di fatto lascia una scia come Pollicino. Che anche noi siamo tutto il giorno in cantiere in mezzo alla palta, ma i “miei” uomini li ho istruiti a dovere a suon di ramazza e si guardano bene dal ridurmi un pavimento del genere. Comunque, scendono insieme capo e artigiano, si accordano per lasciarmi senza porta al freddo e al gelo la settimana prossima, sottolinea che lui cura molto il lavoro ed il dettaglio, saluta e se ne va. A quel punto non ho resistito.
Spaiata: certo che se dipinge come si pulisce i piedi sullo zerbino siamo fottuti!
Ma sappiamo entrambi che è uno che lavora bene e che sta dicendo la verità e rassegnata recupero la ramazza.
Ormai tra me e la tizia di venerdi' scorso che telefona per parlare con la genitrice dei suoi finanziamenti personali – che non ha – è un braccio di ferro. La poverina, poi, ha la sventura di scegliere sempre il momento meno opportuno per chiamare. Oggi è una giornata di sole fantastica, sarebbe stato meraviglioso passarla sulle piste ed invece sono in ufficio mio malgrado, quindi non particolarmente bendisposta a farmi prendere per il naso.
Tizia: buongiorno volevo parlare con la titolare dei suoi finanziamenti personali presso la xxx.
Spaiata: ah, ancora lei.
Tizia: …
Spaiata: guardi, è sfortunata, se oggi fossi andata a sciare avrebbe risposto mia madre, ma non sono andata … se vuol dire a me?
Tizia: click.
Ne deduco che fosse senza parole oppure imbufalita perché sto mantenendo quello che le avevo promesso, in ogni caso siamo 2 a 0.
Brevi dal mondo (spaiato):
del geometra latitante nessuna notizia, men che meno un “non vengo nemmeno oggi” di cortesia.
Il Calza si mette su due zampe e con quelle anteriori scosta la tenda per guardare fuori, sempre detto io che a quel felino manca solo la parola.
Ho voglia di colori, di farmi un giro in una serra e riempire casa di fiori.
Un’amica mi ha spedito un pacchetto dove indicava come contenuto “articoli spaiati” mandandomi in confusione l’addetta, noi stiamo ancora ridendo.
Adoro passare in edicola la mattina per prendere i giornali e scoprire che la mia rivista d’arredamento preferita è uscita.
Il cruccio della giornata è non sapere chi e perché ha accoltellato il ciclista nella puntata di ieri sera di CSI NY. Quando crollo dal sonno, a me è la pubblicità che mi frega.
E sia. Ho recepito, forte e chiaro, quello che l’universo sta cercando di farmi capire senza troppi complimenti. Il venerdì non si cazzeggia. Il venerdì si lavora, non c’è easy friday che tenga, il venerdì è sempre e comunque un giorno lavorativo per la Spaiata. Il venerdì non si va a sciare, si resta ingobbita sulla scrivania. Punto. Non può essere altro che questo il messaggio: un barlume di speranza dava il geometra, seppur malconcio e bacilloso, al lavoro domani. Magari non proprio in forma, ma comunque in grado di rispondere al telefono, mentre io ero sulle piste. Ma, per farmi capire meglio l’andazzo, il pezzo dell’unica macchina munita di portasci non è ancora arrivato in officina per cui siamo a piedi. Quindi è bene metterci una croce sopra e scordarsi una sciata in settimana. Verrebbe da dire “che razza di culo”, ma mi astengo. Mica per altro, venerdì prossimo ho tutta l’intenzione di partire per Malbun e non ci sono sfighe e contrattempi che tengano.
Se a pranzo mi fermo dalla nonna è praticamente scontato che dopo mi sentirò in forma come un cavallo bolso che sta per stirare le zampe. Si, perché la nonna rientra in quel gruppo di donne/mamme che più ti fanno mangiare più sono convinte tu sia in salute e guai a dire di no che s’offendono. Per cui avanti con la polenta fatta nel paiolo di rame e mescolata dal nonno il tempo che ci vuole, gorgonzola, merluzzo con la puccia, tortelli dolci, caffè e senza troppi complimenti. Come se non bastasse mi ha rifilato gli avanzi con cui ceno per una settimana e due litri di minestrone che fa tanto bene. La nonna va presa a piccole dosi in cucina, è consigliabile un massimo di una volta alla settimana per non trasformarsi in un tacchino ripieno il giorno del ringraziamento.
Uno come fa a non tornare a casa contenta quando un soggetto tale l’aspetta sulla porta e l’altra ti viene incontro miagolando?

Chiaro. L’ufficio, tutto, mi rema contro. Domani sarei dovuta andare a sciare col capo, essendo la genitrice ancora fuori uso ed il geometra che fa? Mi si mette in malattia, sta a casa per influenza, così all’improvviso. Lo farà apposta a mettermi le racchette tra gli sci?!!Tsk.
A casa nostra c’è un piacevole clima caraibico. Clima per il quale bisogna pagare, si sa. Ma un conto è ricevere una bolletta per il consumo di gas ogni due mesi, prenderne atto e andarmene in posta rassegnata. Un altro è non riceverne mai – domandandosene il motivo a tal punto da telefonare all’azienda fornitrice – salvo un giorno trovarsi nella cassetta della posta una superbolletta che solo a guardare l’importo viene un capogiro. Sono già arrivata alla lettera G nella lista dei santi da scomodare.
Quando la genitrice mi convoca con voce grave chiamandomi per nome e cognome, pur senza saperne il motivo, personalmente io mi preoccupo. A priori e a ragione. Il nome per intero è sempre riservato a comunicazioni serie, spesso pessime.
Genitrice: sai, ieri sono andata dal dottore per la spalla.
Spaiata: uh, che ti ha detto?
Genitrice: lo sai si, che c’è il tuo sedere in vetrina?
A questo punto la Spaiata nicchia, tergiversa, finge di cadere dal pero.
Genitrice: l’ho riconosciuto subito, te l’ho fatto io. Sei sempre la solita sciroccata. Guarda, ti auguro di avere un figlio che te ne combini la metà di quelle che hai fatto a me.
Spaiata: mamma cos’è una minaccia?
Genitrice: no, sarebbe la giusta punizione. Mancano solo i capelli verdi e poi me ne hai fatte vedere di tutti i colori.
Faccio per svignarmela alla chetichella prima che incominci a farmi l'elenco come si sgrana il rosario.
Genitrice: ah, no, anche quelli ti sei fatta quando hai sbagliato le dosi dell’hennè.
E ride. Meno male, solo dieci anni fa mi avrebbe messa in castigo fino alla notte dei tempi.
Dal blog di Lilli. Per curiosità volevo vedere quante ne evidenziavo. Orpo, trent’anni a tutta vita.
Evidenzia in grassetto ciò che hai fatto:
ho offerto da bere a tutti in un bar, ho nuotato insieme ai delfini (in una immersione), ho scalato una montagna , ho guidato una Ferrari (era una Porche in verità), sono stato all'interno della Grande Piramide , ho tenuto in mano una tarantola , ho fatto il bagno nuda nel mare , ho detto "ti amo" credendoci , ho abbracciato un albero , ho fatto uno strip tease , ho fatto bungee jumping , sono stata a Parigi , ho visto una tempesta marina , ho passato la notte sveglia fino a vedere l'alba , ho visto l'aurora boreale , ho cambiato pannolini a un bambino , sono salito a piedi sulla cima della Torre di Pisa , ho coltivato e mangiato verdure del mio orto (gli asparagi erano buonissimi), ho toccato un iceberg ho dormito sotto le stelle , sono stata su una mongolfiera , ho visto una pioggia di meteoriti , mi sono ubriacata con lo champagne , ho umato erba , ho guardato le stelle con un telescopio, mi è venuta la ridarella in un momento inopportuno , ho fatto sesso orale, ho scommesso e vinto ai cavalli , mi sono finta malata pur non essendola (mi sono ingessata un braccio per finta) , ho invitato uno sconosciuto a casa mia , ho fatto battaglie con le palle di neve , mi sono fotocopiata il culo in ufficio , ho gridato con tutta la mia forza solo per il gusto di farlo , ho tenuto in braccio un agnellino , ho messo in atto una fantasia erotica pensata a lungo , ho fatto un bagno romantico al lume di candela, ho fatto una doccia con acqua gelata , mi sono messa a parlare con un mendicante , ho visto un'eclissi totale , ho preso il sole in topless, sono stata su una roller coaster , ho compiuto una home run , ho ballato come una matta fregandomene degli altri , ho parlato con un accento straniero per un giorno intero , ho visitato il luogo d'origine dei miei parenti , almeno una volta mi sono sentita felice della mia vita , ho visitato tutti gli stati d'America , amo il mio lavoro in ogni suo aspetto (però me ne lamento per il gusto di farlo) , ho confortato qualcuno smerdato di brutto , ho vinto a qualche lotteria
Tra le quotidiane tribolazioni c’è anche quella che mio padre è senza macchina. Quindi 4 volte al giorno gli faccio da chauffeur. Quindi per 4 volte al giorno mi sento suggerire che la Spaiatamobile si potrebbe pure portare all’autolavaggio, per almeno due volte lo devo aspettare sotto casa che mai arriva e per le altre due fuori dall’ufficio e lì si rischia di far notte. Ma lungo il tragitto chiacchieriamo. E a me piace farlo con lui perché vediamo le cose in maniera molto simile e abbiamo lo stesso umorismo bastardo. Dopo aver riso alle lacrime sbertucciando la mamma mi dice : “quasi quasi lo facciamo sempre che mi fai da autista, sono piacevoli questi 40 minuti sparpagliati nel corso della giornata”. Sorrido e con assoluta noncuranza faccio inversione a U per parcheggiare su un rettilineo dove non si potrebbe. E subito mi si corregge: “sai, domani mi riportano la macchina, facciamo l’inverso, che ti vengo a prendere io”. Carino che è, nonostante la sfiducia nella guida spaiata creativa.
Per festeggiare la maggiore età – matura per prendere la patente, firmare le giustificazioni a scuola, lavorare nei fine settimana e gestirmi i guadagni – ho fatto un tatuaggio. Ovviamente senza consultare la genitrice in quanto matura, maggiorenne e perfettamente in grado di prendere le mie decisioni in completa autonomia. Quel tatuaggio è la prova lampante di quanto non lo fossi, ma tant’è che è rimasto lì e non ho mai pensato di farlo cancellare. Fa parte di me, mi ci sono affezionata. Ricordo che allora in zona c’era un solo tatuatore – un mostro di bravura – e io ci andai col disegnino già bell’e pronto nel portafoglio un sabato pomeriggio accompagnata da un’amica. La sua funzione era principalmente quella di farmi coraggio e impedirmi di fare tante storie per la paura che per avere un appuntamento bisognava aspettare anche mesi. Alla fine di ogni lavoro il tatuatore faceva una fotografia alle sue opere d’arte e le inseriva in un librone bello voluminoso. Fu così che mi scattò una fotografia al sedere e che questa finì nel librone a memoria. La sua, perché la mia aveva totalmente rimosso tale informazione. Ci ho ripensato proprio oggi perché si è trasferito in una traversa della via dove ho l’ufficio e ci sono passata davanti per andare dal dottore. Mi sono fermata a guardare le fotografie di tatuaggi in vetrina per curiosità e – orrore, incredulità, sconcerto – l’ho riconosciuto all’istante, mai più pensavo di trovarci il mio sedere lì in vetrina in bellavista. Che imbarazzo spaiato.
Tappati in casa a causa del mio raffreddore, di comune accordo abbiamo fatto una lista delle spese a medio termine e pianificato i periodi di ferie e la meta più probabile. La sottoscritta ha rinunciato al divano, l’uomo ad abbattere la parete pur di portare le nostre chiappe alle Maldive. Ma ci sono 2 scogli - un grosso progetto in ufficio, un lavoro impegnativo suo - sulla rotta della vacanza e non è affatto scontato che approdi nella meta dei nostri sogni nel pieno delle mie facoltà mentali. In compenso si è ridotto notevolmente il rischio di un cantiere in piena regola al civico 33. Una vittoria da non sottovalutare.
Spaiata versione tricheco: occhio umido, naso gocciolante, timbro di voce cavernoso, fauci spalancate per respirare. In pratica mi sento un mocio.
Il rapporto a due a volte è complicato dalla presenza di una persona: il patner. Specie se ha deciso di buttare giù la parete della cucina con la conseguenza diretta di dover smontare la cucina, spostare gli impianti e ripiastrellare. Tutta roba che sconvolgerà le nostre esistenze e la mia sanità mentale con un mese buono di cantiere. No dico, possibile che non si riesca mai a star tranquilli al civico 33? E io, meschinedda, che volevo solo cambiare il divano.
Passo incurante sotto le scale, non butto il sale dietro le spalle quando lo rovescio, cosa peraltro che capita un giorno si e un giorno si, venerdì 13 mi fa un baffo. Risulta chiaro che la sottoscritta non sia superstiziosa. Quindi nemmeno l’ipotesi che i gatti neri portino sfiga cosmica non mi sfiora, e giocoforza, non devo reputarla attendibile in un paesino dove si contano più gatti neri che cristiani. Se ci credessi mi mangerei ogni rimasuglio di permessi e ferie aspettando che qualcuno passi prima di me laddove un gatto nero ha attraversato la strada. Di fatto oggi ne ho salvato uno: è sbucato all’improvviso da una stradina non carrabile e con sospetto intento suicida mi si è gettato sotto la spaiatamobile. Ho inchiodato, l’ho evitato, ho sbandato sul sale e ho distrutto contro una scala un fanale che, bontà sua, mi ripaga la sua proprietaria. Tutto farebbe pensare che la cosa si sia risolta per il meglio. Di fatto sono poi accadute cose anomale. Ho preso una multa per non avere la patente in borsa per poi scoprire di averla nella tasca dei jeans da sabato. Uno strano figuro sconosciuto, di punto in bianco, mentre passavo mi ha chiesto di uscire per conoscerlo meglio e quando gli ho detto di no è entrato in ufficio per sincerarsi che ne fossi proprio sicura. Alla Coin in cerca di cuscini per le sedie nuove ho appoggiato una busta del Comune che avevo in mano e ho dovuta cercarla per decine di minuti facendo smontare tutti i bancali a cui mie ero avvicinata. La bottiglia di cedrata è esplosa dopo averla pagata inzuccherandomi tutto il giubbotto. Sarebbe facile dare la colpa al gatto nero, ma è innocente. Tutte cose anomale si,ma tutte terribilmente spaiate.
Non riesco a delegare ad altri. E quando lo faccio non riesco a non controllarne il risultato. E’ l’ingombrante bagaglio di generazioni di donne della mia famiglia (genitrice in testa) che mi hanno inculcato che un lavoro riesce meglio se te lo fai da sola. Ma non è sempre vero, a volte se lasci fare agli altri, questi ti possono spiazzare e sorprenderti. E convincerti che sia meglio la loro versione. L’idea della mia amica tedesca era di farci un fine settimana sugli sci, le è bastato un nostro si per mettersi alla ricerca di una destinazione che le piacesse con un tale entusiasmo che io non ci ho messo bocca, nonostante a me andasse benissimo la vicina Svizzera. Invece no, si va tutti in Lichtenstein. In Lichtenstein, stato che faccio persino fatica a ricordarmi che esiste e che quindi non avrei mai considerato. Per questo sono contenta, perché io non ci avrei mai pensato. Posti nuovi, piste nuove, un fine settimana in un altrove del tutto fuori programma.
Stesa dal raffreddore, mi prendo una pausa. Dopo due giorni di brodino caldo e aspirine, vado a farmi una pizza.
I capi oggi erano via. Ufficialmente per un rilievo, ufficiosamente il rilievo lo hanno fatto sulle piste da sci. Telefona la genitrice di ritorno dal pronto soccorso. E’ caduta da ferma in piano, non sa bene come, ma di fatto il responso è una spalla lussata e un lieve trauma cranico. Lei comunque si sta sbellicando dalle risate, lo sa che le dirò che quella pista in particolare non le porta affatto bene, che proprio lì si è già presa un piattello dritto per dirtto in mezzo alla fronte con giro supplementare al pronto soccorso. E difatti glielo dico. Il loro programma del fine settimana prevedeva una sciata anche domani, ma con la genitrice fuori uso, toccherà fare compagnia a papà e tenere chiuso l’ufficio. Proprio un sacrificio.
Telefona una tizia in ufficio. 1. chiede della titolare senza nemmeno presentarsi (e già parte malissimo). 2. alla richiesta di generalità mi risponde con sufficienza (inizio a pensare sia particolarmente indisponente). 3. quando le dico che non c’è e che può dire a me mi chiede chi sono per parlare di finanziamenti personali della xxx con un tono scocciato ( e lì mi parte la “ves” a 100). E’ riuscita in cinque minuti cinque che sono in ufficio a farmi girare le palle. Recupero quel tanto di calma e rispondo: "la signora non ha finanziamenti personali con la xxx e prima che me lo chieda, lo so perché è mia madre, perciò per presentare i servizi può dire a me, se non vuole, pazienza, ma sappia che ogni telefonata in arrivo viene filtrata da me per cui dubito che lei riuscirà mai a parlarle. Arrivederci." Echecappero, già per lavoro hai la sventura di andare in cerca di potenziali clienti smaronandoli al telefono, almeno sii propositiva, se sei scortese/maleducata a priori con quella che credi sia l’ultima delle segretarie, raccoglierai un sollecito vadaviaiciap.
Non c’è pace per il Rosso. Oltre a cedere il piano più ambito dell’amaca, gli tocca subire le angherie della Ciabattina dispettosa che pur di non lasciarlo dormire in tranquillità gli gratta la testa. Calzetta santo subito.
The west wing. C.J Cregg ascolta “I’m too sexy”. Questo succedeva nelle puntate di ieri sera e a distanza di una ventina d’ore canticchio ancora quella canzone. Superate le quindici volte si può tranquillamente chiamare ossessione. E già mi vedo stasera: casa libera, cucinerò in mutande e calzettoni cantando (e ballando) la versione spaiata “I’m too sexy for my socks..”, gusterò la vellutata ai porri e gamberetti che ho tutta l’intenzione di prepararmi, guarderò CSI senza dover nascondere il telecomando mentre lui è distratto, userò i felini come copertina alternativa. Una pacchia.
L’uomo s’illudeva che facendomi sparire l’oggetto scatenante – il metro - alla fine la sciroccata idea di rinnovamento salotto sarebbe passata. Per colpa della Gatta, che mi ha chiesto di prendere delle misure in casa, un metro me lo sono dovuta procurare in ufficio e fallito il di lei tentativo di regalarmi un tiragraffi spaziale con scivoli, amache, cunicoli e ognibendidio per oggettiva mancanza di spazio, il metro mi è rimasto sott’occhio. Ho cominciato misurando il muro accanto alla finestra, poi la nicchia, già che c’ero ho riesumato la cartella colori, la scelta del divano ha fatto il resto. Sono ufficialmente in smania da cambiamento. E l’uomo è sull’orlo di una crisi di nervi con tutta l’intenzione di sopprimere alla prima occasione una certa amichetta milanese.
Colpo di fulmine. Divano, 3 posti, grigio, completamente sfoderabile e dal nome impronunciabile, al solito. Con un costo che mi permetterebbe di farmene una ragione senza scompormi più di tanto quando i felini ci poseranno le loro zampe artigliate. Se all’ikea si potesse ordinare on-line avrei già fatto l’acquisto e starei studiando come smaltire il rottame che abbiamo, ma dovendoci andare di persona, rinuncerò. Il ricordo del Daily 4x4 rubato proprio in quel parcheggio influenza ancora le nostre decisioni. L’uomo piuttosto che prendere l’autostrada col camion nuovo si guarderebbe le partite col sedere sulle piastrelle.
Quando ho adottato la Ciabbatina a distanza l’uomo non è stato affatto contento perché temeva che il Calzetta furioso decidesse che il civico 33 fosse troppo piccolo per due gatti e se ne andasse, paura del tutto infondata perché chi lo smuove dal benessere il felino rosso. Non ci è voluto molto perché ci conquistasse tutti, gatto rosso compreso, con quella sua attitudine a starci sempre appiccicata a chiedere coccole ( e ottenerle). Ieri sera se ne stava bellamente spaparanzata in braccio all’uomo col fusometro acceso e lui le accarezzava la panza:
Uomo: sai, ho sentito dire che la tua famiglia d’origine vorrebbe venire a farsi un giro da queste parti.
Ciabattina: prrrr, ron ron.
Uomo: ufficialmente per venire a trovarci con Amelia, ufficiosamente per vedere come te la passi.
Ciabattina: ron ron, prrr.
Uomo: e mi raccomando, niente scene da libro cuore quando li rivedi. Tu da qui non ti muovi più.
Come dicevo, ci ha conquistati tutti, pure quell’orso del moroso e senza troppa fatica.
Stamattina ero di fretta, che non è una novità. Apro la porta di casa e Calzetta di ritorno dalla ronda notturna s’infila diretto alla ciotola, dietro la Stringa. La Ciabattina che era già in casa si accoda. Ho cercato di convincere Stringa ad uscire, ma lei nisba. Stanca di fare su e giù per le scale ed ottenere che ad uscire fosse sempre il gatto sbagliato e francamente sempre più in ritardo ho chiuso la porta alle mie spalle con tutti e tre dentro. Ora sono in ufficio con tremendi presentimenti di catastrofe al domicilio 33. O torno e loro sono rintronati dalle nanne, oppure mi disfano casa vista la presenza di una gatta ospite. Ho fatto una scemata, lo so, lo sento.
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Aggiornamento: la Ciabattina alla ciotola, il Calza sull’amaca ai piani alti, Stringa a godersi il sole alla finestra. Come se fosse normale trovarcisi in tre. Incredula ho controllato in ogni cantuccio per trovare la magagna, niente. Mi sono sbagliata a pensare al peggio e, si dice, che casa spaiata abbia un terzo gatto.