Scatti spaiati

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Avete frugato nei miei calzini *loading* volte

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mercoledì, 30 novembre 2005
Di nuovo lei

Aggirandomi tra gli scaffali del super in cerca di cibo sento una vocetta stridula – vagamente familiare - nel reparto surgelati. Il senso di fastidio conferma i miei sospetti: è la bambina posseduta, ex vicina di casa, che ho sempre trovato antipatica, nonostante la creatura facesse di tutto per entrare in confidenza sul pianerottolo. Anni di allegre citofonate a tutte le ore, di urli da abominevole, di maniglia (quella della mia porta) scossa fino a sradicarla dalla sede, di flauto alle sei della domenica mattina suonato in bagno quindi a venti cm dal mio letto hanno lasciato un segno. Indelebile. Ed infatti un brivido freddo non ha tardato ad attraversarmi  la schiena nel rivederla. A viverle accanto mi si è pure sviluppata la pazienza che prima non avevo perché scomodare tutti i santi sul pianerottolo a causa sua non mi pareva bello, così i santi li scomodavo nel privato e quando mi capitava di incontrarla sulle scale comuni sopprimevo l’istinto omicida. Tutto questo mi fa pensare quanto sia stata sensata nella scelta della casa attuale. I vicini saranno pure strambi, che non c’è n’è uno tutto a posto, ma almeno sono strambi in silenzio.

 

 

Postato da: calzinospaiato alle 17:17 | link | commenti (10) |
varie ed eventuali

Braccata

La genitrice appartiene a quella categoria di persone che non si trovano mai impreparate per il solo fatto di pensarci per tempo. Il Natale è uno di quegli eventi che getta mia madre nel raptus compulsivo di organizzazione manco fosse la notte dei telegatti. Sono certa che da qualche parte, nascosta agli occhi di noi comuni mortali che iniziamo i preparativi al quindici di dicembre e ci ritroviamo al 24 trafelati e nel panico, c’è una lista di cose da fare a riguardo. Dall’elenco manco io, la pecora nera della famiglia, che non sa nemmeno cosa farà il giorno dopo, figuriamoci da qui a un mese. Ed è una mancanza a cui bisogna assolutamente sopperire. Così mentre inserisce le lucine e gli auguri pure sul sito mi marca stretta. Mi tallona per sapere se c’è qualcosa in particolare che desidero da inserire finalmente nell’elenco per renderlo completo e “depennabile” con orgoglio già dal primo dicembre. Ed a ogni mio “ma non lo so” e/o “ non mi serve niente” è come se le tirassi una mattonata tra capo e collo e mi sguinzaglia  alle calcagna anche mio padre. Non si vive più, toccherà trovare qualcosa che faccia al caso, che finalmente la plachi e che mi permetta di ritornarmene comodamente nel limbo di chi rimanda, rimanda, ci pensa al  quindici del mese prossimo.

 

Postato da: calzinospaiato alle 11:39 | link | commenti (13) |
ops i did it again

Il resto è in discesa

Superata l’assemblea straordinaria del martedì, il resto della settimana  lo si può considerare in discesa, anche se non è detto sia effettivamente così. Che si, ci sono state i soliti battibecchi da pianerottolo, i più che normali “tu hai detto e lei ha fatto”, ma la nuova modalità di assemblea “da bar”  sfruttando il baretto presente nel condominio è stata una scelta azzeccata. Non solo per l’orario: fissandola alle 19 praticamente li ho presi per fame costringendoli a non ciurlare nel manico come succede di solito. Ma anche perché mentre c’era chi rivangava eventi dell’epoca di Adamo ed Eva in cui la maggioranza dei presente non era ancora al mondo, tutti gli altri (me compresa) si godevano un aperitivo e si beavano dei cioccolatini offerti dal proprietario. Mai capitato di disquisire sulla divisione millesimale della tinteggiatura delle scale con un Lind fondente intero nella guancia sinistra a mò di criceto.

 

Postato da: calzinospaiato alle 10:07 | link | commenti (8) |
no work team

martedì, 29 novembre 2005
Illuminazioni

All’improvviso una presa di coscienza. Sono una donna del genere stropicciato. Se la genitrice anche dopo essere passata nel mezzo d'un uragano riuscirebbe a non avere un capello fuori posto, la sottoscritta sembrerà sempre e comunque appena uscita da uno scontro diretto con un raudo, anche nei momenti migliori. Inutile crucciarsene.

Ah, ed il biondo non sarà mai il mio colore.

 

Postato da: calzinospaiato alle 14:58 | link | commenti (14) |
ops i did it again

E ti pareva

Gomme nuove. Extralusso, perché la ka ormai si era abituata al liscio di quelle della casa e non ci sperava più di vederne di nuove. Da neve, of course.  Pronta ad affrontare la giornata di neve equipaggiata come si deve. E puntualmente ha smesso. La neve copiosa di stamattina un ricordo. Manco a farlo apposta.

 

Postato da: calzinospaiato alle 11:11 | link | commenti (12) |
ops i did it again

Tempo maleducato.

Quando sarebbe opportuno che le previsioni non c’azzeccassero, lo fanno. Nell’ordine: ho dovuto affrontare una discesa insidiosa sotto la neve in macchina che non l’augurerei nemmeno al mio peggior nemico. Durante il tragitto ho deciso che era ora di cambiare le gomme – dopo sei anni, che vergogna – e arrivata sana e salva in ufficio  la macchina è stata subito lasciata dal gommista. Ma certo nessuno mi aveva detto che oggi sarei stata l’unica automunita dell’ufficio. Ora siam tutti senza, chi per un guasto, chi per il collaudo, chi per altro e confidiamo in un lavoro veloce del  gommista. Tempo maleducato.

 

Postato da: calzinospaiato alle 09:58 | link | commenti (2) |
varie ed eventuali

lunedì, 28 novembre 2005
Anti - stress

Oggi è la giornata anti-stress. Ognuno nel suo piccolo dovrebbe trovare qualcosa in grado di tenerlo a bada. La sottoscritta si è innamorata del feltro, ad esempio, guardando le riviste d’arredamento. A trovarlo in zona ne farei spille colorate per rallegrare la massiccia dose di maglioncini neri e anonimi  e darei nuova vita a 3 vecchie sedie che ho in garage di cui, fino a poco tempo fa, non sapevo che farne. La ricerca si è dimostrata infruttuosa, sembra che solo io al paesone  senta la necessità di mettervi mano. Così ho ripiegato sul panno. Rosso. Comunque meno consistente e appagante. Ora la sera produco cuori imbottiti. Tanto inutili, quanto preziosi per preservarmi la sanità mentale: cedo il telecomando, mi sistemo sotto la copertina, mi rilasso  e taglio, imbastisco, cucio fino a quando la fatica (e i pensieri omicidi) accumulata durante la giornata mi è scivolata via. E prima o poi saprò anche cosa farne di tutti questi cuori imbottiti a cui i gatti stanno facendo la posta. Loro hanno già le idee ben chiare, potessero metterci le zampe sopra.

 

Postato da: calzinospaiato alle 17:59 | link | commenti (12) |
varie ed eventuali

Questioni di attimi

La voglia di lavorare è tanta che per un attimo ho rimpianto di non essere una alla Cuccarini in ciabatte che lava i piatti in una cucina Scovolini, marmocchi attaccati ai polpacci compresi. Poi ho ricevuto l’ennesima stampellata dal fidanzato che sta facendo pratica, mi sono infilata la giacca, ho preso la borsa e sono venuta a lavorare allegra come una pasqua. L’attimo è passato di colpo esattamente com’era venuto.

 

Postato da: calzinospaiato alle 14:39 | link | commenti (10) |
casa calzino, it s a good day

Vocaboli spaiati

Stremizio (paura): SM, forte turbamento dell’animo umano per un pericolo presente o futuro, reale o immaginario.

Ma se è un micio ad avere paura per il lancio inaspettato del sudoku irrisolvibile  dalla bipede sulla quale sta comodamente schiacciando un pisolino?

Stremicio: SM, forte turbamento felino per un pericolo presente o futuro, reale o immaginario.

C’ho riso per un pomeriggio, trovandolo assolutamente perfetto.

Si, sono alla frutta.

 

Postato da: calzinospaiato alle 11:08 | link | commenti (10) |
varie ed eventuali

SuperSpaiata

C’è una nuova supereroina in paese. SuperSpaiata. Che risolve il possibile nel tempo di bere un bicchier d’acqua, ma che fa bene anche quando la cosa si fa impossibile. Cavare una cena con due peperoni, una confezione di pancetta e farina era al limite del possibile, ma con un po’ di fantasia, la nostra super(casalinga)Spaiata ha ottenuto una hola. Fare il bagno al fidanzato acciaccato un gioco da ragazzi, anche con i gatti che giocavano nella vasca a rincorrersi. Le punture ormai sono ordinaria amministrazione per la supereroina. Recuperare i due mici latitanti che il moroso si è fatto scappare nella notte, altra operazione impossibile portata a termine con successo. Evitare che il fidanzato smontasse casa per cercare il codice puk chiamando un  omino della telefonia supplicando di fornirmi il codice perso durante uno dei tanti traslochi e convincerlo senz’altro un altro punto in suo favore. Uscire indenne dopo una due giorni di fidanzato stampellato quasi un miracolo per la Spaiata.

 

Postato da: calzinospaiato alle 09:32 | link | commenti (14) |
casa calzino, it s a good day

sabato, 26 novembre 2005
Progressi

Mi sono esercitata sulle arance, sulle patate e anche sui panini, ma alla fine le punture sulla pancia al fidanzato gliele faccio io. Non male per una che si sente mancare anche solo alla vista del sangue di un taglietto miscrosopico. Una crocerossina a tutti gli effetti.

Postato da: calzinospaiato alle 09:50 | link | commenti (10) |

venerdì, 25 novembre 2005
La faccenda si complica

Nel mio caso la sfiga viaggia in coppia. Uno con la gamba malconcia, l’altro col braccio rotto. Torno a casa: noto subito i vetri puliti ed il divano sovrappopolato: ci sono due gatti e due bipedi. Il cat sitter ha pensato bene di rompersi un braccio, così, entrambi convalescenti, passano il tempo insieme a giocare alla play. Servo crocchini per due, cucino per tre, aiuto il moroso a sedersi, il cat sitter a mangiare e quando tutti sono a posto non ho nemmeno un angolino sul divano per riposare. Mi vendico facendogli una cultura su Beautiful ed esco rivolgendomi ai due rottami col sorriso da parte a parte: Matteo vuoi una mano? Fidanzato in gamba eh! Uno ha cercato di colpirmi con la stampella, l’altro mi ha fatto il gesto dell’ombrello che tanto ha il gesso predisposto.

 

Postato da: calzinospaiato alle 14:37 | link | commenti (11) |
casa calzino

Aiutooooo

Ieri sera sono andata a fare la spesa. Arranco sulle scale carica come un mulo da soma carica di sacchetti e quando arrivo sfinita in cucina ti vedo il fidanzato che beato mi guarda dal divano senza muovere un dito.  Definiamolo un primo assaggio di quello che mi aspetta da qui al 24 dicembre. Stamattina comunque l’ho supplicato di non prendere iniziative, di starsene buono a letto e riposare, convinta fossero inutili raccomandazioni che tanto dal divano non si sarebbe mosso. Mi ha appena chiamata la vicina  che è passata sotto casa nostra. In effetti dal divano non si è mosso, ma sembra che il casalingo disperato, causa noia, si sia inventato la prima stampella lavavetri a distanza, agganciando alla stampella destra la spugna e a quella sinistra lo straccio in modo da poter procedere al lavaggio senza tuttavia disubbidire agli ordini spaiati.  Saranno trenta giorni bislacchi.

 

Postato da: calzinospaiato alle 10:50 | link | commenti (20) |
varie ed eventuali

Sani e salvi

Il ‘malato’ è a casa con la postazione apparecchiata ad ogni evenienza. Cuscini, copertina muccata, gatti appisolati, giornali, riviste, libri, telecomando e telefono sparpagliati sul divano letto aperto per l’occasione. Stampelle nelle immediate vicinanze e sul tavolino a fianco generi di conforto quali cioccolatini, minipanini, succo, antidolorifici. La morosa si è data (a gambe levate) dopo che stanotte mi ha telefonato dal piano di sopra per farsi disfare la fasciatura alle due, alle tre per il ghiaccio e alle sette per la colazione. A quel punto mi sono vestita e ho guadagnato la strada dell’ufficio per disperazione.  

Ah, grazie a tutti quelli che hanno lasciato un commento, a chi ha chiesto notizie via MSN e via telefono (p.s. Chiara spero che la risposta sia giunta visto che casa mia prende come la tua, solo su una piastrella)

Postato da: calzinospaiato alle 09:54 | link | commenti (12) |
casa calzino

mercoledì, 23 novembre 2005
Saluti

Come già detto domani operano il fidanzato e da brava morosa ho preso una giornata per stargli accanto. Ora non so quanto durerà la latitanza. Dipenderà molto dal convalescente. Potrebbe essere solo un giorno che poi se la cava egregiamente dal divano telefonandomi o più giorni perché in vena di farsi servire e riverire. Nel qual caso dovrò chiedere altri giorni per ‘malattia altrui’ al lavoro. Durante l’assenza sappiate che sono una stronza. E me ne vanto. Si perché il geometra, che oggi ha l’ennesima giornata libera, mi ha lasciato un chilometro di disegni da tagliare e piegare contando sul fatto che gli sbrigo tutto quello che lascia indietro. Invece ho scioperato, ciurlato nel manico, millantato urgenze più urgenti e se le ritroverà esattamente dove le ha lasciate. E poi gli ho rubato anche un congruo numero di buste bianche che avevo un post-it sul pc da mesi con scritto “compare buste bianche” mai nemmeno riletto.  Non solo. Ho fissato la tavoletta del water alla tazza con del fil di ferro augurandomi che recepisca il messaggio sottinteso nel gesto che francamente ne avrei le palle piene di doverla abbassare ognisantissima volta. In caso fosse recidivo dovrà sradicarla per alzarla e allora, spero, sarà investito da un’ondata anomala di ritorno imprevista. Ah, e finalmente allungherà una mano verso il rotolo nuovo di carta igienica perché anche quello vuoto ho fissato col fil di ferro. Fiera del raptus di cattiveria ora posso indossare i panni della crocerossina amorevole. Statemi bene e, se siete geometri, guardatevi le spalle ogni volta che entrate nel bagno dell’ufficio. Potreste essere il mio geometra senza saperlo.

 

Postato da: calzinospaiato alle 18:44 | link | commenti (15) |
ops i did it again

Ira Spaiata

Dapprincipio dovevano essere delle semplici stelline rosse ritagliate nella pasta di sale con l’ausilio degli stampini per i biscotti. Ma non ho bravura con la pasta di sale, proprio come la maionese che tento di fare in casa da anni che m’impazzisce ognisantissimavolta. Da qualche parte ho pure un libro per principianti, ma ci metterei anni a ravanare nei metri cubi di scatoloni rimasti in garage dopo il trasloco e così, accantonata, sono passata alla versione ‘stelline di biscotto’.  Il primo tentativo di addobbo al biscotto appeso in ingresso è stato mangiato dal casalingo disperato all’ora del thè. Sono in dubbio su come vendicarmi. O lo abbandono in ospedale domani o gli cionco le mani in modo che la prossima volta che vede dei biscotti appesi tra fiocchi e palline gli passi la poesia di assaggiarli. Perchè non devo temere che i gatti mi smontino tutto l'ambaradan natalizio, no, piuttosto che il fidanzato faccia indigestione di addobbi. Pensa te.

Postato da: calzinospaiato alle 17:37 | link | commenti (10) |
varie ed eventuali, cucina spaiata creativa

Futuro prossimo

Ussignur. A vedere nell’ingresso il borsone pronto per l’ospedale, il metro cubo di lastre e referti accatastati e le stampelle appoggiate al muro mi viene l’ansia. Domani sarà la classica giornata da ‘fatiche di Ercole’ a partire dalla sveglia (5.30 a.m.). Senza dimenticare le tre settimane trafelate che m’aspettano. Col fidanzato spiaggiato sul divano senza potersi muovere, ma col telefono a portata di mano non solo mi toccherà correre a destra e a manca per esaudire i suoi desideri, ma fargli anche da chaperon. Sperando che l’immobilità forzata non lo renda socievole come un orangutan.

 

Postato da: calzinospaiato alle 14:47 | link | commenti (21) |
casa calzino

Tentativi

Il fatto che mi piacciano le pagelle di Ziliani e che esulti in sordina quando vince il Milan non implica che il calcio mi piaccia. Anzi. Diciamo pure che non solo mi è assolutamente indifferente l’argomento, ma anche che avere il divano occupato da fidanzato e amici che guardano la partita sia fonte di smaronamento acuto. Quando accade la sottoscritta abbandona il campo, si eclissa in camera coi gatti e si trova qualcosa di alternativo da fare. Tipo coordinare le decorazioni di Natale antigatto cercando qualche idea sulle riviste o tentare di produrre delle stelle di pasta di sale sbilenche. Un fallimento su tutti i fronti. Soprattutto pensando ad un rimasuglio di pasta di sale su cui ci ho dormito sù e  irrimediabilmente appiccicato ai capelli.  

 

Postato da: calzinospaiato alle 10:35 | link | commenti (18) |
varie ed eventuali

Sorpresa

Nevica. Il Calza, da gatto delle nevi quale è, è a zonzo a fare pazzie. La Ciabattina, che non ha mai visto un fiocco si è rintanata in casa e la sta studiando per via orale. Se si mangia allora non dev’essere qualcosa di brutto.

 

Postato da: calzinospaiato alle 09:20 | link | commenti (20) |
it s a good day, gattofuffa

martedì, 22 novembre 2005
I have the key

Il momento più bello di una ristrutturazione è quando sta per iniziare. Nel preciso istante in cui il proprietario ti consegna le chiavi dell’edificio. E tu, prima di venir sommerso dal lavoro, dai computi, dai contratti e dai disegni, puoi girarlo da sola per la prima volta. E immaginarti come sarà. Poi nel mio caso c’è anche il lato ancora più divertente del recupero su cui ho, da sempre, carta bianca. Ho dei chiodi del 1820, un cancello di una villa storica adatto a  far rampicare il gelsomino, una vecchia porta di legno, un trave del tetto del vecchio cinema del paesone, il tutto, colpevolmente stipato nel garage di mia mamma con suo sommo disappunto, è il mio tesoro. Sono certa che quello che la genitrice definisce ciarpame e che io considero terribilmente attraente sarà roba che troverà una sua collocazione se e quando avrò una casa da ristrutturare a mia volta.

Postato da: calzinospaiato alle 17:30 | link | commenti (9) |
no work team, it s a good day

Urgenze

Oltre ad un certo livello di stress non sono quasi mai andata  perché ho l’abitudine di disconnettermi. E non è detto che sia il momento più opportuno per fare tabula rasa e nemmeno che il metodo sia quello più efficace, ma per la sottoscritta funziona che è una meraviglia. Dormo. Anche dodici ore, potendo.  M’infilo nel letto alle otto e ne esco alla stessa ora del giorno dopo. Un sonno senza sogni e senza le solite stranezze. Assumo le fattezze di una mummia piumottata e rimango lì immobile e manco le cannonate potrebbero richiamare la mia attenzione, tantomeno il gallo anomalo del paese. Una settimana con questi ritmi di veglia e di sonno e son come nuova. Per dire, ora come ora, ne avrei pure bisogno. Ma se mi fermo sono perduta, perciò vado avanti ad oltranza finchè, senza alcun preavviso, mi addormenterò  sulla scrivania. E chi s'è visto, s'è visto.

 

Postato da: calzinospaiato alle 15:35 | link | commenti (2) |
ops i did it again

Ah, la fretta...

Mi è sfuggita una D. Una svista da nulla per carità. Però molto dipende da quale parola manca. La mia D latitante non poteva capitare peggio. Nelle convocazioni per l’assemblea c’è un imbarazzante “orinandolo” anziché “ordinandolo”, parola più appropriata e che dava un senso a tutto il periodo. Perfetto, bella figura barbina.

 

Postato da: calzinospaiato alle 11:58 | link | commenti (10) |

Sulla sua pelle

Se c’è una cosa che detesto  è la depilazione. Una delle piaghe di essere donna. Alle volte la rimando, altre la ignoro, ma ogni donnino come si deve alla fine si piega al dovere e ricorre a svariati mezzi pur di debellare la crescita del pelo maledetto. Non tutti gli uomini possono capire cosa significa riporre le proprie speranze nella ceretta piuttosto che la crema o il silkepil e vedere che questi, nonostante tutte le strategie, rifanno capolino. Il mio fidanzato da ieri sera può solo intuire. Causa operazione si è affidato alle esperte mani della sua spaiata, che combatte il pelo superfluo ormai da quindici anni e si è prestato fiducioso ad una depilazione parziale.  L’ho impomatato, l’ho lasciato lì in attesa per il tempo indicato sulla confezione, l’ho strigliato e sciacquato ed ora ha una gamba liscia liscia liscia.  Quando dopo cinque minuti smadonnava perché si annoiava, sull’altra gamba gli ho dato la dimostrazione di aver scelto il metodo meno doloroso dandogli una passata di silkepil. Un urlo agghiacciante ha svegliato di soprassalto i gatti e la via sopiti. Ora sa. E si guarderà bene dal commentare una crescita appena accennata sulla mia di gamba.

 

Postato da: calzinospaiato alle 10:00 | link | commenti (29) |
varie ed eventuali

lunedì, 21 novembre 2005
Illusa (parte 3)

Ogni tanto nella nostra cassetta postale si materializzano bollettini anomali di Sky. Una s’illude che dopo aver passato un paio d’ore a far scorrere ogni singolo pagamento con l’operatore e verificato che non devo E. 191,00 la cosa finisca lì. Invece no. Il signor Sky deve aver pensato di farmi un favore a togliermi comunque il segnale avendo portato del lavoro a casa e ha creduto opportuno evitarmi qualsiasi fonte di distrazione. Peccato che alla fine abbia passato il pomeriggio a sacramentare con un operatore e quindi abbia finito col perdere il doppio del tempo. Ed ora sono pure nervosa.

 

Postato da: calzinospaiato alle 18:26 | link | commenti (2) |
varie ed eventuali

Illusa (parte 2)

Quello che non mi spiego è come una gatta che trova il modo di farsi aprire la porta d’ingresso come più le piace e le pare arrampicandosi dal vicino pur di farci giungere i suoi miagolii forti e chiari, non riesca a capire il funzionamento e l’utilità del passagatto. E ne ho tentate di ogni, mica mi sono arresa al primo tentativo. Speravo prima o poi di trovare il modo giusto per indirizzarla all'uso del passagatto. Illusa. Inizio ad avere il – fondato - sospetto che sia una sua volontà precisa: quella di farmi impazzire e/o morire di freddo.

 

Postato da: calzinospaiato alle 15:40 | link | commenti (6) |
gattofuffa

Illusa (parte 1)

L'ho rifatto. Gli ho chiesto di fare la spesa e l'ho lasciato senza una lista. In casa manca il dentifricio, lo scottex, la sabbia per i mici e qualcosa da mangiare. Torna con sporte cariche di merendine, budini, ogni genere di schifezza e persino una salsa per arrosto che non cucino. In compenso nulla di quello che serviva. Stasera gli apparecchio un budino per cena e lo obbligo a lavarsi i denti con la salsa.

Postato da: calzinospaiato alle 14:32 | link | commenti (18) |
ops i did it again

Casa dolce casa

Sabato sono andata a vedere la casa che mio padre e la moglie vogliono acquistare. Dopo due ore e mezzo ero già sull’orlo di una crisi di nervi, meditavo la fuga e mi auguravo che concludessero per di non dovermi sottoporre ad altre simili riunioni in futuro. Che invece non eviterò, avendo – stranamente – seguito i miei consigli. Temo sarà una cosa lunga, più del previsto.

 

Postato da: calzinospaiato alle 09:40 | link | commenti (4) |

venerdì, 18 novembre 2005
Scoperte moralmente imbarazzanti

La scoperta mi risulta moralmente imbarazzante perchè col computer la sottoscritta ci lavora. Dopo mesi, ho capito che la rotella in mezzo al nuovo mouse non è lì per bellezza, ma è un’alternativa valida – e molto più comoda - per far scorrere i documenti e le pagine di internet.  Quando si dice scoprire l’acqua calda, per caso: ci ho messo sopra l’indice che andava a tempo di musica e la rotella si è mossa, altrimenti sarei rimasta all’oscuro  ancora per mesi. Alla luce di questo evento, mi chiedo come riesca ad avere un blog funzionante. Vassapere.

 

Postato da: calzinospaiato alle 14:36 | link | commenti (26) |
ops i did it again, no work team

Non me l'aspettavo

Una cosa che i nati del ’75 non hanno mai fatto è la cena dei coscritti, una roba di cui non ho mai sentito la mancanza.  A dirla tutta ho ricordi a valanghe di elementari e medie, un tot di diari, una scatola di fotografie e qualche vecchio quaderno che ho tenuto per affetto, ma essendomi trasferita e avendo perso di vista quasi tutti, fatico a ricordare i nomi e le facce. Avrò comunque modo di rimediare, visto che gli ex compagni hanno deciso di organizzare una rimpatriata. Ci sarà la mia migliore amica delle elementari che si era trasferita a Singapore ed è appena tornata, la prima cotta,  il primo morosino che ho lasciato sulle panchine  dietro alla palestra, la socia di sciate, la ragazza con cui facevo il chirichetto nella chiesa vicino a casa della nonna,  i 5 di un estate a guardare Shining ad ogni giornata di pioggia, il tutto ammesso che io riesca a trovare il luogo dell’appuntamento che non essendo più del posto ci ho messo mezz’ora solo a capire dov’è la via di cui si stava parlando. Non se ne sentiva la necessità, ma ora che sono in ballo, mi piace l’idea di rivederli tutti. Ah, urge un restauro.

 

Postato da: calzinospaiato alle 11:37 | link | commenti (14) |
it s a good day

Bad news

Sono stata risparmiata su tasse e ici, il che, in un periodo di tutt’altri pagamenti, fa solo piacere. Quando ci sono belle notizie non chiama il commercialista sadico, ma fa chiamare una sottoposta. Lui si diverte  solo a comunicare le novità infami. Evitata la sciagura finanziaria, non faccio in tempo a rallegrarmene che la scure si abbatte sull’altro abitante della minicasa.  E’ il commercialista in persona a comunicargli il salasso in arrivo. Sentendo l’importo s’accascia sul divano e spezza una doga di netto. Trasloca i felini,  raccatta la copertina muccata, prendi il divano, leva la fodera, armati di cacciavite, sostituisci la doga rotta con una sana e posiziona quella andata a lato sullo schienale, rimetti la fodera, ricomponi il divano, stendi la copertina, sistemaci i gatti e subito dopo occupati di far riprendere l’uomo passandogli sotto al naso una sua scarpa da jogging. Non faccio in tempo a consigliare cautela che ne rompe un’altra. Ripeto l’operazione stavolta, smadonnando. Gli sforzi spaiati non sono arrivati a nulla, il fidanzato me lo sono giocata – è ancora lì, pimpante come una mummia, che tenta di digerire l’F24 e il divano è andato.  Considerando che un  divano in media ci dura due anni, di cui un giorno in perfette condizioni e tutti gli altri 729  con riparazioni di fortuna grazie a gatti e fidanzato demolitori, il prossimo lo compro all’ikea spendendo il meno possibile che almeno quando andrà in pezzi non farò una piega.

 

Postato da: calzinospaiato alle 10:12 | link | commenti (16) |
casa calzino

giovedì, 17 novembre 2005
Ricercatrice a vanvera

Ho passato la giornata circondata dai fascicoli ‘l’esperto risponde’ del Sole 24 ore per trovare una risposta sensata e magari  riferimenti a Leggi varie  per  una rogna condominiale. Pur presente fisicamente, non mi si è vista per tutto il giorno. Di tanto in tanto spuntava la mia testina color sottobosco da dietro tutti quei giornali a riprendere fiato, qualche volta un braccio che a tastoni acchiappava il telefono, una sola volta la gamba sinistra causa formicolii insopportabili. Ora, frullata dopo le classiche otto, abbonderò la scrivania in uno stato pietoso per ritrovarla domani esattamente uguale. La ricerca continua, sembra.

 

Postato da: calzinospaiato alle 18:44 | link | commenti (4) |
no work team

Body-guard

Abitare in un paesino di mille anime contate male dà il privilegio di avere un ufficio postale poco trafficato in cui l’adetta ti chiama per nome e fa sempre due chiacchiere volentieri. Oggi parcheggio a casa ed il rosso è già nel piazzale che mi aspetta, due coccole trafelate  e mi dirigo in fondo alla discesa alla posta col mio chilo di buste e raccomandate. Calzetta non ne vuol sapere di lasciarmi andare da sola e mi segue miagolando. Attraverso la strada, lui pure. Spingo la porta della posta e lui dietro che mi tallona. Mentre spedisco il felino prende possesso dell’ufficio postale strofinandosi sulla panchina, sugli scatoloni e perlustrando la stanza sotto lo sguardo allibito di Silvana che non si capacita del gatto che fa le commissioni con la padrona. Una volta finito, insieme ci avviamo verso casa.  Non c’è niente da fare, ho un gatto body-guard.

 

Postato da: calzinospaiato alle 14:43 | link | commenti (18) |
gattofuffa

Pure mazziata

L’ufficio ha un piano terra ed un primo. E si diceva dell’ora camuffata al bisogno della sottoscritta sull’orologio del piano di sotto.  Con la  faccia come le terga, cosa per me inusuale, a disagio, ma non pentita si buttava sul disordine dell’archivio del piano sopra per espiare. Ora mettiamo che la Spaiata è spaiata di suo, che quando lavora si dimentica del resto e che quindi si, ha tenuto d’occhio l’orario, ma sull’orologio sbagliato senza neppure essere colta da dubbio. Bene, nonostante l’escamotage non solo è uscita alle sette come da ‘contratto’, ma stamattina è stata ripresa per essere arrivata dieci minuti in ritardo dal capo che vedendola entrare coi giornali ha guardato l’ora sull’orologio manomesso. Come dire, rimasta con un palmo di naso, pure mazziata nel giro di poche ore per la paga.  Il prossimo raptus creativo è da sedare seduta stante.

Postato da: calzinospaiato alle 09:18 | link | commenti (12) |
no work team

mercoledì, 16 novembre 2005
Non si fa (pensò la furbina)

Il rapporto che c’è tra me ed il geometra dell’ufficio non va al di là di 4 ciao al giorno. Non uno di meno, non uno di più. Per il resto delle otto ore se ne sta rintanato al piano di sopra. Non si vede e non si sente. Naturale che la sottoscritta abbia imparato a fare a meno di lui e che il mercoledì, giorno in cui si dedica all’arte della caccia, io non senta la differenza.  Anche se oggi la sua non assenza mi avrebbe fatto comodo dovendo uscire dieci minuti prima per accompagnare il fidanzato alla visita pre – operazione e non avendo voglia di stare a questionare coi capi del perché e del per come io ne abbia bisogno proprio il giorno in cui l’altra persona sia latitante. E qui ho dato il peggio di me, escogitando un mezzuccio per avere i miei dieci minuti senza proferir parola. Stamattina mi è bastato spostare l’orologio avanti di dieci minuti. Lo so, lo so, non si fa. E  non mancherò di pentirmene espiando  con mezz’ora in più dilazionata durante la settimana dedicandomi alla sistemazione dell’archivio che versa in condizioni pietose, ma ci penso domani però, che stasera esco prima .

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no work team

Non si è mai visto

Dopo una pausa pranzo passata conversando con un operatore su dieci bollettini di importi anomali depositati dal postino nella cassetta della posta, dettando tutti gli estremi dei pagamenti fatti dal 2004 ad oggi, chiedendo lumi sul segnale tolto senza ragione e conseguente incavolatura furibonda si può dire che con Sky mi si è pure sviluppata la pazienza che prima non avevo. Tenermi le madonne e l’elenco tutto dei santi per me è stato, conoscendomi, un evento storico quanto la scoperta del fuoco

 

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varie ed eventuali

Al momento

Ho il mio bel daffare. Ma non sono la sola.

 

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no work team, gattofuffa

martedì, 15 novembre 2005
Godersi la vita

Anche quando qualcosa ci va stretto e ci rende la vita scomoda, essere in grado comunque di cogliere il bello e goderselo. Quando si dice adattabilità.  O meglio, delle difficoltà farsene un baffo.

Nel caso di Calzetta, gatto pacifico e fortunato, il cruccio è vivere talmente nel benessere da trasbordare dal suo sgabello preferito essendo tallonato dalla micia di misura che sbava per arrampicarcisi a sua volta.

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varie ed eventuali, gattofuffa

Paturnie

Fosse per me novembre lo salterei a piè pari. Non mi piace, non mi piace, non mi piace.  Ho la convinzione che novembre non porti mai niente di buono. E finora non sono mai stata smentita.

 

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ops i did it again

La famiglia riunita

E’ quasi ufficiale. Il papà, quello “vero” per intenderci, ha trovato casa al paesone. E’ prevista la calata del genitore con moglie al seguito per sabato, giorno in cui vogliono farmi vedere l’appartamento ed ottenere la mia approvazione nella veste di addetta nel settore. Nel mezzo tuuuutta una serie di telefonate per chiedere lumi, consigli, indicazioni. Giusto un assaggio di quello che m’aspetta. Ma quello che stupisce è che alla prima casa visitata abbiano sospeso le ricerche e si siano considerati sistemati. Me lo spiego soltanto con una visione ‘a tunnel’ che gli consente di muoversi dal punto a al punto b in linea retta. Zigzagare per agenzie non fa per loro. Io non sono così, sono convinta che ne devi vedere un discreto numero e sentirlo quando hai trovato quella che fa per te, è un innamoramento improvviso e non semplicemente spuntare una lista di caratteristiche che deve avere. Insomma la casa si sceglie di pancia e non di testa, quella subentra dopo. La sottoscritta nei loro calzini un po’ di tempo supplementare per guardarsi intorno se lo sarebbe preso, ma loro non sono di questo avviso e già pensano ai lavori da farci prima di trasferirsi. Nonostante l’eventuale bocciatura dell’addetta ai lavori, perché sospetto di contare quanto il fante di picche.

 

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varie ed eventuali

lunedì, 14 novembre 2005
Come superare l'inverno

Come superare l’inverno. Stare in casa al calduccio e contro la noia pisolini e agguati.

 

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gattofuffa

Non una piega

Freddo, nebbiolina, cielo grigio. Tipica giornata da passare nel tepore casalingo con fidanzato e mici.  Ed infatti abbiamo equamente diviso la giornata tra piumone e play.  Noi, ma anche i gatti che hanno assimilato il bioritmo bipede domenicale e si sono adeguati.  Il risultato è una Spaiata riposata e rilassata  a tal punto che nemmeno il vedere una montagna di nuovi lavori sulla scrivania l’ha scomposta. Non una piega, al momento. Vedremo se questa pace interiore tiene fino a sera.

 

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it s a good day

sabato, 12 novembre 2005
Licenza di...

Il sabato nel paesone è un delirio causa mercato. Non c’è un parcheggio nemmeno a pagamento e sei costretto a vagolare per le vie in macchina sperando nel colpo di culo.  Noi siamo fortunati, dietro l’ufficio abbiamo due parcheggi privati che ci facilitano di molto la vita. Ma ce lo siamo sudati questo piccolo privilegio non solo pagandoli un botto, ma con anni di citofonate ai campanelli, clacson nel cortile, smadonnamenti del solito furbo che praticando il parcheggio selvaggio piantava la macchina proprio sui nostri posti auto infischiandosene dei cartelli di divieto di sosta. Da stamattina una macchina sconosciuta è in sosta proprio lì. La sottoscritta di buzza buona si è limitata a parcheggiarci davanti sul posto rimasto e l'ha chiusa  dentro, dandosi anche licenza di vaff...  se il furbino si presenta chiedendo di poter spostare la macchina. Non ho ancora avuto l’onore, ma un po’ ci conto. E se da qui alla mezza non succede niente la macchina la lascio lì ad oltranza e ne profitto per farmi un giro al mercato, mangiare da un'amica che non vedo da un pò, andare dalla parrucchiera e se avanza tempo, dedicarmi allo shopping. Tiè.

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varie ed eventuali, ops i did it again

Mi sbagliavo

E’ decisamente l’amore che ti fa sembrare almeno fattibile se non accettabile di partecipare ad una cena che ti risulta indigesta. Una cena di lavoro,  un dovere sociale che s’avvicina di molto ad una martellata sulla rotula. Ci vado per cortesia, perché ha piacere che io ci sia nonostante il mittente dell’invito non lo frequenterei nemmeno dietro mandato di comparizione. Pazienza, mi aspettano un paio d’ore con il sorriso impostato  delle grandi circostanze, quello che sfoggio quando m’annoio clamorosamente. E non è questione di non essere ottimista, ma nulla, nulla, fa ipotizzare una serata diversa da quello che mi aspetto. La sottoscritta vivace quanto una mummia, il fidanzato che vorrebbe essere altrove, il mittente dell’invito, persona sgradevolissima, la sua fidanzata con la quale ci stiamo vicendevolmente sulle palle e un assessore di non so cosa con compagna al seguito. Con tali premesse  credo di averci preso: noia, noia, noia. Sbagliavo. La compagna dell’assessore, una donna di colore con un sorriso disarmante, da sola m’incanta e vale la  cena nonostante la compagnia degli altri che continuano a starmi sulle palle. Non ci è voluto molto perché ci scambiassimo di posto per stare vicine e poter chiacchierare in santa pace, scolandoci due bottiglie di bianco. Mentre il fidanzato m’invidiava e mandava segnali di sos, incastrato in una conversazione sui film di Natale della coppia Boldi-De Sica. Non avendo una boccia di vetro per leggere il futuro, dovrei imparare a non dare tutto per scontato e a non sottovalutare il fattore sorpresa che può scombinare quello che t’aspetti.  E comunque lieta di essere stata smentita.

 

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ops i did it again

venerdì, 11 novembre 2005
Mortacci loro

Chi fa da sé, fa per tre. E’ il cavallo di battaglia di papà, che tuttavia sempre più spesso mi incarica di fargli piccole commissioni. Stavolta è il turno di un collutorio prescritto dal dentista stamattina. Vado in farmacia con la ricetta e mi dicono che non esiste più, che ce ne sono tanti altri, ma non quello. Per scrupolo scorrono anche la lista dei medicinali in produzione e confermano la versione. Il genitore mi rimprovera di non aver tentato in un’altra farmacia e un’altra e un’altra fino al raggiungimento della missione ‘zannepulite’ e parte alla volta di quella più sperduta, scomoda e antiquata della provincia. Torna vittorioso - e con un ‘tel’avevodetto’ sulla punta della lingua - dicendo che l’ha ordinato e che dopo le tre e mezza posso andare a ritirarlo. Quando dopo mezz’ora di macchina, dieci minuti a piedi e una fila composta da cinque vecchiette con in mano una mazzetta di ricette finalmente arrivo al bancone mi dicono soavi che, dopo aver fatto qualche ricerca telefonica, il collutorio non esiste più. La mia farmacia è differente, almeno lì te lo dicono subito se puoi sperare di avere quello che ti ha prescritto il medico disinformato. Ora anche mio padre ne è convinto. Un bene per la sottoscritta visto che è solo a cinque minuti a piedi dall’ufficio.

 

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varie ed eventuali

Operazione bulbo

Che non è la doverosa visita trimestrale all’amica parrucchiera, ma trattasi di tutt'altra faccenda. Per il paese del domicilio 33 oggi c’è ‘l’operazione bulbo’, simpatica iniziativa delle maestre elementari in loco che portano i bambini a piantare bulbi a destra e a manca e che vedremo fiorire in primavera. I miei gatti, per non sbagliarsi, si sono dati alla macchia vedendo arrivare una carovana di quaranta bambini urlanti armati di paletta e bulbi vari. Tra le maestre c’è la cat-sitter di Ciabattina e Calzetta che bazzicando spesso a casa spaiata sa perfettamente che all’ingresso ho dei gran vasi vuoti pronti per le piante in primavera. Tempo della salita e tutti i quaranta bambini erano davanti alla mia porta che trafficavano con i bulbi sotto l’occhio attento e compiaciuto della mia vicina di casa. A primavera avrò una sospresa, i bambini non hanno voluto dirmi che fiori hanno piantato.

 

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casa calzino

Gatti appicciconi

Qualsiasi direzione prenda nella mini casa ho l’ombra tra i piedi. Quando c’è anche Calzetta, ne ho due a farmi da guardia. Non posso muovere un passo senza la micia ed il rosso a fianco che guarda caso hanno sempre da fare esattamente dove sono io. Se mi sto preparando in bagno lei ha da ispezionare con urgenza la vasca e lui deve annusare il tappetino, tutto pur di stare con me. E quando scendo in camera la sera, dopo cinque minuti cronometrati si presentano e si prendono un posto di diritto sul letto, una dietro alla mia testa e l’altro sui piedi. Ci abbiamo provato a mettere una cuccia, ma non c’è niente da fare, a loro piace così. Dormire appoggiati cercando un contatto e, in caso di bisogno di coccole, uno mi morde il piede e l’altra l’orecchio.  La sottoscritta gongola per questo loro attaccamento, un po’ meno quando vengo svegliata dai fusi nel cuore della notte, ma ormai non ci faccio più caso. Riesco a coccolarli anche continuando a dormire.

 

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gattofuffa

Merdaday

In ritardo come è d'uso da queste parti.

Il 9 novembre si festeggia il Merdaday che non è una festa come tante, ma un modo per esorcizzare la sfiga cosmica che ci perseguita ridendoci sù. Mi sono sforzata di ricordare un evento funesto di quest’anno sul quale mi son fatta una grassa risata (per non piangere). Non mi è venuto in mente niente, ma sono sicura che c’è, perché l’indole spaiata mi porta sempre ad infilarmi in gineprai che altri eviterebbero. E diciamocelo, quest’anno la fortuna mi ha un po’ voltato le spalle alla faccia di oroscopi entusiasmanti: mai una volta che abbia ottenuto qualcosa senza fare i salti mortali  dribblando la sfiga. Sarà per questo che Diego alla fine un premio all’impegno me l’ha dato. Premio che capita a fagiolo, visto che è un periodaccio sul quale continuo a sbellicarmi cercando un modo per uscirne. Grazie Diego, onorata, per sdebitarmi ti porterò la colazione a letto ogni volta che vorrai.

Per chi volesse saperne di più sui festeggiamenti in corso, il link è a fianco. Citofonare Le 3 grazie.

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it s a good day

giovedì, 10 novembre 2005
Vagamente monotematica

Vagamente monotematica, mi rendo conto di aver sviluppato una certa ossessione per la materia, per cui rassegnatevi che l’argomento casa verrà affrontato in tutte le salse. In veste di fotografa ufficiale oggi sono stata a vedere la casa di un nuovo cliente. E siccome l’immobile sta esattamente due curve sotto al civico 33 ero particolarmente motivata. Nella magionespaiata che cerco potrei inciamparci per caso sullo scalino di uno sconosciuto. Il posto mi piace, già lo so. Quando vedo dall’obbiettivo della digitale anche un fazzoletto di verde abbastanza grande da contenerci due bipedi, due gatti, un tavolo e una griglia mi si allarga il cuore. Fingo indifferenza professionale, ma guardo con più attenzione e scopro che la sala e la cucina sembrano una catacomba tanto sono luminose e che il resto è a dimensione puffo. Le mie speranze si sono definitivamente spente quando sono rimasta chiusa nel montacarichi che porta alla camera matrimoniale. Ne sono uscita smadonnando e ho capito che l’immobile in questione non poteva avere un ruolo di rilevo nella ricerca spaiata: una casa la si deve amare all’istante, se dopo  due minuti vorresti raderla al suolo non è certo un buon segno.

 

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casa calzino

Ma che bel castello

A consolazione che per trovare rustici serve buona volontà, tempo, culo ed una secchiata di ottimismo, mi sono data alla ricerca di una tipologia ancora più rara. Ho pensato che sul territorio non ci fosse tutta questa offerta di castelli di seconda mano e che quindi c’è chi fatica molto più della sottoscritta a trovare un domicilio. Ci sono più castelli che rustici, me ne sono fatta pure una ragione .  Uno, tra l’altro molto castello con la tipica struttura tonda, il fiume attorno, il ponte levatoio. E penso a che vita potrei farci. Alzare e abbassare il ponte levatoio ogni volta che i gatti, a turno, vogliono uscire. Girare per i corridoi con un monopattino elettrico per accorciare i tempi di spostamento. Avere l’imbarazzo della scelta su quale bagno usare per fare la pipì. Poter giocare a nascondino ogni volta che mi va. Munirmi di megafono per chiamare il fidanzato quando è pronta la cena. Usare la cerbottana dalle feritoie quando il vicino molesto s’avvicina. La parte divertente, l’arredare, durerebbe anni. Si dovrebbe attrezzare l’entrata con un piccolo accampamento per gli ospiti che suonano al campanello, prima che arrivi ad aprire il portone potrebbe farsi notte. Dovrei chiedere un mese di ferie per fare le pulizie. Una normalissima vita da castellana in un castello come si deve, insomma. Però la magione manca di una cosa: il garage. Parcheggiare all’esterno è specificato nell’annuncio come un possibile deprezzamento che apre un margine di trattativa. E ci sfido, uno spende un patrimonio e non ha nemmeno un posto dove ritirare le vetture. Io già non lo comprerei senza un garage che la Panda d’epoca e la Ka ammaccata non possono stare alle intemperie

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varie ed eventuali

Che strazio

Non commento nemmeno che la cueva si sia trovata priva di Caputi nella sera della diretta, caduto anche lui sotto le mazzate di un molesto cagotto, sorvolo sull’accorato appello della David che chiede agli italiani di avere fiducia in lei come quando la votarono al concorso di Miss (ecchecivogliamo fare ha fatto solo quello e a quello s’attacca), non do peso al dramma della Di Pietro che non si sposa più dopo le dichiarazione di quel carciofo di Zequila, tanto meno cedo alla sceneggiata telefonica della Lecciso che sarebbe infilarsi in un ginepraio e neppure al ‘dasse’ dell’Interrante per il quale il suo prof di italiano sta alla canna del gas. No. Non spenderò una parola. Ma figli miei, non si possono più guardare questi naufraghi. Zequila con la mutanda aderente e i gambaletti di bende talmente stretti da procurargli sogni mistici, la David con quel sorriso tirato alla Norman Bates che dà i brividi. Ferrini con la capa rossa come un pomodoro e la camicia tovaglia, apparecchiato per la finale. La Elmi, fatina d’acciaio, che continua a dire di stare bene, di mangiare come un lupo ma che è talmente magra da poter al massimo aspirare  a fare lo stuzzicadenti del lupo dopo che si è pappato la nonna. Sono uno strazio, organizziamo un ponte aereo per mandargli almeno un panettone da intingere nel soutè di telline.

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ops i did it again

mercoledì, 09 novembre 2005
E la ricerca continua

Sto sempre cercando casa. Da un’oretta sfrucuglio tra i siti delle agenzie concorrenti. Un po’ alla sperindio perché trovare un rustico con un pezzetto di giardino senza doversi fare chilometri a piedi è un po’ come convincersi di vincere al superenalotto. E difatti la ricerca non ha dato grandi risultati. In compenso ho trovato in vendita una casa galleggiante.  La parcheggi dove vuoi, non paghi né ICI, né la tassa dei rifiuti, ma solo l’ormeggio che in altre parole, coi prezzi che girano, è come versare 3 mesi di un affitto medio-basso. Per un attimo però mi ci sono vista bene cambiare domicilio secondo l’estro del momento spostando il barcone dove m’ispira di più, attrezzare il retro con un parco bombole ed il compressore per le immersioni, cenare d’estate sul lago, pescare a tempo perso direttamente da casa. Poi la poesia mi è passata, sai che umidità.

 

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varie ed eventuali, ops i did it again

Mail

Da un po’ di tempo, come agenzia, abbiamo un sito. Ed una mail direttamente collegata per richiedere ulteriori informazioni. Gli utenti fruitori del servizio si dividono in due grosse categorie, una all'opposto dell'altra. I logorroici, che ti spiegano la rava e la fava, del perché e del per come e un’onda anomala di dettagli personali che solo marginalmente toccano l’acquisto di una casa e quelli di poche parole che, senza dirti né crepa né sciopa e neppure un buongiorno di cortesia, chiedono informazioni tramite parole chiave ridotte all'osso. Del tipo: foto, libero dal?. Punto. Una via di mezzo sembra non esistere.

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no work team

Un sogno diffuso: fare shopping gratis!

Genitrice batte Spaiata di almeno 10 punti sulla scala dei raptus di spesomania consolatoria. Se la sottoscritta è oculata negli acquisti con qualche sporadica follia (vedi stivaletti da folletto ubriaco), la genitrice spende e spande a piacimento. E fa bene, aggiungo. Non solo perché se lo può permettere e se le piace fare shopping ben venga, ma anche perché poi a ogni cambio di stagione si butta a capofitto nell’armadio per riordinare ed eliminare quello che non mette. E gran parte dei vestiti finisce nel mio di armadio. Ieri sera sono stata convocata d’urgenza alla magione ad esaminare attentamente un everest di abiti. A parte una canottiera che usava vent’anni fa a cui finalmente ha dato una fine dignitosa, un prendisole con le foglie di marjuana scambiate per acero e che le ha fatto vincere di diritto il premio ‘gonza dell’anno’ e una camicetta leopardata acquistata probabilmente sotto l’effetto di alcol, la sottoscritta ha fatto shopping senza spendere un euro. Cinque/sei canotte estive, una camicetta bianca da mettere con i jeans, una maglietta da usare per pigiama, un dolcevita nero, un paio di pantaloncini, tutta roba che avrei comprato anch'io e di cui non posso proprio lamentarmi. Le ho già fatto sapere cosa mi piacerebbe trovare verso maggio della stagione in corso. Quel paio di pantaloni bianchi, ad esempio, che non metterà mai vestendosi quasi sempre di nero mi starebbero proprio bene.

 

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it s a good day

martedì, 08 novembre 2005
Innamorarsi

La Spaiata dopo aver setacciato in lungo e in largo tutti i negozi di scarpe presenti sulla zona ha finalmente trovato un paio di stivali che le va a genio. In un negozio di bambini. Mentre li provo di fianco c’è una bambina che s’infila un paio di tennis rosa. Entrambe sediamo sui seggiolini fungo di 30 cm di altezza. Lei non tocca terra, la sottoscritta ha le ginocchia in bocca, lei decide che si, le scarpine le piacciono in trenta secondi, la sottoscritta prova tutti i modelli del 36, qualcuno anche di un numero meno e tanti di un numero in più. Il tutto già di per sé mi risulta moralmente imbarazzante, la mazzata finale arriva dalla bambina delle scarpe rosa che mi fa sapere che quello non è un negozio da grandi e che io non le sembro proprio una sua coetanea. Ma pazza per gli stivaletti li ho comunque portati a casa ottenendo la loro totale bocciatura.  Sembra che il mio ultimo acquisto non abbia avuto il successone che mi aspettavo. Fidanzato: ma sono rasoterra, già sei alta un metro e una mela, così sembri un puffo. Genitrice: mioddio che piedi piccoli che hai, mi chiedo come fai a stare in piedi  (se non lo sai tu che mi hai messa al mondo mammina). Papà mi allunga una banconota: perché una volta tanto non ti compri un bel paio di scarpe col tacco e smetti di comprare le scarpe nei negozi da bambini? L’amica: sembri un folletto dei boschi ubriaco. L’altra amica, la sorella gemella di Morticia Addams in perenne total black look: oggesù ma non sono neri. I loro commenti, tuttavia, mi entrano da un orecchio e mi escono dall’altro e  non alterano minimamente  l’innamoramento per la nuova calzatura che mi guarda dalla scarpiera.

 

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ops i did it again

Antipatico al primo morso

La merenda – unica- dolce  concessa dalla genitrice negli anni delle elementari era il ‘Duplo’. Nascondeva la scorta nel barattolo dei chiodi sull’ultima mensola della cucina per evitare che facessi fuori la dose settimanale in un sol colpo. Questa cosa un po’ mi è rimasta. Ho la tendenza a riempire il carrello di schifezze per rifarmi di quelle mancate in gioventù e nasconderle negli anfratti più improbabili della minicasa in caso di improvvisa necessità. Nonostante prediliga il salato al dolce tanto che le scorte d’emergenza vengono dimenticate come i loro nascondigli per rinvenire solo casualmente mesi dopo. Stamattina è ricacciato fuori un duplo dal cassetto dei calzini. Non si sa da quanto stava lì, l’avrei pure mangiato ignorando la data di scadenza, ma mi è venuto in mente l’odioso tipo dentale-labiale e ho provato un moto di irritazione come quando mi compare sullo schermo. Non credo che il creativo che si è inventato il soggetto simpatico quanto un’ortica sul sedere abbia fatto poi un grosso favore alla ditta produttrice. L’unico desiderio che ho a riguardo non è tanto strafogarmici col prodotto in questione, ma che il protagonista della pubblicità ci si strozzi levandosi dalla circolazione.

 

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varie ed eventuali

Era ieri

Quando mi dicevano che il tempo avrebbe sistemato le cose il primo istinto era sempre quello di mandarli a quel paese che di frasi fatte ne avevo già sentite abbastanza. Ed invece avevano ragione, parzialmente ragione.  Ma il dolore non sparisce mai del tutto. Rimane lì, sedimenta, diventa una costante a cui non badi troppo e che però ogni tanto si fa sentire. Si parlava di regali di Natale con la genitrice e scherzando mi ha chiesto una ‘top 10’ per poi mordersi la lingua rendendosi conto di aver toccato un tasto dolente in questo periodo. Ieri specialmente. Si, perché se dovessi davvero fare una lista dei regali più graditi sarei in imbarazzo. Perché quasi sempre ho ricevuto più di quanto potessi aspettarmi ed in generale mai avuto di che lamentarmi. Mentre per quello più inaspettato il podio da tempo è stato assegnato. Ho perso mio cugino ieri, di sette anni fa. Non fu facile e non furono facili i cinque giorni di ricerche e nemmeno le feste. Le prime senza di lui. Ci piaceva scandalizzare i parenti scambiandoci  regali ‘sconci’, mangiare gli avanzi guardando x-files la sera di Natale e potendo, ubriacarci nel bar dove lavoravo a locale chiuso.  Quell’anno non ci sarebbe stato niente del genere. Non ricordo un dolore più forte. Un suo amico tatuatore a metà dicembre suonò alla porta di casa mia per dirmi che mio cugino al mio regalo ci aveva già pensato. Un tatuaggio personalmente disegnato su un foglio di carta stropicciato. Quell’anno la notte di Natale ebbi comunque il suo regalo e potei scandalizzare i parenti a nome di entrambi mostrando orgogliosa schiena e  fondoschiena rispettando così una nostra piccola tradizione. Quel regalo è l’unico che mi porterò addosso per tutta la vita, curioso che abbia scelto per me un triskele, simbolo della via giusta da seguire proprio quando lui non poteva più essermi accanto. Era ieri. E fa male, come sempre, anche se non lo dico a nessuno. Sono fatta così. Ingoio il magone e continuo a camminare.

 

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varie ed eventuali

lunedì, 07 novembre 2005
Ricette

Doverosa premessa: la sottoscritta per dosi e tempi va a occhio, quindi prendetele con beneficio d’inventario.

CUBETTI DI SALMONE AL SESAMO E ZENZERO: prendere 400 gr. di salmone in fette spesse 2/3 cm e tagliarlo a cubetti. Salare e pepare. Versare in un piatto piano zenzero e sesamo e premere i cubetti di salmone affinché con la pressione le spezie aderiscano al pesce. Cuocere in una padella antiaderente con olio fino a che il salmone non sia dorato. Volendo su ogni cubetto infilare uno stecchino e farne un ottimo ‘finger food’ adatto  per l’aperitivo.

SPIEDINI DI CODA DI ROSPO ALLE ERBE, PEPERONI E PERE: tagliare 500 gr di coda di rospo a cubetti. In un piatto piano grattugiare la scorza di un limone, tritare le erbe aromatiche (timo, salvia, rosmarino, ecc) ed il succo filtrato di tre limoni. Sistemarci il pesce e mettere in frigo per 4 ore, girandolo di tanto in tanto. Tagliare a cubetti le 2 pere kaiser e a quadretti 2 piccoli peperoni gialli. Sugli stecchini lunghi alternare il pesce, le pere e i peperoni. Sistemarli in una teglia e farli andare a 180° per dieci minuti, poi cinque sotto al grill.

CERNIA IN SALSA D’ARANCIA, CAPPERI E OLIVE: sfilettare la cernia e passarla nella farina, posizionarla in una padella antiaderente con la scorza di un arancio tagliata a julienne, olive tritate e i frutti dei capperi ed il succo filtrato di un arancio, un cucchiaio d’olio, sale e pepe q.b.  Lasciare andare finchè non è cotta, qualora tenda ad attaccarsi si può versare un po’ di vino bianco da far evaporare. Le spezie per il salmone, le erbe aromatiche ed il pesce si possono variare a seconda del gusto personale.

Sono più complicate da leggersi che a farsi e se lo dice una che è negata in cucina....

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cucina spaiata creativa

Side B

Il ‘side B’ della cena. Ovvero la versione spaiata. Il tavolo apparecchiato ha fatto il giro della minicasa per trovare la collocazione più comoda. Dopo essercelo trasportato ovunque è tornato esattamente dov’era, i commensali una volta preso posto non potevano più muoversi liberamente quindi si è resa necessaria la domanda:’ scappa la pipì? Fatela adesso se no ve la tenete fino al dolce eh!’. Il fidanzato, sistemato in una simpatica nicchia ha pensato bene di correre ai ripari. Il  bello di una casa mignon è che una volta seduta potevo procurarmi ciò che mancava senza nemmeno alzarmi. Il contro è che col forno acceso per tutto il pomeriggio sembrava di stare ai carabi. Ai gatti è stata data la serata libera, ma la micia vedendo gli ospiti arrivare si è presentata in casa e si è subito accomodata dietro al sedere di mio padre, gli ha rubato il fazzoletto di tasca e l’ha nascosto. Una mezz’ora buona l’abbiamo passata a cercare il nascondiglio della gatta ladra. Un’altra a convincerla che no, gli ospiti non gradivano cenare con lei che chiedeva cibo battendo con la zampetta sul braccio. Il cibo era buono, tranne le focaccine, quello che credevo essere il cavallo di battaglia, mi sono venute un po’ dure tanto che se per sbaglio ne cadeva una a terra scheggiava la piastrella. Da domenica le usiamo  come munizioni dal balcone quando i randagi infastidiscono i nostri gatti. Ah, i genitori stanno benone e minacciano di venire a cena a sabati alterni.

 

Postato da: calzinospaiato alle 10:36 | link | commenti (12) |
casa calzino

la prova del cuoco

Il sabato l’ho passato chiusa in cucina con la classica ansia da prestazione. Salmone a cubetti allo zenzero e sesamo, spiedini di coda di rospo alle erbe aromatiche con peperoni e pere, cernia in salsa d’arancia con olive e capperi, patate a gogò, tre tipi di focaccine con noci, olive ed erbe aromatiche. Vino bianco, diplomatica e passito offerto dai genitori in visita. La sottoscritta sta bene, il fidanzato pure è vivo e vegeto. Dei genitori nessuna notizia dalla cena. Attendo di vederli e verificare il loro stato di salute per dichiarare la buona riuscita della cena.

 

Postato da: calzinospaiato alle 09:25 | link | commenti (10) |
casa calzino

venerdì, 04 novembre 2005
11° Non dare mai nulla per scontato

‘Seria A’ doveva segnare il grande ritorno di Bonolis a Mediaset e l’approdo del calcio in esclusiva sempre sulle stesse reti. Un gran colpaccio da pubblicizzare in pompa magna, roba che non capita tutti i giorni. Ed invece no, perché tra le aspettative ed il risultato c’è di mezzo il pubblico. Volubile quanto basta da affondare ‘Serie A’  che seguono in 4 gatti tanto che Bonolis abbandona il campo lasciando la Vanali a sbrigarsela – egregiamente - da sola e  Affari tuoi che chiunque sano di mente  dava per spacciato senza il reuccio del piccolo schermo va alla grandissima con Pupo, l’ultimo dei vassalli, che rosicchia punti a Striscia. Detto questo un bel chissenefrega, che almeno l’affondamento della corazzata Bonolis  non ho contribuito a sovvenzionare col canone. Diversamente avrei avuto tutto il diritto, e con me gli altri abbonati, di farmele girare con i miliardi spesi a destra e a manca. Però, fossi stato in Paolino avrei tenuto botta e portato fino alla fine il programma, che se uno crede a quello che fa non saranno certo gli ascolti imbarazzanti ad impedirti di fare il tuo lavoro con egual passione (e per il quale sei pagato, bene). E poi hai visto mai… a furia di vederselo sullo schermo ogni santissima domenica in maniche di camicia anche gli irriducibili fedelissimi di 90° minuto magari ci avrebbero fatto la bocca.

 

Postato da: calzinospaiato alle 18:25 | link | commenti (11) |
varie ed eventuali

Di nome e di fatto

Non è stata ancora accertata la causa, ma sembra che la Spaiata sia più spaiata del solito. Potrebbe essere il raffreddore che da giorni mi fa compagnia, la caduta dalle scale di stanotte o il poco sonno. Vassapere. In ogni caso meglio non fare affidamento sulla sottoscritta per le prossime ore. Ci sono sintomi che mi rendono poco attendibile ed affidabile. Stamattina entra in ufficio una ragazza, l’indirizzo verso la porta giusta e per me finisce lì, anche se mi sembra di conoscerla. Scoprirò solo dopo dalla ‘capa’ che lei dice di essere una mia amica (?), che frequentava il mio stesso corso all’università, che le passavo gli appunti e che spesso facevamo il viaggio in treno insieme. Per me è nebbia, però mi sento in colpa per averla cancellata dalla memoria e le telefono fingendo di avere avuto un’illuminazione che però sto ancora aspettando. Vado al super per comprare due peperoni gialli, 4 pere, 4 limoni ed erbe aromatiche. Ne esco con tre addobbi natalizi, ma mi dimentico timo, salvia, rosmarino ed il resto della verdura. E mi sono data – involontariamente - più resto di quanto mi spettasse visto che la cassiera sbaglia a digitare e chiede a me di fare la differenza a memoria. A mezzogiorno grata che esista la pausa pranzo per riprendermi con aspirina e pisolino mi dirigo verso casa dimenticando completamente il mio migliore amico che mi aspetta fuori dall’ufficio. L’ho visto in macchina, l’ho salutato e sono salita sulla mia come se non ci fossimo mai messi d’accordo per mangiare insieme. Come se non bastasse cinque minuti fa avevo in mano l’assegno dello stipendio, ma non mi riesce di ricordarmi dove l’ho messo. Sono decisamente sullo stordito andante e si prevedono peggioramenti serali.

 

 

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ops i did it again

Menù risolto

Ero la disperazione di mia nonna che si occupava dei miei pranzi. Non mangiavo carne, davanti al pesce fingevo svenimenti, niente uova, solo due/tre tipi di formaggio. Ero, perché un giorno, di punto in bianco, ho preso a mangiare di tutto. Cibi per i quali provavo una repulsione viscerale, mi sono diventati invitanti. Ora sperimento accostamenti azzardati, assaggio, apprezzo. Mia madre invece è rimasta così, schizzinosa e selettiva. Solo sapori già conosciuti, non prova neppure a scoprire se c’è qualcosa oltre quei pochi cibi approvati dal suo gusto personalissimo. Poche verdure, niente formaggi, zero panna e yougurt, poca pasta, niente triti, macinati, crostacei, funghi. Pesce solo in forma di pesce, non frullato o tritato, ma intero. E per una come la sottoscritta che già ha una conoscenza stiracchiata ai formelli, cucinare per mia madre è  non un dramma qualsiasi, ma il Dramma. Roba per cui entrare nel panico. Meno male che mio padre, dopo avermi vista passare  borbottando con una pila di ricette (anche le vostre – grazie), mi è corso in aiuto approvando anche per lei il menù tutto a base di pesce. Che Vissani me la mandi buona.

 

Postato da: calzinospaiato alle 14:24 | link | commenti (8) |
cucina spaiata creativa

Nottataccia

Il raffreddore ha raggiunto un livello tale da ottenebrarmi la mente e le capacità di movimento. Non solo stanotte non ha dormito nessuno grazie alla sottoscritta che si girava nel letto cercando di respirare e starnutiva e si soffiava il naso e sbuffava come un treno a vapore e smadonnava contro i bacilli, ma quando ho cercato di raggiungere  il succo d’arancia sono pure caduta dalle scale. Non vedendomi tornare sono stata successivamente raccolta contusa e rinfilata sotto le coperte dal fidanzato. Una nottataccia insomma.

 

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varie ed eventuali

giovedì, 03 novembre 2005
Come volevasi dimostrare

E proprio oggi che non mi sono dimenticata niente nel borsone da piscina, do forfait. Mi risulta inconciliabile avere un fazzoletto a portata di mano sgambettando in acqua, perciò al costume preferisco il pigiama. Ed il cucchiaio d’argento in cerca d’ispirazione.

 

Postato da: calzinospaiato alle 18:10 | link | commenti (6) |
casa calzino

Gli isolati

Ferrini a me fa tenerezza. Ha scambiato la spiaggia per una succursale di una taverna dove tra balli e cantate gli scherzi, anche pesanti, son consentiti e vissuti come tali e s’è infilato in un ginepraio, tant’è che la serata si apre con il dramma di cui lui è il protagonista negativo. Fossi stato Maurizio Ferrini avrei avuto un rigurgito di orgoglio e avrei mandato tutti a quel paese, la David in testa. Perché si, c’aveva pure ragione la ragazza, ma quello che era (e resta) una boutade volgare l’ha fatto diventare un caso con l’allibito Ferrini sbattuto nei panni del presunto mostro in prima serata. Vero è  che per uscire indenne dall’isola bisogna avere l’accortezza di capire a priori con chi si può gigioneggiare e con chi si deve tenere la lingua ( e mani in questo caso, a freno), furbizia di cui Maurizio ne è evidentemente privo se pur guardando l’isola dalla poltrona di casa e poi ritrovandocisi ha scelto Arianna per fare il provolone buttandola sul ridere. La David da madonnina infilzata di legno non ha gradito pur facendosi una risata sul momento, meditandoci fino alla cueva e  trasformando una situazione, che pure era di pessimo gusto, va detto, a molestia in prima serata, servendo l’insaccato Ferrini alla pubblica gogna. La David ha da svegliarsi perché se uno arriva e mi chiede di toccarmi una tetta gli dico ‘no’ ridendo e  concedendogli il beneficio del dubbio sul fatto che scherzi. Se insiste e allunga lo zampone in direzione della mia seconda piena non starei certo a perdere tempo a discuterne davanti al fuoco, a farne dibattito con gli altri isolani, a piangerne in diretta, ma prenderei la faccenda di petto. A scanso di futuri equivoci, gli avrei cioncato la manina (morta) sul momento palesandogli tutto il mio disappunto, così, in caso non fosse giunto forte e chiaro il mio ‘no’. Stop. A Maurì sei un salame.

 

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varie ed eventuali

A.A.A. cercasi chef

Se c’è una cosa di militare in casa mia è la genitrice. Nel modo di mandare avanti la famiglia, gestire la casa, affrontare la vita. Tant’è che ogni tanto la chiamiamo generalessa. Tanto è ordinata, a modino, organizzata la madre, quanto disordinata, spaiata e casinista la figlia. La sottoscritta lo sa bene e con la genitrice cerca di tirarsi un po’ insieme e darle una parvenza di avere in mano la situazione. Ma l’arte di infilarsi in un ginepraio ce l’ho nel dna. Li avrò a cena sabato sera. Dopo aver fatto l’invito mi ci sono voluti trenta secondi per pentirmene e cadere nella tipica ansia da prestazione. Ora cosa gli rifilo per la cena di compleanno di papà? Un dramma.

Consigli per riuscire a salvare quel tanto di reputazione che mi sono costruita con mia mamma e non darle dimostrazione di essere una casalinga disperata?

 

Postato da: calzinospaiato alle 11:24 | link | commenti (28) |
casa calzino, ops i did it again

Pronta per il letargo

Con il cambio dell’ora, il buio presto, il raffreddore che mi fa compagnia, il freddo che inizia a farsi sentire per la sottoscritta è quasi tempo di andare in letargo, impigiamata da qui fino a marzo. I gatti seguono l’esempio. Ieri pomeriggio sono rimasti volentieri sul divano acciambellati sulla copertina muccata piuttosto che mettere la zampa fuori dalla porta. Però, non essendosi sfiancati nel fare discovery nel quartiere ieri sera erano più indemoniati che mai. Specie la gatta. Che ha smaronato il povero micione rosso in tutti i modi da lei conosciuti con zuffa finale e agguati a tradimento compresi. Da stamattina il rosso pacifico del solito ha lasciato posto al gattoringhio con tutti i gattopoteri  operativi (soffi, ringhio, miagolio da temibile) e la Ciabattina si guarda bene dall’avvicinarlo. Ora non resta che aspettare che gli passi il nervoso.

 

Postato da: calzinospaiato alle 09:25 | link | commenti (7) |
casa calzino, gattofuffa

mercoledì, 02 novembre 2005
Per dirla come Celentano

Il blog è rock, splinder è lento.

Soprattutto in questi giorni. Non solo, mi si mangia i commenti che lascio, quelli che ricevo, non mi apre i blog da caffè ed è un’impresa postare. Francamente inizio a spazientirmi.

A quando il ritorno alla solita pacifica routine?

Postato da: calzinospaiato alle 16:14 | link | commenti (12) |
varie ed eventuali

Cominciamo bene

Quando ho da prendere una decisione importante divento più svagata del solito. Passo il tempo a cercando di considerare il prevedibile e pure l’imprevedibile. Inutilmente, perché per quanto mi dica la testa io scelgo sempre e comunque di pancia. Ma avendo preso in considerazione un ventaglio di ipotesi almeno dopo posso dirmi da sola che lo sapevo senza bisogno che ci pensino altri e sono pure preparata a porte in faccia, bruschi risvegli, immancabili imprevisti che non mancano mai. Oggi ad esempio, vagavo per l’ufficio rimuginando su una certa cosa, la testa altrove ovviamente cercando di fare una lista dei ‘contro’.  All’improvviso, sbam, una porta in piena faccia che proprio non mi aspettavo. Non in senso figurato, una porta di legno, con maniglie e chiave, una porta porta insomma.  Non mi sono accorta che il bagno fosse occupato. Con un bel bozzo in piena fronte spero mi si apra un portone, magari quello della casa nuova.

Postato da: calzinospaiato alle 15:12 | link | commenti |
ops i did it again

Puntuale come sempre

Ci sono dentro in pieno. Voce da baritono, occhio pesto e lacrimoso, naso rosso, ossa rotte e indolenzimento diffuso. Vago per l’ufficio con la scorta di fazzoletti ad uso continuo a portata di mano e dispensando starnuti e bacilli. Come è consuetudine spaiata non mi son fatta mancare niente, tranne un paio di giorni a casa nel letto perché non  riesco a stare a casa in pigiama se non sono stesa a pelle di leopardo dal raffreddore. Ho ancora sufficiente autonomia per impestare tutti i colleghi che tuttavia mi evitano.

 

Postato da: calzinospaiato alle 10:58 | link | commenti (8) |
ops i did it again

Una tranquilla giornata a casa

Tipici dialoghi di un giorno di vacanza.

Con un equilibrio precario mi alzo per raggiungere la caffettiera, ma inciampo sulla Ciabatta felina e ricado sul letto.

Fidanzato: ahia.

Spaiata: ma se sono leggera..

Fidanzato: si, come una putrella del 10.

Dopo pranzo siamo entrambi sul divano, ognuno con un gatto. Mi alzo per rimettermi insieme prima di uscire. Inciampo sulla pantofola.

Fidanzato: ma ahiaaaa.

Spaiata: oh, quante storie sono leggiadra come una foglia.

Fidanzato: si, di marmo.

Però nonostante la predisposizione a scapicollarmi con qualsiasi oggetto si trovi a terra, animato e non,  ha dovuto ammettere che  in quanto a ritrovare le cose perse sono più agile che col piede. Mezzanotte, il fidanzato sta cercando a vanvera nei cassetti le lastre al ginocchio e le foto della maratona a Boavista da portare al dottore. La Spaiata dorme, ma è evidentemente infastidita da tale rumore molesto.

Spaiata: allora la vogliamo finire?

Fidanzato: non trovo le foto.

Spaiata rintronata dal sonno: guarda nelle ultime lastre…

Fidanzato dandomi retta: eccole, sei un genio.

No, non genio, semplicemente lo conosco.

 

Postato da: calzinospaiato alle 09:21 | link | commenti (2) |
casa calzino